
Mentre il mondo si divide in blocchi imperiali, il vecchio continente resta un museo a cielo aperto, paralizzato da burocrati senz’anima e nazionalismi da cortile. È tempo di un’Europa Politica, Sociale e Guerriera.L’Europa è a un bivio tragico: o tornare a essere il faro della civiltà o finire confinata nelle note a piè di pagina della storia. Per troppo tempo siamo stati spettatori passivi di un gioco deciso altrove. Da una parte, l’imperialismo muscolare di una Russia che sogna fasti zaristi/sovietici; dall’altra, un’America che ci tratta come una provincia fedele ma sacrificabile. Sullo sfondo, i giganti demografici ed economici come Cina e India osservano con la pazienza di chi sa che il tempo gioca a loro favore, pronti a banchettare sulle spoglie di nazioni europee troppo piccole per competere, ma troppo orgogliose per unirsi davvero. Il vero nemico dell’Europa oggi non è solo fuori dai confini, ma annidato nel “nazionalismo becero e individualista”. Quel sovranismo di facciata che si ferma al confine del proprio orticello, ignorando che nessuna nazione europea, da sola, ha la massa critica per trattare alla pari con Pechino o Washington.Dividersi sugli interessi di parte mentre il mondo brucia è un suicidio collettivo. Questi egoismi non sono “patriottismo”, sono cecità. Il vero patriota oggi è chi capisce che la propria identità nazionale sopravvive solo all’interno di una Identità Europea forte, capace di proteggerla. Non abbiamo bisogno di un’altra direttiva europea sulla curvatura dei cetrioli. Abbiamo bisogno di una Vera Europa Politica.Identità contro decadenza, una civiltà che smette di onorare le proprie radici e la propria storia è destinata a scomparire. L’Europa deve tornare a essere il centro morale del mondo, fiera delle sue cattedrali, della sua filosofia e del suo spirito d’avventura.Un esercito comune, una politica estera univoca. Basta con l’Europa che implora protezione o che si fa dividere dalle grandi potenze.Una comunità di popoli che mette al centro il lavoro, la famiglia e la dignità umana, contrapponendosi al nichilismo del mercato globale che tutto livella e tutto svende.I tempi sono maturi. La decadenza che ci sovrasta è il frutto di un vuoto spirituale e politico che solo noi possiamo colmare. Non vogliamo un’Europa di banche e commissioni oscure, ma un’Europa di Popoli e Comunità.È ora di riprendere il futuro in mano. Il riscatto europeo non è un’opzione, è una necessità biologica e storica. Perché se non saremo noi a fare la Storia, la Storia si dimenticherà di noi, masticati e sputati dai giganti che avanzano.Popoli d’Europa, svegliatevi: la vostra Civiltà vi chiama.