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31 Jan
IL CORRIERE HA SVELATO I RAPPORTI TRA RENZI E VANNACCI… MA L'OPERAZIONE ARRIVA FINO A MACRON

Chi conosce il mio percorso e la mia identità politica sa che difficilmente, quando parlo di dinamiche a destra, parlo a caso. Soprattutto se scelgo di parlare dopo mesi di silenzio.Lo scoop di oggi del Corriere della Sera conferma quanto ho detto ieri: Vannacci fuori dalla Lega sarebbe l'arma perfetta della sinistra. E infatti si scopre che Vannacci e Renzi si sono visti più volte in segreto e che, dietro la tentazione di Vannacci di strappare e farsi il suo partito, c'è proprio il genio di Renzi che ha un solo obiettivo: far saltare Giorgia Meloni.Vannacci oggi non ha infatti alcun vero spazio elettorale: la storia delle elezioni ci insegna che l'area alla quale ambisce si attesta sempre intorno tra l'1% e il 2%. Certo, con la visibilità mediatica spinta dalla sinistra potrebbe anche ambire a qualcosa in più ma - in ogni caso - a nulla che gli consenta di poter essere nel 2027 un motore politico. Ecco perchè è perfetto per Renzi & associati: perchè Renzi sa che in ogni caso le elezioni politiche Meloni le vincerà ma non è questo che gli interessa, gli interessa impedirle di avere una maggioranza solida, sfruttando una legge elettorale attuale fatta proprio per ribaltare il volere del popolo con operazioni di palazzo, per creare il caos e portare a una nuova grande coalizione centrista stile Draghi o Monti.La cosa davvero importante da capire, però, è che Renzi si sta muovendo da qualche tempo per fomentare reazioni anti-Meloni collocandosi all'interno di uno schema che oltrepassa i nostri confini nazionali. Con chi è collegato infatti politicamente Renzi? Con Macron. E perché dovrebbe interessare tutto ciò a Macron? Ora ve lo spiego.Sappiamo bene che il governo Meloni ha oggi l'appoggio degli italiani, a dirlo non sono io ma i sondaggi che certificano un consenso record per un governo in carica da oltre tre anni, cosa rarissima in Europa. Proprio per questo, nel resto d'Europa a destra si è iniziato a parlare di "modello Meloni" come esempio da seguire per arrivare al governo e riuscire a governare, obiettivo tutt'altro che scontato per le destre. Il problema è che questo "modello Meloni" sta dunque galvanizzando gli elettori di destra nelle altre nazioni e spingendo le forze politiche a imitarlo. Nel 2027, oltre che in Italia, ci saranno le elezioni in Francia. Macron è in crisi nera, con un consenso ai minimi storici, e non potrà ripresentarsi. Il centrosinistra francese è senza leader credibili, proprio come in Italia. E gli elettori di destra francesi hanno visto realizzarsi in Italia, con Meloni, quello che da tanti anni stanno sperando che avvenga nella loro nazione: un progetto di destra serio, vincente, governante. Mentre noi infatti ci possiamo permettere il lusso di fare critiche al governo italiano, in Francia tutti parlano dei risultati incredibili che sta avendo l'Italia rispetto a una Francia che cola a picco. E sempre più gente - elettori, militanti ma anche pezzi di mondi mediatico ed economico, sta facendo pressione per far sì che finalmente si crei in Francia una coalizione proprio come in Italia, chiave di volta per la vittoria. Il Rassemblement National, primo partito di Francia con oltre il 30% dei consensi, fino a ieri aveva rifiutato questa strategia ma ora, proprio vedendo che in Italia funziona, ha iniziato ad aprire a ragionamenti sul "modello Meloni" e così sta iniziando ad accadere anche nella destra conservatrice e nei Repubblicani.Ecco allora perchè il governo Meloni va azzoppato il prima possibile: perchè il suo successo sta favorendo la possibilità di successo della destra anche in altre nazioni europee, Francia in primis. Mandare in difficoltà la coalizione di Giorgia Meloni non è dunque affare solo italiano ma mossa necessaria per provare a sgonfiare l’affermazione di governi di destra e centrodestra in Europa. Infatti operazioni simili a quella che Renzi sta tentando con Vannacci stanno avvenendo anche in Francia, sempre provando a strumentalizzare parte della destra, sempre provando a creare figure più dure e più pure degli altri, sempre con sponsor nascosti ostili alla destra.Se Renzi riuscirà nell'operazione, potrà intestarsela e monetizzarsela politicamente (l'ambizione personale non gli manca) non solo in Italia ma anche nell'establishment progressista europeo. Ma se Renzi riuscirà nell'operazione, sarà solo perchè sarà riuscito a truffare un pezzo di destra identitaria. La cosa in realtà, dal punto di vista politico, personalmente oggi poco mi inquieta perché: l'operazione Monti fu un flop che diede il via proprio alla stagione della destra identitaria e alla nascita di Fratelli d'Italia; le operazioni per la grande ammucchiata nel 2018 furono un flop che ebbero come risultato il governo gialloverde; l'operazione Draghi fu un flop che poi ha portato all'arrivo al governo di Meloni. Ogni operazione di palazzo contro la volontà popolare è destinata a fallire e la volontà popolare oggi dice tre cose chiare:  Fratelli d'Italia al 30% Centrodestra quasi al 50% Centrosinistra appena sopra il 40%Per quanto mi riguarda non ho idea se Vannacci di questo tentativo di sabotaggio della volontà popolare sia vittima o complice. Ma in ogni caso so che bisogna evitare che a esserne vittima o complice inconsapevole sia la destra militante e identitaria.

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