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18 Jan
LA DESTRA ALLARMISTA NON RISOLVE I PROBLEMI. IL CASO PIACENZA

Oggi assistiamo a un fenomeno pericoloso: la sostituzione dell’analisi sociale con lo slogan. Il caso di Piacenza ( vedi qui ) viene cavalcato per alimentare un clima di costante allarme, dove l’altro non è più un cittadino con cui dialogare, ma un potenziale “focolaio” di pericolo. La destra attuale sembra aver scelto la strada dell’allarmismo generalizzato. Invece di interrogarsi sulle cause profonde della mancata integrazione o del disagio sociale, la risposta standard è l’invocazione di una “società presidiata”. Tuttavia, imporre più polizia ovunque è una soluzione che cura il sintomo, ma ignora la malattia: la microcriminalità e il degrado nascono dove lo Stato arretra e dove l’esclusione sociale diventa la norma. Viviamo in una società laica che, in molti contesti, è scivolata verso un ateismo pratico e un vuoto di valori. In questo scenario, religioni con un’identità forte e chiara, come l’Islam, trovano terreno fertile. Non è un caso che dove il tessuto spirituale e comunitario dell’Occidente si sfilaccia, altre visioni della vita diventino dominanti. Il problema non è la forza della fede altrui, ma la fragilità dei modelli di convivenza che proponiamo noi. Il fondamentalismo non nasce dal nulla; è alimentato da due fuochi che si autoalimentano:Dall’esterno: I flussi di denaro di organizzazioni internazionali che finanziano visioni radicali per scopi geopolitici.Dall’interno: La politica dell’esclusione. Chi viene marginalizzato, chi vive nel sospetto e nella paura costante, è la preda perfetta per chi predica l’odio. L’esclusione crea ghetti, e i ghetti sono le culle dei radicalismi. Condannare la retorica della paura significa pretendere una politica che affronti la complessità. Una società che esplode non si salva con le manette, ma con:Investimenti nelle periferie e nell’educazione.Inclusione reale, che rompa il monopolio ideologico dei radicali sulle comunità immigrate.Dialogo onesto, che non neghi le difficoltà ma che rifiuti di usarle per scopi elettorali. Il ritorno a una società dell’appartenenza e della comunità aiuterebbe a creare le basi di una identità forte e quindi a ristabilire un ordine di tipo verticale a livello sociale.

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