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25 Jan
La domenica di Roberto Cota 25 gennaio 2026 - Il modello svizzero non funziona.

Il modello svizzero ha qualcosa che non funziona e lo ha dimostrato nella tragica vicenda di Crans Montana. Non è solo la questione relativa alla scarcerazione dei coniugi Moretti, francamente inaccettabile per gravità dei fatti, necessità di avere rispetto per le famiglie delle vittime, rischio oggettivo di fuga e, non da ultimo, una monetizzazione della libertà difficile da comprendere in una vicenda in cui è stata proprio la ricerca del denaro ad ogni costo il motore di quello che è successo. C’è dell’altro. Il sistema dei controlli è risultato inesistente con il Comune che è stato clamorosamente inadempiente ed il Cantone che candidamente ha ammesso di non avere una procedura atta a verificare se i comuni facciano o meno i controlli. Poi, l’inchiesta con: ritardi nelle perquisizioni e nei sequestri, mancata esecuzione delle autopsie, esistenza di un evidente condizionamento ambientale con la percezione che l’obiettivo sembra quello di non danneggiare l’immagine di Crans Montana. Un disastro totale. Il fatto è che non è questione di dare pagelle o fare polemiche, ma di farsi rispettare (come sta facendo il Governo) per tutelare l’interesse delle vittime e dei loro familiari che devono avere: a) giustizia senza che i responsabili scappino o inquinino le prove; b) sostegno ed assistenza (molti dei feriti avranno bisogno di essere seguiti per tutta la vita). Per fare questo servono soldi e per ottenerli per prima di tutto i fatti devono essere ricostruiti correttamente con l’attribuzione delle relative responsabilità. Senza insabbiare o sottovalutare il coinvolgimento anche delle istituzioni svizzere e dei loro rappresentanti, accertando anche perché non sono stati fatti i controlli. Fino ad oggi la giustizia svizzera non sta scrivendo una bella pagina. Buona domenica e buona settimana.

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