
Ho diverse critiche da sollevare rispetto all’operato di Sarkosy come Presidente della Repubblica. Il sorrisino suo e della Merkel indirizzato verso Berlusconi, rispetto al quale avrebbe soltanto dovuto portare rispetto, mi fa ancora arrabbiare. Inoltre, Sarkosy, quando era al governo, si è distinto per un approccio moralista, populista e giustizialista che oggi gli si ritorce contro di lui.Ad ogni modo, quello che sta succedendo in Francia con la sua incarcerazione è davvero inquietante. L’ex presidente è stato privato della libertà senza una sentenza definitiva e per una contestazione debole, nel senso che non è provata una sua responsabilità diretta nei presunti episodi corruttivi, ma soltanto un’agevolazione dell’operato dei suoi collaboratori. Inoltre, sono passati quasi vent’anni dei fatti contestati (e non stiamo parlando di un’accusa di omicidio che ragionevolmente non dovrebbe mai prescriversi). La percezione è che nei suoi confronti sia in atto una vendetta politica. Per la Francia è una brutta pagina, che si aggiunge ad altre brutte pagine sul fronte della situazione economica e della instabilità politica. La giustizia francese è malata e l’arma giudiziaria diventa uno strumento improprio di fare politica. Tutto il mondo è paese verrebbe voglia di dire, ma anche in questo caso si dovrebbe riflettere sul fatto che la responsabilità è della politica. Di quella politica che ha approvato quelle norme che hanno reso possibile ai giudici fare quello che hanno fatto. In Francia, come in Italia (che si distingue per essere il paese dove il diritto può essere molto incerto). Sarkosy è giusto che riceva la solidarietà di chi non si presta al giustizialismo ed ai processi di piazza, ma sarebbe altrettanto giusto che facesse un po’ di mea culpa rispetto a certi suoi atteggiamenti e posizioni. Avanti con le riforme! Buona domenica buona settimana.
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