
La tragedia di Crans Montana ha delle proporzioni indicibili ed ha sollevato una sensazione di profondo dolore e sgomento in tutte le famiglie. Colpisce da vicino perché diverse ragazze e ragazzi italiani, quasi bambini, nel fiore degli anni, hanno perso la vita. A Milano, ad esempio, in molti conoscono qualcuno che è rimasto vittima del rogo. I ragazzi si telefonano e si scambiano informazioni sugli amici ed i conoscenti in un tamtam fatto di lacrime e sconcerto. Così le famiglie. I genitori si sono fidati, erano tranquilli, si trattava di una festa in un locale che era frequentato esclusivamente da ragazzi, nella sicurissima Crans-Montana, nella rigorosissima Svizzera, dove guai se c’è un filo d’erba fuori posto. Eppure, è successo quello che è successo: niente materiali ignifughi, niente uscite di sicurezza, fontane pirotecniche fissate alle bottiglie di champagne in un locale chiuso. Incredibile! Dicono che l’inchiesta sarà rigorosa, speriamo, perché stiamo parlando di qualcosa che è veramente inaccettabile ed anche incomprensibile. E’il momento delle condoglianze, delle preghiere e del dolore. I giudizi e le polemiche arriveranno dopo. La decisione di continuare a tenere gli impianti sciistici aperti a Crans-Montana nell’ imminenza dell’accaduto, pero’, è stata discutibile e direi irrispettosa. È vero che ci sono i contratti da rispettare, ma mi chiedo dopo quello che è successo come sia possibile sciare e divertirsi in quei luoghi in questi giorni! È davvero difficile augurare come al solito buona domenica e buona settimana.