Cookie PolicyPrivacy Policy
22 Jan
MANIFESTO COMUNITARISTA

Per la restaurazione dell'umano contro la tirannia del nulla.

I. La Verità contro il mito del progresso.Noi rifiutiamo la menzogna del progresso come destino ineluttabile. Ciò che chiamate “evoluzione” non è che un processo di sradicamento metodico. Il progresso è la religione secolare degli schiavi che celebrano le proprie catene. Noi affermiamo che la storia non è una linea retta verso una falsa libertà, ma una difesa perenne delle verità eterne contro l’assalto del tempo e del desiderio capriccioso. II. Il Sacro Confine del Limite L’uomo non è Dio. L’uomo è un essere situato, definito dai propri limiti: biologici, morali, spirituali. Chi predica la fluidità dei generi, l’abbattimento dei confini e l’autodeterminazione assoluta sta predicando la distruzione dell’essere. Il limite è forma; la fluidità è caos. Noi siamo i custodi della forma contro l’entropia di una modernità che vuole renderci tutti uguali, atomizzati e scambiabili come merci su uno scaffale. III. La Guerra al Capitalismo Nichilista Il capitale non è solo un sistema economico, è un demone antropologico. Esso riduce la vita a calcolo, il corpo a prodotto e l’anima a consumatore. Il nostro è un comunitarismo dello spirito: rivendichiamo il ritorno alla terra, alla comunità reale, al mutuo appoggio che non conosce l’interesse del mercato. Siamo nemici della borghesia liberale che ha venduto la sacralità della vita per un aumento del PIL. IV. La Fortezza della Stirpe e della Famiglia La famiglia non è un contratto revocabile, ma una cellula di resistenza. Difendiamo la differenza sessuale come pilastro ontologico del creato. Senza la polarità tra uomo e donna, senza il dovere della trasmissione e il rispetto degli antenati, la società non è che un aggregato di solitudini. Respingiamo ogni ingegneria sociale che tenti di profanare il mistero della nascita e della filiazione. V. L’Anarchismo della Tradizione Siamo anarchici di fronte allo Stato moderno, quel Leviatano tecnocratico che usa la biopolitica e il controllo digitale per soffocare lo spirito. Non riconosciamo autorità a una legge umana che contraddice la Legge Superiore. Crediamo nel potere delle piccole comunità, dei villaggi, delle fratellanze organiche dove l’uomo risponde a a Dio e ai suoi simili, non a una burocrazia senz’anima o a un algoritmo straniero. VI. Il Rifiuto dell’Occidente Terminale L’Occidente odierno è una civiltà al tramonto che odia se stessa. È una cultura che celebra l’aborto come diritto e il consumo come liturgia, mentre sprofonda nel deserto demografico. Noi ci opponiamo all’universalismo astratto dei “diritti umani” usati come armi di sottomissione culturale. Rivendichiamo il diritto di ogni popolo a restare fedele alla propria identità, contro il fango globalista che vuole coprire il mondo intero. VII. La Scelta Non proponiamo un’utopia, ma un ritorno alla realtà. In un mondo che vi vuole fragili, soli e governabili, essere un “Talebano” significa scegliere la spada dello spirito e la scure della Tradizione. Preferiamo la povertà dignitosa nella verità alla schiavitù opulenta nella menzogna.Oltre la notte del nichilismo, noi siamo l’alba che non tramonta.

Commenti
* L'indirizzo e-mail non verrà pubblicato sul sito Web.