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22 Jan
USA VS EUROPA: IL “GRANDE STRAPPO” COMINCIA DALLA FINANZA

Mentre Washington rompe gli indugi e dichiara, nei fatti, una guerra economica totale al Vecchio Continente, la Danimarca sferra il primo colpo sui mercati. La fuga dai titoli di Stato americani non è più un’ipotesi, ma una strategia di sopravvivenza.Siamo solo all’inizio di quello che gli storici ricorderanno come il “Grande Strappo”. Gli Stati Uniti hanno ufficialmente dichiarato guerra all’Europa, non con i carri armati, ma attraverso l’arma del debito, dell’instabilità politica e delle minacce territoriali. In questo scenario di ostilità aperta, la mossa del fondo pensione danese AkademikerPension suona come il primo colpo di cannone della resistenza europea. Con una decisione che ha scosso i mercati globali, il fondo danese (che gestisce circa 25 miliardi di dollari) ha annunciato la vendita totale dei propri titoli del Tesoro statunitense entro la fine di gennaio 2026. Sebbene la cifra di 100 milioni di dollari possa sembrare contenuta rispetto al debito totale americano, il valore politico e simbolico è devastante: la Danimarca sta dicendo al mondo che il “rifugio sicuro” americano è diventato una trappola.Anders Schelde, Chief Investment Officer del fondo, è stato categorico: le finanze del governo statunitense “non sono più sostenibili” a lungo termine. Il rischio di credito è diventato troppo alto per essere ignorato.Il clima di belligeranza è stato alimentato dalle politiche aggressive dell’amministrazione Trump. Non è un segreto che le tensioni diplomatiche legate al tentativo americano di “acquistare” la Groenlandia abbiano lasciato ferite profonde. Sebbene il fondo dichiari che la vendita non sia una semplice ritorsione, ammette che il deterioramento dei rapporti diplomatici ha reso la decisione “molto più semplice”.Ma la guerra è soprattutto economica. L’instabilità politica di Washington, unita a un deficit di bilancio fuori controllo e a un dollaro sempre più volatile, viene percepita dall’Europa come un attacco diretto alla stabilità dei propri risparmiatori. Per decenni, i titoli del Tesoro USA sono stati l’ancora del sistema finanziario globale. Oggi, quell’ancora è stata trasformata in una catena che rischia di trascinare a fondo chiunque vi resti aggrappato.I punti critici evidenziati dalla mossa danese sono tre:Instabilità Fiscale. Il debito americano è una bomba a orologeria puntata contro gli alleati.Imprevedibilità Politica. Le politiche di Trump sono viste come una minaccia esistenziale alla stabilità dei mercati europei.Sovranità Territoriale. Sembrerebbe che l’Europa non si più disposta a finanziare chi calpesta la dignità dei suoi Stati membri (come nel caso della Groenlandia).Siamo solo alle prime fasi di questo conflitto. Se altri fondi pensione e istituzioni istituzionali europee seguiranno l’esempio di AkademikerPension, assisteremo a un deflusso di capitali senza precedenti. L’Europa sta iniziando a capire che non può più permettersi di finanziare la propria “esecuzione” economica acquistando il debito di una nazione che le ha dichiarato guerra.Il messaggio di Copenaghen è chiaro: la fiducia è finita. La guerra è iniziata. E il primo terreno di scontro è il mercato dei bond.

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