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09 Feb
VANNACCI VA DA SOLO. MA IL CDX HA GIÀ PRONTA LA CONTROMOSSA

L’operazione Roberto Vannacci, osservata oggi con il senno del poi, appare segnata da un peccato originale: l’impazienza strategica. Il Generale, pur avendo incassato un tesoretto di 500.000 preferenze alle scorse Europee, ha scelto di scendere in campo con il suo nuovo movimento, Futuro Nazionale, proprio mentre il terreno elettorale si fa più scivoloso. Il peso del divorzio e il “tradimento” dei numeri Per la Lega, la perdita di Vannacci è un’emorragia controllata ma dolorosa. Quelle 500.000 croci sul simbolo del Carroccio sono state l’ossigeno che ha permesso a Salvini di restare a galla, ma oggi il Generale si trova a navigare in mare aperto. I sondaggi attuali lo vedono navigare intorno a un 2% che sa di soffitto di cristallo. Il vero rischio per Vannacci non è il dibattito culturale, ma la matematica elettorale. Se il sistema dovesse virare verso un proporzionale in stile tedesco, la soglia di sbarramento salirebbe al 5%. In questo scenario, la Lega diventerebbe paradossalmente la prima sostenitrice di una legge “taglia-piccoli”. Alzare l’asticella allo sbarramento del 5% per i partiti fuori dalle coalizioni (o in un sistema proporzionale puro) sarebbe la mossa definitiva per:costringere l’elettore di Van nacci a scegliere tra il “voto utile” alla Lega o il “voto perso” a un generale senza truppe parlamentari. Senza il peso di una fronda interna, Salvini tornerebbe a essere l’unico interlocutore per quel mondo, blindando i propri collegi.

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