Non era facile produrre il Macbeth di Verdi come prima opera della stagione lirica 2026 al Teatro Coccia di Novara. Non lo è mai stato per nessuno, in qualsiasi Teatro in Italia e all'estero.
L'opera di Verdi, ispirata ai capolavori di Shakespeare è stata allestita a Novara, durante oltre un mese di lavoro, con prove estenuantidi indubbia fatica da parte di tutti i protagonisti, dentro e fuori dal palco.
Un grande Jorge Bernacèr alla bacchetta, ha profuso a tutti cantanti che si sono avvicendati in scena, sicurezza e tranquillità, tanto da portare il debutto e le due repliche successive ad successo di critica e di pubblico. Conoscevamo bene questo grande direttore spagnolo (che ama l'Italia) per aver diretto la scorsa stagione la Rondine di Puccini sempre al teatro novarese.
Troppo fragile Monica Zanettin che avevamo già apprezzato in altre produzioni, che nella cantata di esordio ha resistito solo per un atto sui quattro previsti dal grande genio di Busseto. Forse la stanchezza dovuta ad una leggera influenza latente, forse un calo di pressione, fatto sta che la soprano conosciuta e apprezzata, ha alzato bandiera bianca ed è tornata a casa.
Ottima impressione per timbro vocale e presenza sul palco ha destato invece Maria Cristina Bellantuono, sicura e leggiadra nel difficile ruolo di Lady Macbeth. La soprano ha dovuto sobbarcarsi la fatica di ben tre serate consecutive, ma non ha battuto ciglio e si è gudagnata ben 7 minuti di applausi nell'ultima recita della domenica, con un teatro colmo e sold out, cosa che fa ben sperare per il futoro.
Di Marco Vitale, baritono campano, seppur ancora giovane, conoscevamo la bravura. Ma il Macbeth visto al Coccia è stato superbo, con voce intensa e sicura, mai una debolezza, mai un'incertezza, sempre conscio delle sue grandi possibilità. E poi la presenza scenica importante e austera, frutto di uno studio serio e meticoloso della parte, ha fatto la differenza e anche per lui (come per tutti, a dire il vero), grandi applausi e grande considerazione.
Buona prova anche per il secondo Macbet, il peruviano Gustavo Castillo, anch'egli senza necessità di presentazioni. Il baritono sudamenricano è stato eccellente, senza sbavature.
Discorso a parte merita Roberto Scandiuzzi, che nella parte di Banco si è esaltato e ha fatto trasparire al pubblico intervenuto al Coccia, tutta la sua bravura e la sua decennale esperienza come "basso".
Bravissimi anche Omar Cepparolli nella parte del medico, Luigi Varriale come sicario, Ivan Magri, superbo Macduff, Elena Malakhovskaya, egregia dama di Lady Macbeth, Xiaosien Su, nella bella parte di Malcom ed infine il novarese Marco Baldino, nella parte dell'assassinato Re Duncan che, ovviamente, non ha cantato essendo una figura senza canto. Marco Baldino, novarese conosciutissimo in città, ha impersonato il Re scozzese con grande maestria e una presenza scenica da attore vissuto.
Daniele Piscopo, che ha firmato la regia, le scene e i costumi, è stato superlativo e geniale, "costruendo" un Macbeth importante ma mai lezioso e stancante, (malgrado i quattro atti) anzi, ha dato a quest'opera verdiana una freschezza e una bellezza raramente vista e apprezzabile in ogni suo aspetto. Regia meticolosa nel rispetto del libretto e della partitura (finalmente!!!!!), costumi stupendi e azzecatissimi sia per i personaggi che per il coro e le comparse, ed infine con le scene parse adattissime per quest'opera dai tratti, per sua natura, certamente oscuri e tetri. Piscopo ha trovato la sua vera natura di regista, finlmente consacrato da un'opera difficile ma importantissima e ha dimostrato senza alcun dubbio, di essere a suo agio anche nella parte di scenografo e costumista. Davvero bravo.
La Schola Cantorum di San Gregorfio Magno di Trecate (No) è stata parte fondamentale di questa difficile rappresentazione. Seguendo scrupolosamente le indicazioni della straordinaria bacchetta di Bernacèr, ha dato risalto e importanza, quandoi serviva, a voci possenti e a voci di preghiera così tanto volute nella scrittura musicale da Verdi. Forse la miglior interpretazione degli allievi del Maestro Trombetta di questi ultimi anni.
Corinne Baroni ha azzardato con questo Macbet, ma ha visto giusto. Ha chiamato un cast di tutto rispetto e le tre recite gli hanno dato ragione da vendere: tre sere con il teatro pieno, per la felicità del Main Sponsor Comoli&Ferrari che ha creduto nel lavoro della Direttrice e dei suoi collaboratori.
MACBETH
Melodramma in quattro atti
(versione del 1865 Firenze)
Libretto di Francesco Maria Piave e Andrea Maffei
dalla omonima tragedia di William Shakespeare
Musica di GIUSEPPE VERDI
Prima rappresentazione 14 marzo 1847 al Teatro della Pergola di Firenze
Macbeth Sergio Vitale (23, 25) / Gustavo Castillo (24)
Banco Roberto Scandiuzzi (23, 25) / Shi Zong (24)
Lady Macbeth Monica Zanettin (23) / Maria Cristina Bellantuono (24, 25)
Dama di Lady Macbeth Elena Malakhovskaya
Macduff Ivan Magrì
Malcolm Xiaosen Su
Medico Omar Cepparolli
Domestico/Araldo Piero Santi
Sicario Luigi Varriale
Prima apparizione Roberto Messina
Seconda apparizione Erika Fornero
Terza apparizione Agnese Jurkovska
Re Duncano Marco Baldino
Direttore JORDI BERNÀCER
Regia, scene e costumi DANIELE PISCOPO
Light designer Ivan Pastrovicchio
Orchestra Filarmonica Italiana
Schola Cantorum San Gregorio Magno di Trecate
Maestro del coro Mauro Trombetta
Produzione Fondazione Teatro Carlo Coccia di Novara