Nino Migliori nasce a Bologna nel 1926. Inizia a fotografare nel 1948, seguendo diverse piste di ricerca: Ossidazioni, Programmi, Cellogrammi, Lucigrammi, Ideogrammi inventati da lui prendendo posizione contro la critica idealista e il salonismo fotografico. "La fotografia è sempre un punto di vista, quello del fotografo [...] è racconto, è narrazione fatta da una persona che ha sentimenti, idee, idiosincrasie, passioni che necessariamente si riflettono nelle situazioni, nella realtà che sceglie di rappresentare e interpretare". Con Tancredi e Emilio Vedova inizia a frequentare il salotto di Peggy Guggenheim a Venezia, entrando poi in contatto anche con gli artisti del contesto bolognese. Nel 1977 il Centro studi e archivio della Comunicazione di Parma gli dedica la prima grande antologica curata da Arturo Carlo Quintavalle. Dal '78 è docente di Storia della Fotografia al Corso di Perfezionamento di Storia dell'Arte dell'Università di Parma. Negli anni Ottanta indaga la polaroid realizzando una serie di manipolazioni che articola in Polapressures e Polaroid, altre tecniche da lui ideate.Nel 1982 dà vita ad Abrecal - Gruppo Ricerca Percezione Globale che, fino al 1991, si riallaccia alla poetica futurista di rottura degli schemi. Negli anni Novanta si avvicina al digitale, scansionando le sinopie polaroid che diventano Trasfigurazioni. Nel 2016 istituisce la fondazione che poeta il suo nome. "L'opera di Migliori è una riflessione sull'individuo attraverso le tracce. I suoi scatti non riproducono la realtà, bensì l'idea di realtà, servendosi semmai della fotografia come materiale espressivo, dalla straordinaria, inarrivabile referenzialità informativa e metaforica". C. Benigni. #ninomigliori#fotografia#emozioni#lagrandebellezza