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09 Apr
09Apr

L'Università del Piemonte Orientale “Amedeo Avogadro” coordina insieme al Comune di Vercelli il calendario di eventi tra scienza, storia e cultura. Tra i protagonisti l'eccellenza della ricerca internazionale, il coinvolgimento dei musei cittadini e le attività nelle scuole

Si è tenuta oggi, presso la Sala del Consiglio del Comune di Vercelli, la conferenza stampa di presentazione delle celebrazioni per il 250° anniversario della nascita di Amedeo Avogadro . L' Università del Piemonte Orientale “Amedeo Avogadro” guida insieme al Comune di Vercelli la cordata di istituzioni che stanno lavorando insieme per dare nuova luce all'eredità e all'attualità del pensiero dello scienziato che ha rivoluzionato la chimica e la fisica moderna. Sono intervenuti il sindaco di Vercelli Roberto Scheda , il prorettore UPO Gianluca Gaidano e il responsabile della Comunicazione di UPO Paolo Pomati . Il programma costituisce un percorso corale che coinvolge il territorio, unendo ricerca accademica, divulgazione scolastica e valorizzazione del patrimonio storico. 

Amedeo Avogadro


Nato a Torino il 9 agosto 1776 in una nobile famiglia piemontese (Conte di Quaregna e Cerreto), Amedeo Avogadro intraprese inizialmente la carriera forense, laureandosi in legge a vent'anni. La sua passione per la matematica e la fisica, tuttavia, lo portarono ad abbandonare molto presto l'avvocatura per dedicarsi alla scienza. Il legame con il territorio vercellese fu fondamentale. Tra il  1809 e il 1819  – periodo che è stato oggetto dell'evento di anteprima curato a febbraio dal professore  Giovanni Ferraris  – Avogadro insegnò “fisica positiva” presso il Regio Collegio di Vercelli. In quel periodo elaborò la sua ipotesi più celebre (1811), oggi nota come  Legge di Avogadro  , che si ritiene che volumi uguali di gas diversi, alle medesime condizioni di temperatura e pressione, contengono lo stesso numero di molecole. Questo principio divenne il pilastro della moderna teoria atomica e legò per sempre il suo nome alla costante universale, il  numero di Avogadro  . Il calendario di eventi dedicato ad Avogadro entrerà nel vivo il  5 maggio 2026 con l'apertura  ufficiale presso la Cripta di S. Andrea, aula magna del Dipartimento di Studi umanistici UPO. Il professore emerito  Giovanni Battista Appendino  ,  già docente UPO tra i più influenti studiosi internazionali nell'ambito della chimica organica, terrà la  lectio magistralis  “  Mens agitat molem  : l'ipotesi di Avogadro fra oblio, riscoperta e negazionismo”, esplorando la complessa fortuna critica dello scienziato. Il percorso scientifico proseguirà il  17 giugno  con il professore  Oliviero Carugo  , docente di Chimica generale e inorganica presso l'Università di Pavia, che approfondirà il tema “Avogadro e il peso dell'invisibile” presso il Rettorato UPO, a Vercelli. Tra gli eventi convegnistici più attesi spicca quello previsto per il  13 ottobre 2026   all'Accademia delle Scienze, a Torino. Le celebrazioni non si limiteranno alle aule universitarie e coinvolgeranno l'intera città di Vercelli. Dal 12 giugno al 2 agosto, il Museo Leone ospiterà un'esposizione sui legami tra  Avogadro e la Vercelli napoleonica  . In autunno, il Museo del Tesoro del Duomo presenterà  documenti inediti  sulla nobiltà e la scienza moderna. Il 21 giugno, Casa Alciati diventerà palcoscenico per il dramma  “Amedeo Avogadro: uno scienziato sabaudo nel cuore dell'Europa”  . Tra giugno e luglio si apriranno anche i battenti della Biblioteca Diocesana Agnesiana e della Pinacoteca Arcivescovile di Vercelli per l'  esposizione di materiali storici   su Avogadro e il suo tempo. In ottobre, le  Giornate d'Autunno del FAI proporranno passeggiate nei luoghi legati alla vita dello scienziato e sarà anche proiettato un video sullo scienziato a cura de “Il Ponte”, mentre il 23 ottobre si celebrerà l' Avogadro Day  presso il Liceo Scientifico “Amedeo Avogadro”, con attività di peer education e sfide tra studenti per “dare forma all'invisibile”, espressione che richiama anche il titolo della mostra allestita dal Liceo. In omaggio alla ricerca industriale, cui Avogadro seppe dare un contributo importante, Confindustria Novara Vercelli Valsesia dedicherà a ottobre Piemonte Fabbriche Aperte , con visite aziendali. Oltre agli eventi, il 2026 vedrà la realizzazione di progetti duraturi, come l' emissione di un francobollo commemorativo e la valorizzazione urbana del  busto di Avogadro a cura del Comune di Vercelli. « Il nostro obiettivo — sottolineano i promotori — è ripristinare ad Amedeo Avogadro la centralità e la visibilità che merita, non solo come icona della scienza globale, ma come figura profondamente legata alla nostra identità territoriale e accademica ». La cerimonia di chiusura si terrà il 23 novembre 2026 con la presentazione del volume celebrativo “Amedeo Avogadro: uno scienziato in Piemonte” , edito da Interlinea. Partner istituzionali delle celebrazioni per il 250° anniversario della nascita di Avogadro: Università del Piemonte Orientale “Amedeo Avogadro”  Comune di Vercelli Ministero della Cultura Soprintendenza Archivistica e Bibliografica del Piemonte e della Valle d'Aosta Direzione Generale Archivi Archivio di Stato di Vercelli Accademia delle Scienze di Torino Arcidiocesi di Vercelli (Ufficio Beni Culturali, Biblioteca Agnesiana, Archivio Storico e Pinacoteca Arcivescovile) Società Storica Vercellese Fondazione Istituto di Belle Arti e Museo Leone Fondazione Museo Francesco Borgogna Fondazione Museo del Tesoro del Duomo e Archivio Capitolare Liceo Scientifico “Avogadro” di Vercelli FAI – Delegazione di Vercelli Confindustria Novara Vercelli Valsesia Associazione Culturale “Il Ponte” Associazione Culturale “Il Porto” Associazione Culturale Diocesana Università della Terza Età 

CHI ERA AMEDEO AVOGADRO

AMEDEO AVOGADRO (1776-1856) Lorenzo Romano Amedeo Carlo Avogadro di Quaregna e di Cerreto nasce il 9 agosto 1776 a Torino, da una nobile famiglia di origini vercellesi (il padre Filippo era un esimio magistrato, la madre era la biellese Anna Maria Vercellone). La famiglia degli Avogadro ha profonde radici nella Vercelli medievale. Il nome della casata trae origine dal fatto che i suoi membri godevano del privilegio ereditario di essere advocati (avvocati e difensori) dei potenti vescovi della città. Seguendo la tradizione familiare, si laureò in giurisprudenza nel 1795 e praticò per breve l’avvocatura. Tuttavia, guidato da una forte vocazione, tra il 1800 e il 1805 si dedicò assiduamente allo studio della matematica e della fisica virando tutte le sue attenzioni verso quegli ambiti. Uomo di estrema modestia e schivo Avogadro sposò nel 1815 Anna Maria Felicita Mazzia, dalla quale ebbe numerosi figli. Dedicò tutta la sua vita esclusivamente alla famiglia e alla scienza, non uscendo mai dai confini del Piemonte. Muore il 9 luglio 1856, a Torino. Riposa nella tomba di famiglia nel cimitero di Quaregna, nel biellese. Carriera accademica A Vercelli (1809-1819) Dopo i primi passi accademici a Torino, Avogadro fu nominato professore di Filosofia positiva (matematica e fisica) al Reale Collegio di Vercelli, carica che ricoprì per un intero decennio (1809-1819). Le scuole all’epoca erano ospitate nei locali dell’ex-convento della Visitazione, edificio che oggi è sede dell’Archivio di Stato di Vercelli. Il decennio trascorso a Vercelli è considerato il più produttivo di tutta la sua carriera scientifica. Fu proprio qui che lo scienziato concepì e pubblicò, nel 1811, il celebre saggio contenente la fondamentale “Legge di Avogadro” sulla costituzione molecolare dei gas. A Torino (dal 1820)  Fu il primo titolare della cattedra di “Fisica sublime” (fisica matematica) istituita all’Università di Torino nel 1820. La cattedra venne soppressa nel 1821 dal governo in seguito ai moti politici, per poi essergli riassegnata dal 1834 fino al 1850, anno in cui lasciò l’insegnamento al suo allievo Felice Chiò.   Le scoperte scientifiche fondamentali La Legge di Avogadro (1811) Pubblicata sul Journal de Physique in Francia durante il suo insegnamento a Vercelli, nel celebre “Essai d’une manière de déterminer les masses relatives des molécules élémentaires des corps et les proportions selon lesquelles elles entrent dans ces combinaisons”, la “Costante (o numero) di Avogadro” indica l’invariabile numero di particelle contenute in una mole di qualsiasi sostanza stabilendo che “volumi eguali di gas nelle stesse condizioni di temperatura e di pressione contengono lo stesso numero di molecole”. La legge di Avogadro fu in gran parte ignorata o fraintesa per circa mezzo secolo, e talvolta persino attribuita erroneamente al fisico francese Ampère. Ciò fu dovuto in parte alla confusione terminologica tra atomo e molecola dell’epoca, e in parte all’isolamento e alla modestia di Avogadro, che non polemizzò mai per rivendicare i propri meriti. La sua teoria trionfò definitivamente, ponendo le basi della chimica moderna, solo pochi anni dopo la sua morte, grazie all’instancabile opera di divulgazione del chimico italiano Stanislao Cannizzaro al Congresso internazionale di Karlsruhe nel 1858-1860. La distinzione tra atomo e molecola Avogadro fu il primo a superare gli ostacoli della teoria di Dalton, distinguendo nettamente le “molecole integranti” (le attuali molecole) dalle “molecole elementari” (gli attuali atomi). Comprese che nelle reazioni chimiche dei gas le molecole non si sovrappongono semplicemente, ma si dividono. Formule chimiche moderne Grazie al suo principio, stabilì le corrette formule chimiche di innumerevoli composti come l’acqua (H2O), l’acido cloridrico (HCl) e l’ammoniaca (NH3). Fu anche il primo a definire le esatte proporzioni dei composti del silicio (SiO2) e del boro. Fisica e Chimica-fisica Precursore in molti campi, intuì per primo (1806) il concetto della polarizzazione dei corpi dielettrici, poi attribuita a Faraday. Costruì un sensibilissimo voltimetro moltiplicatore (1821-1822) per ricerche elettrochimiche e studiò a fondo i calori specifici dei gas cercando relazioni numeriche con la loro costituzione chimica. Il Trattato  Amedeo Avogadro è autore dell’opera monumentale in quattro volumi Fisica de’ corpi ponderabili (1837-1841), che conteneva anche il primo trattato italiano originale di cristallografia.                  

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