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30 Jun
30Jun

<<Il Centro anti-violenza "Elara" è molto più dell'attivazione di un nuovo servizio territoriale: è una scelta precisa per affermare che la tutela della dignità della donna, della persona, della libertà e della sicurezza costituisce una responsabilità primaria delle Istituzioni>>. Con queste parole il presidente del Cisa Ovest Ticino Carla Zucco, il Direttore Valentina Bertone, il vicedirettore e responsabile dell’Area Adulti, minori e famiglie del Consorzio Anna Caprino e il presidente dell’Assemblea dei sindaci del Cisa Ovest Ticino Lido Beltrame presentano il nuovo presidio territoriale per contrastare la violenza contro le donne, un progetto che il Consorzio renderà operativo a partire dal prossimo 1° luglio e che avrà la propria sede operativa all’interno dello Sportello donna del Consorzio (servizio attivo da circa vent’anni) nei locali messi a disposizione dal Comune di Trecate in via Dante.

<< La violenza contro le donne – proseguono Zucco, Bertone, Caprino e Beltrame - non è una questione privata, ma un problema sociale e culturale che riguarda l'intera comunità territoriale. Per questo, grazie al supporto tecnico ed economico della Regione Piemonte e a esperienza, professionalità e grande umanità del personale della cooperativa sociale “Liberazione e speranza”, abbiamo scelto di investire nella rete, nella collaborazione tra Enti pubblici, Terzo settore, sistema sanitario, forze dell'ordine, autorità giudiziaria, scuole e associazionismo per prevenire e affrontare al meglio un fenomeno dalle dinamiche complesse. Siamo convinti che solo lavorando insieme si possano offrire risposte efficaci e durature. Il Cisa Ovest Ticino crede che il welfare moderno non possa limitarsi all'erogazione di prestazioni, ma debba essere uno strumento di promozione dei diritti e di rafforzamento della coesione sociale. “Elara” nasce proprio in questa prospettiva: un presidio territoriale che mette al centro la persona, la sua autodeterminazione e la possibilità concreta di ricostruire il proprio progetto di vita>>. L’ITER PER LA COSTITUZIONE DEL NUOVO CAV “ELARA” Fondamentali per l’avvio di “Elara” sono stati il finanziamento regionale per 50.000 euro e la collaborazione, sancita da uno specifico Protocollo della durata di tre anni, con la cooperativa sociale “Liberazione e speranza”, già gestore del Centro anti-violenza di Novara, e con altre realtà istituzionali, del Terzo Settore e del mondo associazionistico locale attivo nel settore sociale. “Elara” nasce <<dalla crescente necessità di assicurare assistenza nel territorio di competenza consortile rispetto alla diffusione degli episodi di violenza nei confronti delle donne. Nell'ambito dell'attività di contrasto alla violenza – ricordano Zucco, Bertone e Caprino - la Provincia, i Comuni e i Consorzi socio-assistenziali operano attraverso il Protocollo d'intesa contro la violenza domestica, sottoscritto nel 2007 insieme con la Procura della Repubblica, l’Ufficio Territoriale del Governo, la Questura, i Carabinieri, il Ministero della Giustizia e la Polizia Penitenziaria, l’Azienda ospedaliero-universitaria “Maggiore della Carità” di Novara e l’Asl Novara e al quale hanno aderito successivamente altri soggetti. A questo si è aggiunto, nel 2017, il successivo “Protocollo d’intesa per la promozione di strategie condivise finalizzate alla prevenzione e al contrasto del fenomeno della violenza nei confronti delle donne e la costituzione di un Cav provinciale”, del quale è capofila il Comune di Novara con la partecipazione della Provincia, del Cisa Ovest Ticino, del Ciss di Borgomanero, del Cisas di Castelletto sopra Ticino, del Comune di Arona, del Casa di Gattinara e del Ciss zona Cusio-Omegna. In virtù di questo accordo – proseguono – il nostro Consorzio si è quindi riferito in questi anni al Comune di Novara per la gestione del Centro anti-violenza Area sud Novarese per ciò che riguarda la rete degli sportelli d'ascolto, di accoglienza e di sostegno delle donne e dei loro figli minori che hanno subito violenza o che si trovano esposti alla minaccia di ogni forma di violenza. Nel 2025, data la necessità di garantire ulteriore supporto per i casi che si presentano nel nostro territorio, il Cisa Ovest Ticino ha presentato manifestazione d’interesse, condividendo intenti e obiettivi con “Liberazione e speranza”, alla Regione Piemonte per poter usufruire dei finanziamenti finalizzati alla realizzazione sul territorio consortile di un nuovo Cav: obiettivo che è stato raggiunto e che ci consente, appunto, di avviare “Elara” e la relativa rete di servizi a partire dal prossimo 1° luglio>>. LA STRUTTURAZIONE DEL SERVIZIO SUL TERRITORIO Sarà infatti attiva sul territorio <<un’articolazione di sportelli – aggiungono presidente, direttore e vicedirettore del Cisa Ovest Ticino – per intercettare i bisogni e assicurare una capillare diffusione degli interventi. Con la costituzione di “Elara”, il Consorzio e “Liberazione e speranza” intendono garantire una risposta tempestiva alle donne vittime di violenza e ai loro figli attraverso interventi di tutela e protezione, realizzare una prima lettura del bisogno rilevato nella situazione di emergenza e attivare gli interventi indifferibili e urgenti, inviare e segnalare la situazione ai servizi territoriali competenti per l’eventuale presa in carico, costruire, raccordare e rafforzare la collaborazione fra i diversi soggetti che operano nell'ambito della violenza di genere sul territorio provinciale per prevenire e contrastare la violenza verso le donne, sia in ambito pubblico sia anche privato. Il lavoro di rete con i servizi competenti e con le forze dell’ordine sarà la base per poter sviluppare procedure operative condivise che permettano interventi efficaci e integrati, oltre che immediati nel caso di situazioni emergenziali di violenza>>. L’attività di “Elara” e degli sportelli territoriali <<consentirà, tra l’altro, di costruire un più articolato e preciso sistema di rilevazione dei dati, con la promozione e la realizzazione di azioni di sensibilizzazione e formazione per gli operatori degli Enti che fanno parte della rete formale e informale in ambito giuridico, sociale e psicologico. Saranno inoltre attuate azioni di educazione e sensibilizzazione sul tema della violenza nei confronti delle donne coinvolgendo scuole e cittadini. Miriamo ad attuare  – sottolineano i vertici del Cisa Ovest Ticino – a un modello operativo di intervento che sia condiviso non solo a livello istituzionale, ma diffuso nel tessuto sociale del territorio per un concreto lavoro di rete rispetto agli obiettivi che ci prefiggiamo e ai servizi che intendiamo>>. DUE NUMERI TELEFONICI AI QUALI FARE RIFERIMENTO PER EMERGENZE E SOSTEGNO “Elara” opererà in sinergia con i punti rete del territorio provinciale, <<adottando come metodo la valutazione del rischio. Inoltre, sarà registrato un collegamento con il 1522 il contatto telefonico diretto, oltre al numero di telefono 348.8698973, attivo sette giorni su sette e ventiquattro ore su ventiquattro, al quale poter fare riferimento in ogni momento per emergenze o per ricevere sostegno. Per quanto riguarda la gestione operativa – proseguono Zucco, Bertone e Caprino – i vari partner che aderiscono al protocollo, come associazioni e organizzazioni che operano nel settore del sostegno e aiuto alle donne vittime di violenza, condivideranno compiti di promozione, programmazione, organizzazione e monitoraggio delle attività del Cav, individuando strategie di emersione del fenomeno, valorizzando i punti rete già esistenti e creando sinergie operative nelle azioni di contrasto alla violenza di genere sul territorio. Il tutto avverrà in stretta collaborazione con i servizi territoriali, rinforzando le reti già esistenti e attivarne nuove con le strutture di protezione delle donne vittime e dei loro figli come le “Case di accoglienza” e le “Case rifugio” esistenti. Abbiamo inoltre pensato alla collaborazione per la stipula di protocolli operativi con Dea e Pronto soccorso, rete sanitaria e forze dell'ordine. A favore di donne sole o con figli punteremo sull'inserimento lavorativo, sulla formazione e sull'autonomia abitativa, mezzi fondamentali per poter ridisegnare il proprio futuro. Contrastare la violenza non è solo intervenire quando la violenza si manifesta, ma soprattutto costruire azioni che consentano alla comunità territoriale di prevenirla, riconoscerla e non lasciarla mai nell'ombra, in modo che chi trova il coraggio di chiedere aiuto possa incontrare Istituzioni ed Enti vicini, competenti e credibili>>. COMPITI E RUOLI DI CISA OVEST TICINO E DI “LIBERAZIONE E SPERANZA” Il Cisa Ovest Ticino svolgerà attività di accoglienza e di supporto fornite dalle assistenti sociali del segretariato sociale professionale dedicate alla rete anti-violenza titolari di attestazione, interventi socio-educativi a supporto di donne vittime di violenza e dei loro figli, mettendo a disposizione la sede dello sportello operativo sul territorio, offrendo interventi di orientamento, rinforzo delle competenze e di inserimenti lavorativi. <<La protezione delle vittime – proseguono il presidente, il direttore e il vicedirettore del Cisa ovest Ticino - deve accompagnarsi alla promozione della loro autonomia: un lavoro, una casa, un sostegno psicologico, una consulenza legale e una rete di relazioni rappresentano strumenti essenziali affinché una donna possa liberarsi definitivamente dalla violenza e riconquistare la propria indipendenza>>. Sarà inoltre svolta, a cura del Consorzio, attività di monitoraggio e raccolta dati per il proprio ambito territoriale di competenza, attuando azioni mirate ad individuare soluzioni di accoglienza in emergenza e proponendo progetti di prevenzione e sensibilizzazione sul tema della violenza nelle scuole. <<La prevenzione – osservano in proposito Zucco, Bertone, Caprino e Beltrame - rappresentala sfida più importante: educare al rispetto, promuovere relazioni fondate sull'uguaglianza, sensibilizzare le nuove generazioni e formare gli operatori significa intervenire sulle radici culturali della violenza, favorendo consapevolezza nella comunità>>. “Liberazione e Speranza” svolgerà dal canto suo attività di accoglienza e di supporto presso il Centro Elara di Trecate, con interventi nelle situazioni di emergenza e garantendo reperibilità, con numero di telefono dedicato, attivo 24 ore su 24. Condividerà con il Cisa Ovest Ticino progetti di prevenzione e sensibilizzazione sul tema della violenza nelle scuole e sul territorio di competenza, progetti di orientamento, rinforzo delle competenze e di inserimenti in tirocini lavorativi, coordinamento delle attività rivolte al contrasto della violenza, raccolta dati. Sarà inoltre garantita la supervisione psicologica alle operatrici degli sportelli territoriali antiviolenza, la mediazione interculturale, il supporto psicologico e la consulenza legale per le donne. ZUCCO, BERTONE, CAPRINO E BELTRAME: <<LIBERTA’ E TUTELA DELLA DONNA SI FONDANO SULLA COLLABORAZIONE TRA ENTI, ISTITUZIONI E SOCIETA’ CIVILE>> "Elara" nasce quindi come simbolo di un territorio <<che sceglie di affrontare il fenomeno investendo nella prossimità, nella professionalità e nella solidarietà e riconoscendo che la sicurezza sociale si costruisce attraverso servizi pubblici qualificati, relazioni di fiducia e una comunità capace di prendersi cura delle persone più vulnerabili. Perché il welfare di comunità – concludono Zucco, Bertone, Caprino e Beltrame – si fonda sui diritti, sulla responsabilità condivisa e sulla collaborazione tra Istituzioni e società civile: una comunità è davvero forte quando nessuna donna è lasciata sola e quando la sua libertà diventa un bene che tutti hanno il dovere di difendere e tutelare>>. CHIARELLI: <<CON “ELARA” CONFERMATO L’IMPEGNO DELLA REGIONE PIEMONTE PER UA RETE DI PROTEZIONE E SOSTEGNO SEMPRE PIU’ CAPILLARE>> L’assessore alle Pari opportunità della Regione Piemonte Marina Chiarelli rimarca che <<l’apertura del Centro antiviolenza “Elara” rappresenta un risultato importante per tutto il territorio del Novarese e conferma l’impegno della Regione nel rafforzare una rete sempre più capillare di protezione e sostegno per le donne vittime di violenza. Ogni nuovo presidio significa offrire un punto di riferimento concreto a chi trova il coraggio di chiedere aiuto, garantendo ascolto, accoglienza e percorsi di autonomia. La violenza di genere si combatte con servizi qualificati, con il lavoro di rete tra istituzioni, enti locali, forze dell’ordine e Terzo Settore, ma soprattutto attraverso la prevenzione e la diffusione di una cultura del rispetto. Continueremo a investire affinché nessuna donna si senta sola e ogni territorio possa contare su strumenti efficaci di tutela e di rinascita. Con il finanziamento regionale che ha reso possibile la nascita di “Elara”, proseguiamo il percorso che in questi anni ha rafforzato la rete piemontese dei Centri antiviolenza, degli sportelli e delle Case rifugio. La sicurezza, la libertà e l’autonomia delle donne – conclude - sono una priorità assoluta della nostra azione di governo>>. IMPALONI: <<UN TERRITORIO CHE HA SAPUTO RISPONDERE CON I FATTI E DARE VOCE ALLE RICHIESTE D’AIUTO>> La presidente di “Liberazione e speranza” Elia Impaloni sottolinea il fatto che, <<se siamo qui, è perché questo specifico territorio ha saputo fare due cose fondamentali, che non sempre camminano di pari passo. Ha saputo ascoltare un bisogno e le proprie necessità espresse con chiarezza, dando così voce a richieste d’aiuto che troppo spesso rischiano di rimanere sommerse nel silenzio. Inoltre ha saputo rispondere con i fatti, dimostrando una recettività e una propensione alla collaborazione che rappresentano un vero e proprio modello>>.

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