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15 Apr
15Apr

Novara, 15 aprile 2026 – Il “ Distretto del Cibo Novara e Laghi ” è ufficialmente operativo. Dopo il riconoscimento ufficiale della Regione Piemonte, che ne ha sancito la nascita come strumento per la valorizzazione delle produzioni agroalimentari e del turismo enogastronomico, il Distretto avvia le prime attività concrete. Ente promotore e capofila è la Provincia di Novara, insieme a Comune di Novara, ATL Terre dell'Alto Piemonte Biella Novara Valsesia Vercelli, Camera di Commercio Monte Rosa Laghi Alto Piemonte, Confcommercio Alto Piemonte, Confagricoltura Novara e VCO, CIA Novara Vercelli VCO, Coldiretti Novara VCO, Consorzio Tutela Nebbioli Alto Piemonte e Slow Food Condotta delle Colline Novaresi. Tra le prime iniziative, la Provincia di Novara, in collaborazione con i Comuni, ha avviato un censimento delle produzioni agroalimentari di qualità  presenti sul territorio, dipingendo un quadro ricco e variegato: sul fronte delle produzioni a denominazione di origine , infatti, il territorio conta cinque denominazioni vitivinicole (Ghemme DOCG, Boca DOC, Colline Novaresi DOC, Fara DOC e Sizzano DOC) tutte legate al Nebbiolo e ai vitigni autoctoni dell'Alto Piemonte e due DOP di peso nazionale come la Toma Piemontese e il Gorgonzola. Il territorio ha anche un patrimonio di prodotti De.Co. (Denominazione Comunale): l'Uva Fragola di Suno e Mezzomerico, il Tapulone ei Brutti ma Buoni di Borgomanero, più i prodotti De.Co. del Comune di Trecate. Nell'Arca del Gusto di Slow Food figurano tre varietà di riso (Carnaroli Classico, Riso Razza 77 e Riso Maratelli) a conferma di una vocazione risicola che nel Novarese è anche storia e identità prima ancora che coltura. Il Presidio Slow Food della Cipolla Bionda di Cureggio e Fontaneto e i Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) riconosciuti dal Ministero (Beatine di Ghemme, Biscottini di Novara, Pane di mais, Pane di riso e Pane di San Gaudenzio) completano un inventario che racconta secoli di cucina locale. Ci sono poi cinque Comunità  Slow Food attive: quella per la tutela degli insetti pronubi dell'Alto Piemonte, quella per il Riso Razza 77, quella per l'Uva Americana di Carpignano Sesia, quella per il Pesce delle Alpi e Prealpi occidentali, che copre le filiere legate a laghi e fiumi del territorio, e la Comunità d'la Duja Nuarésa, che lavora per mantenere vivi i metodi tradizionali novaresi di conservazione dei salumi. Le prime uscite: Vinitaly e la Fiera Agricola di Oleggio Il Distretto del Cibo Novara e Laghi inizia così il suo impegno sul territorio, partendo dalla presenza in due contesti molto diversi, entrambi utilizzano a misurare la portata del progetto. Dal 12 al 15 aprileil territorio novarese si è distinto per la sua partecipazione a Vinitaly , a Verona, la fiera internazionale più seguita del settore vitivinicolo: l'occasione giusta per portare le denominazioni dell'Alto Piemonte, come i Nebbioli di Ghemme, Boca, Fara, Sizzano, davanti a operatori e buyer. Si è inoltre tenuto il talk " Il Distretto del Cibo Novara e Laghi e le sue eccellenze. I vini storici delle colline novaresi: Ghemme, Boca, Fara, Sizzano " presso lo spazio convegni del Padiglione Piemonte: un momento di confronto e presentazione dell'importante potenziale di un territorio unito oggi sotto l'egida delle sue eccellenze. Il 1° maggio sarà invece il turno della Fiera Agricola di Oleggio , alla sua 24ª edizione. È una delle fiere agricole più partecipate del Piemonte, con un pubblico ampio e radicato nel territorio: il posto giusto per raccontare il Distretto a chi ci vive e lavora. I numeri del turismo 2025 Il Distretto nasce in un momento di crescita turistica consolidata. Le strutture ricettive della Provincia di Novara offrono complessivamente 27.105 posti letto in 2.109 esercizi, tra alberghi, strutture extralberghiere e locazioni brevi, distribuiti tra il Lago Maggiore, il Lago d'Orta e il Novarese. Nel 2025 gli arrivi sono stati 626.835, le presenze 1.638.293, con un aumento del +5,96% e +5,20% rispetto all'anno precedente. A guidare la crescita sono i turisti stranieri, che ormai rappresentano il 53% degli arrivi e il 62% delle presenze: un dato che cresce di anno in anno dall'uscita dalla pandemia. Il solo incremento degli arrivi dall'estero è stato dell'8,81%. I mercati europei più presenti sono Germania, Francia, Svizzera, Paesi Bassi e Regno Unito; tra i flussi extra-europei spiccano Cina e Stati Uniti. Il tempo medio di permanenza è di 2,61 giorni complessivi, ma sale oltre i tre giorni e mezzo nelle strutture extralberghiere e nelle locazioni brevi. È su questo terreno che il Distretto del Cibo si attacca. I vini delle colline novaresi, il riso della pianura, i presidi Slow Food, le tradizioni casearie ei prodotti locali sono già parte dell'esperienza di chi visita questo territorio. Il Distretto dà a tutto questo una cornice, una regia e, per la prima volta, un soggetto che li promuove in modo coordinato. «Il Distretto del Cibo è il risultato di un lavoro fatto insieme: con la Regione Piemonte, con i partner, con i Comuni. Adesso che è partito, il passo successivo è costruire un'agenda operativa condivisa. I dati sul turismo ci dicono che il territorio sta crescendo, ma sappiamo anche che c'è ancora molto da fare sul fronte della promozione. I nostri prodotti, come i vini, il riso e le eccellenze locali, possono diventare una ragione in più per scegliere il Novarese. Il Distretto è lo strumento per farlo in modo organizzato e con continuità» ha commentato Marco Caccia , Presidente della Provincia di Novara «I numeri del 2025 sono incoraggianti, ma quello che mi interessa di più è la qualità del turismo che riusciamo ad attrarre –  chiosa Barbara Pace , consigliera provinciale delegata al Turismo –. Un turista che viene qui per le eccellenze enogastronomiche del territorio e per le sue bellezze paesaggistiche è un turista che torna, che spende, che parla della nostra Provincia. Le iniziative che stiamo mettendo in campo come Amministrazione tendono a questo: mettere in rete chi produce con chi accoglie, e dare a entrambi più forza sui mercati.»

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