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05 Mar
05Mar

Mercoledì 4 marzo 2026, presso la sede di di ELLA APS, abbiamo formalmente inaugurato losportello ELLAascolta, socie e soci, volontarie e sostenitori per raccontare il progetto e cele-brarne l’avvio con un momento di festa e di condivisione.Lo sportello, attivo già dallo scorso 2 febbraio e che ha già ricevuto diverse richieste di contat-to, nasce con l’obiettivo di aprire uno spazio sicuro e accessibile per l’ascolto, l’orientamentoe il supporto alle donne in situazioni di confusione, disorientamento o crisi in ambito perso-nale, relazionale o professionale. Un luogo fisico ed emotivo in cui potersi raccontare, essereaccolte e sentirsi riconosciute.L’ascolto è appunto il cuore del servizio: da qui può prendere forma, quando utile, un sup-porto di orientamento e accompagnamento, costruito insieme alla persona, anche grazie alladisponibilità di professioniste che collaborano con l’associazione.Quando una situazione richiede competenze o interventi specifici, ELLAascolta attiva unarete di collaborazioni con associazioni, organizzazioni e servizi del territorio, orientando e ac-compagnando la persona verso i percorsi più adeguati, senza lasciarla sola nel primo tratto delcammino.Lo sportello ELLAascolta è attivo con le seguenti modalità:• •telefonata diretta al numero 339 1051976: lunedì, mercoledì e venerdì dalle 10.00 alle 12.00• •messaggio WhatsApp al numero 339 1051976 per richiedere un appuntamento (rispostaentro 24 ore)• •form di primo contatto sul sito www.progettoella.itA seguito del primo contatto, verrà fissato un incontro conoscitivo con una delle volontariepresso la sede di ELLA APS, in via Biandrate 24 a Novara.«Per citare Jodorowsky: il primo passo non ti porta dove vuoi, ti toglie da dove sei. Il nostrointento è offrire alle donne in difficoltà una mano tesa a cui aggrapparsi per fare insieme quelprimo passo, quando trovare la giusta direzione da sole sembra troppo difficile», ha commen-tato Angela Catella, responsabile del progetto: «Sapere che c’è qualcuno disposto a offrire unascolto attivo, empatico e solidale, libero da ogni giudizio, può fare la differenza».

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