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26 Jun
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Novara, 25/06/26 – In relazione alla presenza e alla gestione dell’Ibis sacro sulterritorio novarese, la Provincia di Novara ritiene opportuno fornire alcunichiarimenti utili ai cittadini, ricostruendo il quadro normativo e operativo entro ilquale vengono svolti gli interventi.L’Ibis sacro è una specie alloctona, cioè non originaria del nostro territorio, la cuipresenza in Europa deriva da introduzioni legate all’attività umana, in particolare dafughe o rilasci dalla cattività. Originaria dell’Africa a sud del Sahara e dell’Iraqsud-orientale, la specie ha trovato in diverse aree europee condizioni favorevoli allapropria diffusione.Come evidenziato anche da ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la RicercaAmbientale), l’Ibis sacro è una specie molto adattabile, capace di vivere in ambientilegati alle zone umide e ai corsi d’acqua, ma anche in contesti antropizzati, campagnecoltivate e aree in prossimità dei centri abitati.Nel territorio novarese, caratterizzato dalla presenza di risaie e zone umide, hatrovato ampia disponibilità di cibo, assenza di predatori naturali efficaci e siti idoneialla nidificazione; questo ha determinato una crescita significativa dellepopolazioni.Proprio per il suo impatto sugli ecosistemi e sulla biodiversità, l’Ibis sacro è statoinserito tra le specie esotiche invasive di rilevanza unionale: il quadro di riferimentoè costituito dal Regolamento (UE) n. 1143/2014 del Parlamento europeo edel Consiglio, relativo alla prevenzione e alla gestione dell’introduzione e delladiffusione delle specie esotiche invasive, e dal Regolamento di esecuzione (UE)2016/1141 della Commissione, che ha adottato l’elenco delle specie esoticheinvasive di rilevanza unionale, nel quale è ricompreso anche l’Ibis sacro(Threskiornis aethiopicus).A livello nazionale, le disposizioni europee sono state recepite dal D.Lgs. 15dicembre 2017, n. 230, di adeguamento della normativa italiana alRegolamento (UE) n. 1143/2014; per questa specie, inoltre, il Ministerodell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha approvato il Piano di gestionenazionale dell’Ibis sacro, che definisce criteri e modalità di intervento per ilcontenimento della specie.Sul territorio provinciale, la gestione della fauna selvatica rientra tra le competenzedella Provincia, che opera attraverso gli uffici preposti e la Polizia provinciale, nel rispetto delle disposizioni vigenti e dei piani di controlloautorizzati. Si tratta di attività tecniche, non estemporanee, svolte sulla base divalutazioni normative, faunistiche e ambientali.Nel caso specifico di Novara, la presenza dell’Ibis sacro si è progressivamenteavvicinata anche ad aree urbane: già lo scorso anno erano stati rilevati insediamentiin zone come il parco di via Baisizza, l’area del liceo musicale di via Camoletti e ilcimitero; quest’anno sono state riscontrate nidificazioni anche in altri punti dellacittà.La gestione della specie non è stata quindi affrontata in modo estemporaneoné all’improvviso per fronteggiare una situazione ormai compromessa, maattraverso un percorso programmato che, dove possibile, ha previsto azionipreventive e di dissuasione per limitare la stabilizzazione delle colonie nelle aree piùsensibili; le successive operazioni sono state svolte esclusivamente nell’ambitodei piani autorizzati e delle competenze previste dalla normativa.In questo quadro è, inoltre, importante distinguere i diversi ambiti diintervento: le attività sugli alberi e sulla loro sicurezza, in particolare nei casi in cuile piante risultino sofferenti o interessate da criticità per la pubblica incolumità,rientrano nella competenza comunale; le attività relative agli animali sono invecestate eseguite dal personale competente della Polizia provinciale, secondo leprocedure previste.La Provincia comprende la sensibilità che il tema suscita nella cittadinanza: ogniintervento su animali vivi è delicato e viene affrontato con la massima attenzione,evitando qualunque semplificazione o inutile sofferenza dell’animale. Allo stessotempo, la gestione dell’Ibis sacro deve tenere conto di più aspetti: la tutela dellabiodiversità, la protezione delle specie autoctone e la fruibilità in sicurezza degli spazipubblici.Nel caso delle aree urbane interessate, infatti, la presenza numerosa degli animali hadeterminato condizioni di degrado nelle zone limitrofe ai posatoi, con accumulo diguano su panchine e spazi frequentati dalla cittadinanza: si tratta di situazioni cheincidono concretamente sull’utilizzo di aree verdi pubbliche, in particolare quandoqueste sono frequentate da bambini, famiglie e attività aperte al pubblico.Anche ASL NO, a seguito di sopralluogo, ha rilevato la necessità di intervenire perevitare il peggioramento della situazione, indicando da un lato operazioni di puliziaperiodica delle aree sottostanti gli alberi e delle panchine interessate, dall’altro lamessa in atto, da parte degli enti competenti, di opere di contenimento eallontanamento del numero degli animali.Provincia di Novara - www.provincia.novara.it – pec: protocollo@provincia.nova provinciale, nel rispetto delle disposizioni vigenti e dei piani di controlloautorizzati. Si tratta di attività tecniche, non estemporanee, svolte sulla base divalutazioni normative, faunistiche e ambientali.Nel caso specifico di Novara, la presenza dell’Ibis sacro si è progressivamenteavvicinata anche ad aree urbane: già lo scorso anno erano stati rilevati insediamentiin zone come il parco di via Baisizza, l’area del liceo musicale di via Camoletti e ilcimitero; quest’anno sono state riscontrate nidificazioni anche in altri punti dellacittà.La gestione della specie non è stata quindi affrontata in modo estemporaneoné all’improvviso per fronteggiare una situazione ormai compromessa, maattraverso un percorso programmato che, dove possibile, ha previsto azionipreventive e di dissuasione per limitare la stabilizzazione delle colonie nelle aree piùsensibili; le successive operazioni sono state svolte esclusivamente nell’ambitodei piani autorizzati e delle competenze previste dalla normativa.In questo quadro è, inoltre, importante distinguere i diversi ambiti diintervento: le attività sugli alberi e sulla loro sicurezza, in particolare nei casi in cuile piante risultino sofferenti o interessate da criticità per la pubblica incolumità,rientrano nella competenza comunale; le attività relative agli animali sono invecestate eseguite dal personale competente della Polizia provinciale, secondo leprocedure previste.La Provincia comprende la sensibilità che il tema suscita nella cittadinanza: ogniintervento su animali vivi è delicato e viene affrontato con la massima attenzione,evitando qualunque semplificazione o inutile sofferenza dell’animale. Allo stessotempo, la gestione dell’Ibis sacro deve tenere conto di più aspetti: la tutela dellabiodiversità, la protezione delle specie autoctone e la fruibilità in sicurezza degli spazipubblici.Nel caso delle aree urbane interessate, infatti, la presenza numerosa degli animali hadeterminato condizioni di degrado nelle zone limitrofe ai posatoi, con accumulo diguano su panchine e spazi frequentati dalla cittadinanza: si tratta di situazioni cheincidono concretamente sull’utilizzo di aree verdi pubbliche, in particolare quandoqueste sono frequentate da bambini, famiglie e attività aperte al pubblico.Anche ASL NO, a seguito di sopralluogo, ha rilevato la necessità di intervenire perevitare il peggioramento della situazione, indicando da un lato operazioni di puliziaperiodica delle aree sottostanti gli alberi e delle panchine interessate, dall’altro lamessa in atto, da parte degli enti competenti, di opere di contenimento eallontanamento del numero degli animali.Provincia di Novara - www.provincia.novara.it – pec: protocollo@provincia.nova

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