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20 Apr
20Apr

Un successo frutto della sinergia tra Chirurgia Ospedaliera e Università del Piemonte Orientale

Un intervento di alta complessità è stato portato a termine con successo presso l'Azienda Ospedaliero-Universitaria “Maggiore della Carità” di Novara. L'operazione è stata condotta dall'equipe della Chirurgia Generale — struttura a direzione universitaria, frutto della sinergia tra l'Azienda Ospedaliera e l'Università del Piemonte Orientale — che ha affrontato un caso clinico di particolare impegno tecnico, risolvendo una condizione di estrema criticità. Protagonista della vicenda un uomo di circa 75 anni, con un passato segnato clinico, dieci anni o sono, da un carcinoma gastrico trattato con gastrectomia totale e successivi cicli di chemio e radioterapia. Recentemente, il paziente si è trovato ad affrontare una nuova e rara sfida: la comparsa simultanea di un tumore dell'esofago distale e di un tumore del colon destro. La situazione si presentava fin da subito con un'elevata complessità anatomica. Normalmente, la rimozione dell'esofago prevede la ricostruzione mediante la tubulizzazione dello stomaco, organo che però nel paziente non era più presente. La seconda opzione standard, l'utilizzo del colon, appariva anch'essa preclusa, poiché proprio il tratto di colon distrutto era sede della seconda neoplasia. Dopo un meticoloso studio anatomico e vascolare, l'equipe chirurgica ha pianificato una strategia d'avanguardia. L'intervento è stato eseguito dai chirurghi della struttura di Chirurgia Generale dell'AOU di Novara, guidati dal professore Sergio Gentilli (direttore della SCDU Chirurgia Generale e professore associato presso l'Università del Piemonte Orientale), coadiuvati dal dottor Paolo Bellora (medico della struttura e docente a contratto UPO) e dalla dottoressa Giordana D'Aloisio(medico della struttura), insieme ad alcuni specializzandi della Scuola di Specializzazione in Chirurgia Generale UPO. «Il piano operatorio – ha spiegato il professor Gentilli – ha previsto la rimozione simultanea del tumore esofageo e della parte malata del colon, utilizzando il segmento di colon sano residuo per la sostituzione esofagea. Una procedura resa ulteriormente complessa dalla condizione di reintervento e dagli esiti fibrotici della pregressa radioterapia». Nonostante le difficoltà, l'equipe è riuscita a completare con successo il confezionamento dell'anastomosi tra il colon superstite e l'esofago e, a valle, tra il colon stesso e le prime anse digiunali, ripristinando la continuità del canale alimentare. Il decorso post-operatorio si è concluso positivamente e il paziente ha ripreso ad alimentarsi autonomamente. Questo traguardo, che testimonia l'eccellenza della sanità novarese, è stato possibile grazie alla perfetta integrazione tra le competenze cliniche ospedaliere e l'attività di ricerca e formazione dell'Università del Piemonte Orientale, confermando il valore dell'AOU "Maggiore della Carità" come centro di riferimento per la chirurgia oncologica complessa. «Questo intervento è l'ennesimo esempio di come, grazie alla stretta sinergia e collaborazione tra UPO e AOU di Novara, la struttura riesca a garantire una presa in carico continuativa di pazienti complessi – afferma il Direttore generale dell'AOU di Novara, dottor Stefano Scarpetta –. Questo risultato assume un valore ancor più rilevante dato il contesto storico in cui si sta muovendo la sanità italiana e per questo il ringraziamento doveroso va non solo al professore Gentilli e alla sua equipe ma a tutti i professionisti dell'Azienda che quotidianamente con dedizione si lavora della salute dei nostri pazienti».

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