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08 Apr
08Apr

L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha ufficializzato la designazione  Centro di Ricerca e Formazione in Medicina dei Disastri, Aiuto Umanitario e Salute Globale  per il quadriennio 2026-2030. CRIMEDIM si conferma un punto di riferimento globale per la ricerca e la formazione nella gestione delle emergenze e degli aiuti umanitari

L'Università del Piemonte Orientale consolida la sua posizione nel panorama della salute globale. Nei giorni scorsi, infatti, l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha ufficialmente designato il CRIMEDIM ( Centro di Ricerca e Formazione in Medicina dei Disastri, Aiuto Umanitario e Salute Globale ) come Centro Collaboratore per la formazione e la ricerca nella medicina delle emergenze e dei disastri. La notizia è stata comunicata dal Direttore Regionale per l'Europa dell'OMS, dottor Hans Henri P. Kluge, e la designazione avrà una durata di quattro anni , fino al mese di marzo 2030. Il CRIMEDIM, centro di ricerca UPO con sede a Novara, è da anni in prima linea nello sviluppo di strategie innovative per aumentare la resilienza dei sistemi sanitari di fronte a crisi umanitarie e catastrofi naturali . In qualità di Centro Collaboratore, la struttura diretta dal professor Luca Ragazzoni (DISSTE) sarà chiamata a implementare un piano di lavoro concordato con l'OMS, mantenendo i più alti standard qualitativi nella ricerca scientifica e nell'attività didattica. Il centro è internazionalmente riconosciuto per programmi d'avanguardia come lo European Master in Disaster Medicine  (EMDM) e il progetto DisasterSISM , che utilizza tecnologie avanzate e simulazioni computerizzate per formare i professionisti sanitari di domani. « La riconferma da parte di OMS premia la capacità del CRIMEDIM di coniugare l'esperienza sul campo con il rigore accademico — ha commentato il professore Ragazzoni —; le istituzioni designate come centri collaboratori OMS sono tenute a implementare il piano di lavoro concordato in modo tempestivo e con il massimo livello di qualità possibile .» CRIMEDIM continuerà, dunque, a fornire un supporto strategico all'agenzia delle Nazioni Unite, contribuendo alla definizione di linee guida e protocolli per la gestione medica dei grandi afflussi di feriti e delle emergenze di salute pubblica. Questa conferma è un riconoscimento tangibile della competenza delle ricercatrici e dei ricercatori UPO e rafforza la posizione dell'Ateneo come snodo per la cooperazione internazionale in ambito medico-scientifico.

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