Mancano pochi giorni alla cerimonia di Inaugurazione dell’anno accademico 2025/2026 dell’Università del Piemonte Orientale, che si terrà giovedì 5 marzo alle ore 11 presso il Teatro Civico di Vercelli. Un appuntamento che quest’anno assume un significato particolare, non solo per il prestigio dell’ospite d’onore, l’immunologo di fama mondiale Alberto Mantovani, ma anche per il bilancio di un percorso che vede l’UPO trasformarsi sempre più in un “campus diffuso” ad alta attrattività. Il rettore Menico Rizzi, nel suo intervento di apertura, offrirà una visione dell’Ateneo basata sul concetto scientifico di “cooperatività”: un sistema dove l’energia di studenti, docenti e territorio si moltiplica per generare valore pubblico. Rizzi presenterà i dati di una crescita costante: con 300 nuove immatricolazioni rispetto all’anno precedente, l’Ateneo sfiora i 5.500 nuovi iscritti, con una componente internazionale che ha raggiunto il 27,9%. Un successo che si traduce in una sfida: «Il nostro obiettivo non è solo formare talenti, ma creare le condizioni affinché queste competenze non fuggano altrove, trasformando le nostre città in hub di innovazione e accoglienza». Non mancherà un richiamo all’impegno civile dell’Ateneo, dalle borse di studio per studenti in fuga dai conflitti ai progetti di volontariato clinico in Africa, a testimonianza di una comunità studentesca che Rizzi definisce «generosa e carica di ideali, pronta a fare la differenza». A suggellare questa vocazione internazionale sarà la prolusione del professor Alberto Mantovani, figura di spicco nel panorama scientifico internazionale e riconosciuto come uno dei padri fondatori del rinascimento degli studi sul legame tra infiammazione e cancro. Presidente di Fondazione Humanitas per la Ricerca e ricercatore italiano più citato al mondo, il suo curriculum vanta scoperte che hanno cambiato la storia dell’immunologia. È il ricercatore italiano più citato al mondo e si posiziona stabilmente tra gli immunologi più influenti a livello globale. Mantovani terrà una prolusione dal titolo “Immunità e infiammazione, dal cancro alla salute globale”, un tema che intreccia le frontiere della ricerca oncologica con le sfide della sanità pubblica e l’importanza della prevenzione. La cerimonia vedrà inoltre i contributi della direttrice generale Mahée Ferlini e della studentessa di Medicina Joyce Djoussi, portavoce di una generazione che vede nell’UPO non solo un luogo di studio, ma una porta aperta sul futuro.