L'iniziativa rientra nella rassegna “OPEN” A cura della Commissione cultura del Verbano-Cusio-Ossola dell'Ordine degli Architetti Paesaggisti Pianificatori e Conservatori di Novara e Vco
Si chiuderà il prossimo 14 maggio, a Casa Ceretti (via Roma n. 42) a Verbania Intra, il ciclo d'incontri a ingresso libero “Preservare e trasformare: riflessioni sull'Architettura e il Paesaggio”, iniziativa organizzata dall'Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori delle Province di Novara e del Verbano-Cusio-Ossola e dalla Commissione Cultura del Vco. Come noto ”Preservare e trasformare: riflessioni sull'Architettura e il Paesaggio” – ricordano il presidente dell'Ordine Matteo Gambaro, il vicepresidente Maur o Vergerio (rappresentante dei professionisti del Vco) e il segretario dell'Ordine Antonella De Martino – si svolge grazie alla collaborazione con il Centro studi del Museo del Paesaggio di Verbania e rientra tra gli appuntamenti della rassegna “Open – Architettura aperta 2026”, con la quale l'Ordine intende avvicinare il pubblico e non addetti ai lavori sia al mondo dell'architettura, sia anche al lavoro dei professionisti e dei loro studi”. Dopo gli incontri degli scorsi 19 febbraio con l'architetto Matteo Robiglio dello studio Tra Toussaint Robiglio Architetti e 23 aprile con l'architetto Paolo Simeone, il 14 maggio, dalle 17 alle 19, “sarà la volta della collega Valeria Cottino /nella foto sotto), che – spiega Elena Bertinotti, coordinatrice della Commissione Cultura del Vco – tratterà il tema “La Cura e l'Ascolto - Ridare valore al costruito e architettura sociale”.

Valeria Cottino ha aperto il proprio studio professionale a Torino nel 1996, imboccando subito una linea progettuale volta al recupero e al restauro del patrimonio edilizio esistente, nella fattispecie quello alpino, oltre che alla rivalorizzazione del territorio e dell'ambiente e all'allestimento di spazi museali. Dal 2010 la collega è presidente di Architettura senza Frontiere - Piemonte Ets, associazione nell'ambito di azione della quale ha realizzato progetti di architettura sociale in Italia e all'estero, ad esempio ad Haiti e nel Mali e promuovendo processi inclusivi e interdisciplinari rivolti alle comunità locali, con particolare attenzione alle fasce deboli, ai bambini e alle donne. Ha inoltre svolto ricerca sull'utilizzo di materiali alternativi come la paglia. Negli ultimi anni – concludono - l'interesse per la cura del territorio, e del relativo minor utilizzo del suolo, hanno avvicinato l'architetto Cottino allo studio dei processi legati all'economia circolare e al ridisegno di spazi urbani e periurbani come nuovi polmoni verdi ” .
