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22 Jun
22Jun

Sono state circa duecento le persone che, lo scorso 18 giugno, all'Orto Botanico di Galliate dell'Associazione Genitori Sth, hanno partecipato alla “Festa della mancanza ritrovata”, pomeriggio di incontro e bellezza condivisa, uno dei momenti più significativi del progetto “La bellezza di ciò che manca” promosso dal Consorzio intercomunale per la gestione dei Servizi socio-assistenziali dell'Ovest Ticino e realizzato con il contributo di Fondazione Crt nell'ambito dell'edizione 2025 del bando “Vivomeglio”. Protagonisti della giornata sono state le persone con disabilità dei Centri diurni di Galliate, Trecate, Recetto, di Villa Varzi ei bambini della Scuola Primaria “Rodari” dell'Istituto comprensivo “Behar” di Trecate, che hanno presentato al pubblico installazioni, fotografie, percorsi poetici, podcast e opere nate da mesi di lavoro creativo condiviso con operatori, educatori e artisti. L'iniziativa è stata ideata e diretta artisticamente da Marco Bricco di “DispariTeatro” e sviluppata insieme con la pedagogista del Cisa Ovest Ticino Grazia Fallarini. Determinante è stato il contributo degli educatori, degli Oss e di tutti gli operatori dei Centri diurni coinvolti, che non sono stati semplici accompagnatori del percorso, ma veri e propri co-progettisti e co-organizzatori delle attività, contribuendo con competenza, creatività e passione alla realizzazione dell'intero progetto. La presenza di famiglie, cittadini, volontari e associazioni ha trasformato l'evento in una vera festa di comunità, alla quale hanno presenziato anche il sindaco di Galliate, Alberto Cantone, il vicesindaco, Emanuele Zuin, l'assessore ai Servizi sociali Carmen Ceffa e, per il Cisa Ovest Ticino, il coordinatore dei Centri per la disabilità Pietro Gulfo, che hanno manifestato la vicinanza a un percorso capace di valorizzare le persone con disabilità ei bambini attraverso il loro contributo alla vita culturale e sociale del territorio. La “Festa della mancanza ritrovata” ha mostrato come, quando persone, servizi, famiglie e comunità lavorano insieme, la fragilità possa trasformarsi in partecipazione, creatività e condivisa.

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