Al Castello del Valentino il bilancio finale dell'Ecosistema dell'Innovazione del Nord Ovest finanziato dal MUR con i fondi PNRR
A conclusione del programma NODES – Nord Ovest Digitale E Sostenibile , l'Ecosistema dell'Innovazione finanziato dal Ministero dell'Università e della Ricerca nell'ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza – Next Generation EU , presenta i risultati delle attività realizzate e l'impatto generato su ricerca, imprese e territori nel corso di oltre tre anni di attività e il contributo offerto al rafforzamento del sistema della ricerca e dell'innovazione nel Nord Ovest e nel Paese
Nato all'interno del programma nazionale degli Ecosistemi dell'Innovazione , NODES ha avuto l'obiettivo di rafforzare la capacità di collaborazione tra università, imprese e territori, accelerando il trasferimento tecnologico, sostenendo la nascita di nuove iniziative imprenditoriali e favorendo lo sviluppo di competenze avanzate per accompagnare la doppia transizione digitale ed ecologica.
Con una dotazione complessiva di oltre 112 milioni di euro , il programma ha coinvolto 33 partner tra università , centri di ricerca e attori dell'innovazione , attivando un ampio sistema di collaborazioni tra università, imprese, pubbliche amministrazioni e territori.
Le attività si sono sviluppate principalmente nei territori di Piemonte, Valle d'Aosta e nell'area occidentale della Lombardia , rafforzando allo stesso tempo la cooperazione con università e imprese delle regioni del Sud Italia , attraverso un investimento dedicato di circa 15 milioni di euro , in linea con gli obiettivi nazionali di sviluppo e coesione territoriale.
"Innovare oggi significa trasformare la conoscenza scientifica in valore concreto per imprese e territori. L'Ecosistema NODES ha contribuito a costruire ponti tra università, ricerca e sistema produttivo, accompagnando la trasformazione digitale ed ecologica del Paese. Il progetto ha rappresentato un'ottima scenario per testare le ricadute su tutto il territorio delle competenze tecnologiche e scientifiche messe a disposizione dagli atenei" , dichiara Stefano Corgnati, Presidente dell'HUB NODES e Rettore del Politecnico di Torino.
Un ecosistema di ricerca e innovazione
Il modello NODES si fonda infatti sulla collaborazione tra università, imprese e territori e sull'organizzazione delle attività in sette Spoke tematici , coordinati dagli Atenei partner dell'Ecosistema.
Gli Spoke hanno sviluppato progetti di ricerca e innovazione in ambiti strategici per lo sviluppo sostenibile, tra cui:
· aerospazio e mobilità sostenibile
· tecnologie verdi e industria sostenibile
· turismo e industria culturale
· montagna digitale e sostenibile
· salute e silver economy
· agroindustria primaria
· agroindustria commerciale
Questo modello ha permesso di mettere in rete competenze scientifiche, infrastrutture di ricerca e capacità imprenditoriali, favorendo la nascita di nuove collaborazioni e la sperimentazione di soluzioni innovative con ricadute concrete sul territorio.
I risultati e l'impatto del programma
Nel corso dei tre anni di attività, NODES ha sostenuto numerosi progetti di ricerca applicata, trasferimento tecnologico e innovazione , contribuendo a rafforzare in modo concreto il dialogo tra sistema accademico e sistema produttivo.
Le iniziative dell'Ecosistema hanno coinvolto centinaia di ricercatori, innovatori, studenti e professionisti , favorendo lo sviluppo di nuove competenze e modelli di collaborazione tra ricerca e imprese. In questo contesto, un ruolo centrale è stato svolto dalle attività di supporto alle imprese e alle startup innovative, attraverso programmi di accompagnamento all'innovazione, formazione imprenditoriale e strumenti di accelerazione.
In particolare circa l'80% delle imprese coinvolte nei NODI riconosce l'impatto positivo del ruolo degli Atenei nei processi di innovazione delle imprese.
Nel complesso, NODES ha generato un impatto significativo sul territorio, rafforzando le connessioni tra università, imprese e istituzioni e sostenendo la diffusione di conoscenze e competenze avanzate. Le attività sviluppate hanno contribuito ad aumentare la capacità dei territori di generare innovazione, attrarre talenti e favorire la crescita di imprese ad alto contenuto tecnologico , consolidando il ruolo del Nord Ovest come uno dei principali poli italiani della ricerca e dell'innovazione.
Un risultato particolarmente rilevante riguarda lo sviluppo tecnologico dei Proof of Concept Accademici: le soluzioni sviluppate hanno registrato un avanzamento medio di due livelli di maturità tecnologica (TRL 4 → 6) , avvicinandosi alla fase di applicazione sul mercato. I PoC accademici si sono anche rivelati un potente catalizzatore di nuove collaborazioni con aziende, enti industriali e partner territoriali. Un percorso che si traduce anche in nuove imprenditorialità: 10 startup e spin-off avviati , con 2 ulteriori realtà in fase di costituzione.
L'impatto sulle imprese dell'Ecosistema è altrettanto significativo: il 92% ha sviluppato nuovi prodotti o servizi o innovativi quelli esistenti , risultato che contribuisce alla crescita e all'espansione dei mercati di riferimento già nel breve-medio termine, mentre l'89% ha introdotto innovazioni di processo, rafforzandone efficienza e competitività nel medio-lungo periodo. Inoltre, il 79% delle imprese dichiara di aver coinvolto giovani neo-laureati o alla prima esperienza professionale nelle attività di ricerca e innovazione, lasciando emergere una forte domanda di nuove competenze e una crescente apertura delle imprese giovani verso talenti.
Chiara LG Ferroni, Direttrice Generale dell'Ecosistema dell'Innovazione NODES, dichiara:
"NODES ha dimostrato che un ecosistema dell'innovazione può funzionare davvero quando le università assumono un ruolo centrale, non solo nella produzione di conoscenza, ma nella costruzione di connessioni tra ricerca, imprese e territori. In questi tre anni abbiamo lavorato come un sistema, sperimentando un metodo capace di tenere insieme rigore, velocità e collaborazione. Il risultato più importante non è solo nei numeri raggiunti, ma nei legami che abbiamo costruito e che continueranno a generare valore anche oltre la conclusione del programma."
Il modello NODES: collaborazione tra università, imprese e territori
Uno degli elementi distintivi di NODES è stato il modello di collaborazione tra università, imprese e territorio, che ha favorito l'incontro tra competenze scientifiche, capacità imprenditoriali e bisogni di innovazione del sistema produttivo .
Attraverso bandi per progetti collaborativi, programmi di accompagnamento all'innovazione e iniziative dedicate allo sviluppo di nuove imprese, l'Ecosistema ha contribuito a ridurre la distanza tra ricerca e mercato, sostenendo la trasformazione delle idee scientifiche in soluzioni concrete per le imprese e per la società.
Cristina Prandi, Rettrice dell'Università degli Studi di Torino, dichiara:
"NODES ha rappresentato per l'Università di Torino, i suoi partner e tutti gli atenei coinvolti un'occasione di crescita che va ben oltre i risultati scientifici e tecnologici. Il progetto ha messo intorno allo stesso tavolo università, istituzioni, imprese, ricercatori e studenti, generando un ecosistema in cui la conoscenza si è tradotta concretamente in innovazione sostenibile. Lavorare su tecnologie verdi e industrie del futuro, in un contesto in cui la transizione digitale e quella ecologica sono ormai inscindibili, ci ha chiesto di ripensare il modo in cui un ateneo partecipa attivamente ai processi di cambiamento. Tra gli aspetti più rilevanti di questa esperienza c'è proprio la trasformazione interna che un progetto di questa portata produce: abbiamo imparato a navigare la complessità di ecosistemi articolati, riuscendo a stare contemporaneamente nei panni di chi la ricerca la fa e di chi contribuisce a finanziarla e accompagnarla verso il mercato. È questa una delle sfide più interessanti che i grandi programmi del PNRR ci hanno consegnato - e che intendiamo continuare a raccogliere".
Umberto Piarulli, Prorettore Vicario dell’Università degli Studi dell’Insubria, dichiara:
“Il progetto NODES ha rappresentato una straordinaria occasione di crescita e di rafforzamento del dialogo con il territorio, valorizzando le competenze distintive del nostro Ateneo. In particolare, il ruolo di capofila nello Spoke 3 ha contribuito a promuovere la trasformazione digitale e sostenibile del turismo e la valorizzazione del patrimonio culturale, mentre la partecipazione allo Spoke 2 ha consolidato l’impegno sui temi della sostenibilità industriale e della transizione ecologica, con un’attenzione specifica al settore tessile.
NODES si conferma così non solo come un insieme di progetti, ma come un vero generatore di impatto, capace di produrre risultati duraturi per la comunità accademica e il territorio. In questo percorso, l’Università ha rafforzato il proprio ruolo di connessione tra sapere, impresa e società, integrando competenze interdisciplinari per rispondere alle sfide contemporanee”
Manuela Ceretta, Rettrice dell’Università della Valle d’Aosta, dichiara:
“Il territorio montano è da sempre uno dei punti di attenzione dell’Università della Valle d’Aosta. È in questo contesto che si inserisce la partecipazione al progetto NODES. Auspico che l’ampia e strategica rete di collaborazione attivatasi continui a costruire innovazione anche in futuro, a progetto concluso”.
Menico Rizzi, Rettore dell’Università del Piemonte Orientale, dichiara:
“I risultati di NODES confermano la capacità dell'Università del Piemonte Orientale di farsi interprete delle esigenze del territorio, trasformando le risorse del PNRR in innovazione strutturale. Avviato durante il precedente mandato rettorale, questo progetto ha dimostrato che il nostro Ateneo non è solo un centro di formazione, ma un partner industriale strategico capace di accompagnare la ricerca scientifica fino alle soglie della commercializzazione. Oggi non celebriamo solo la fine di un programma finanziato, ma l'avvio di un metodo di collaborazione permanente. L'UPO continuerà a valorizzare le competenze consolidate negli ambiti della salute, della silver economy e dell'agroindustria, rendendo stabili quelle reti con le imprese che si sono rivelate indispensabili per la crescita e la competitività del nostro sistema produttivo”.
Giancarlo Sangalli, Prorettore alla Ricerca dell’Università di Pavia dichiara:
“Grazie all'ecosistema NODES, l’Università di Pavia ha consolidato il proprio ruolo di regista dell’innovazione territoriale, diventando un punto di riferimento riconoscibile per tutto il comparto dell'agroindustria primaria. I ricercatori non si sono limitati a fare ricerca in laboratorio, ma hanno agito da vero e proprio stimolo per il tessuto produttivo, trasferendo competenze d’avanguardia direttamente sul campo. La sinergia tra eccellenza accademica e visione industriale è la chiave per trasformare le sfide della sostenibilità in opportunità di crescita del territorio”
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Nicola Perullo, Rettore dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, dichiara:
"NODES ha dimostrato concretamente come la collaborazione tra università, imprese e territori possa trasformare la ricerca in valore reale per la società. L’eredità più importante di questi tre anni non sono solo i risultati raggiunti, ma le relazioni costruite e le competenze condivise, che continueranno a generare innovazione ben oltre la conclusione del progetto".
Una base per le collaborazioni future
La conclusione del programma NODES oltre a rappresentare la chiusura di un progetto finanziato dal PNRR, segna l’avvio di una nuova fase di collaborazione tra università, imprese e territori. Le relazioni costruite, le competenze sviluppate e le iniziative avviate nel corso di questi tre anni costituiscono una base solida per proseguire il percorso di innovazione e rafforzare il ruolo della ricerca come motore di sviluppo economico, tecnologico e sociale.
L’esperienza dell’Ecosistema NODES dimostra come la collaborazione tra istituzioni accademiche, sistema produttivo e attori territoriali possa generare risultati concreti e contribuire alla costruzione di un modello di innovazione capace di affrontare le sfide della transizione digitale ed ecologica.
NODES in numeri
L’Ecosistema in generale
· 112 milioni di euro di investimento complessivo
· 33 partner tra università, centri di ricerca e attori dell’innovazione
· 7 Spoke tematici
· più di 500 progetti di ricerca e innovazione sviluppati e sostenuti
· oltre 1200 persone coinvolte tra ricercatori, innovatori e studenti
· 491 nuove assunzioni durante il progetto
di cui quasi la metà donne e il 67% under 35
NODES e la ricerca
· 15 Flagship Project
· 540 Ricercatori e professionisti coinvolti
· quasi 500 anni/uomo impiegati nell’arco della durata del progetto
· 862 Pubblicazioni
· 51 tra prototipi, dimostratori e progetti pilota
· 17 diritti di proprietà intellettuale
· 37,4 MLN € investiti in ricerca
Percorsi competence
· oltre 230 percorsi formativi progettati
· 6.100 partecipanti coinvolti
· 3.900 ore di didattica erogate
Proof of Concept Accademici
· 61 Proof of Concept accademici
· 130 Ricercatori coinvolti nei PoC Accademici
· 116 persone ulteriori reclutate nei team durante i progetti (2 in media per ogni PoC)
· 5,7 MLN € valore complessivo dei progetti finanziati al 100% da NODES
Proof of Concept Industriali
· 183 Proposte progettuali finanziate
· oltre 300 imprese coinvolte
· 56,1 MLN € valore complessivo dei progetti
· 36,5 MLN € fondi NODES investiti nei PoC Industriali
· 19,6 MLN € investimenti da parte delle imprese
· 101 collaborazioni attivate dalle imprese con gli atenei
a livello di trasferimento tecnologico per un valore indotto di 5,5 MLN €
Accelerazione
· 29 Start-up accelerate
· 40 servizi di accelerazione finanziati
· 34 progetti imprenditoriali accelerati