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11 Apr
11Apr

Numerosi educatori professionali, operatori socio-sanitari, pedagogisti e Amministratori locali hanno partecipato, nella mattinata dello scorso 10 aprile, nel salone neogotico del castello di Galliate, al convegno che il Consorzio intercomunale per la gestione dei Servizi socio-assistenziali dell’Ovest Ticino ha organizzato per presentare al territorio i risultati e le azioni del progetto “Family+” realizzato dal Cisa Ovest Ticino nell’ambito del programma della Regione Piemonte, che lo finanzia sulla base della legge n. 17 del 2022 “Allontanamento zero” dedicata alla genitorialità positiva. “Family+” è stato avviato nel 2024 e i dati presentati sono aggiornati allo scorso febbraio. I numeri rispecchiano un’iniziativa che ha rapidamente superato le aspettative. 96, infatti, sono le famiglie (per metà circa italiane e per l’altra parte originarie di quindici diverse nazioni straniere) coinvolte e 160 i bambini, i ragazzi e gli adolescenti: cifre, queste, che vanno ben oltre il target iniziale previsto (70–80 nuclei), raggiunto con circa un anno di anticipo e che si presenta ulteriormente in crescita negli ultimi due mesi. La positività del dato complessivo segnala non solo l’efficacia organizzativa del progetto, ma anche la presenza di un bisogno di supporto diffuso, spesso non intercettato dai servizi tradizionali.

Dopo i saluti istituzionali da parte del sindaco di Galliate Alberto Cantone, i lavori del convegno sono stati introdotti dalla dottoressa Anna Caprino, vicedirettore e responsabile dell’Area Adulti, minori e famiglie del Cisa Ovest Ticino, che ha ricordato come l’obiettivo primario <<all’interno del processo educativo e socializzante del progetto è quello di far sì che nessuno si debba sentire solo nel processo di crescita vissuto come genitore o come figlio. L’iniziativa rappresenta un importante momento di incontro e confronto tra Istituzioni, scuole, Parrocchie, Enti e realtà locali, con l’obiettivo di condividere l’esperienza, creare legami con la comunità e riflettere insieme sul sostegno attuale delle famiglie che vivono situazioni di fragilità rafforzando le reti educative e sociali>>.

Nel suo intervento il funzionario dell’assessorato regionale al Welfare Antonella Caprioglio ha rimarcato che <<la promozione del modello di genitorialità positiva rappresenta un punto di riferimento pionieristico a livello piemontese per quanto riguarda le politiche familiari, oltre che un motivo di orgoglio per tutti noi che lavoriamo per raggiungere obiettivi come inclusione e coesione sociale. Siamo particolarmente colpiti dalla crescita del trend degli utenti inseriti nel progetto “Family+” che negli ultimi due mesi sono ulteriormente aumentati sul piano numerico: segno, questo, che testimonia la soddisfazione dei nuclei interessati e il conseguente coinvolgimento di altri soggetti in questo genere di esperienza>>. Il Direttore del Cisa Ovest Ticino Valentina Bertone ha a sua volta ricordato che <<l’analisi dei dati fa emergere un collaudato modello territoriale integrato, capace di intercettare bisogni emergenti e costruire risposte concrete per famiglie e minori. Il tutto risulta coerente con la strada intrapresa con convinzione dal consorzio per implementare i servizi a favore di famiglie con minori che vivono situazioni di vulnerabilità. Partendo dal Programma di Interventi per la Prevenzione dell'Istituzionalizzazione, attivo sul nostro territorio dal 2022 e dall’operato dell’Educativa territoriale presente nei nostri 24 Comuni, si è deciso di “governare” il progetto “Family+” potenziando il nostro organico specialistico: dopo la costituzione di una cabina di regia formata da personale interno distaccato sul progetto, il consorzio ha reclutato personale dedicato assumendo a tempo determinato due educatori professionali e due operatori socio-sanitari. Per noi – ha detto il direttore del Cisa Ovest Ticino - la decisione di aderire all’intervento di promozione della genitorialità positiva non è stata solo un adempimento burocratico: crediamo, infatti, nelle progettazioni caratterizzate da proposte, pianificazione, attuazione e lavoro all’interno del territorio in una logica di rete. Ciò è stato reso possibile dal fondamentale lavoro dei nostri operatori, che ringrazio per l’impegno e la convinzione quotidianamente dimostrati al consorzio e, soprattutto, agli utenti>>. L’assessore galliatese alle Politiche sociali Carmen Ceffa ha espresso apprezzamento per il lavoro svolto, riconoscendo al progetto del Cisa Ovest Ticino <<la capacità di mettere al centro, in maniera efficace e incisiva, i bisogni delle famiglie e dei minori>>. Molto positivo è stato anche il giudizio espresso sul progetto dal professor Faustino Rizzo, docente dell’Università di Padova, che, in collegamento remoto, ha analizzato i dati finora raccolti, evidenziando <<la qualità del lavoro concretamente svolto da educatori e operatori ai fini dell’inclusione del minore e della serenità del contesto familiare>>. Dal settembre 2024 a oggi “Family+” si è fondato sull’attività svolta da un’équipe multiprofessionale e su un modello che è riuscito a integrare interventi personalizzati e dimensione comunitaria. Da un lato, infatti, vanno ricordate le singole microprogettazioni educative, che consentono di costruire percorsi su misura per ogni nucleo familiare, dall’altro le attività di gruppo – dai gruppi genitori-figli ai doposcuola, fino alle iniziative di socializzazione – favoriscono la creazione di reti informali e contrastano l’isolamento. In questo senso, durante i lavori del convegno, particolarmente significative sono state le interviste di alcuni genitori, che, oltre a illustrare l’attività svolta con i figli, hanno evidenziato i risultati positivi raggiunti in termini di inclusione e socializzazione. Questo grazie anche a uno degli elementi distintivi di “Family+”, che prevede un approccio metodologico in grado di affiancare alle competenze pedagogiche l’utilizzo dei linguaggi artistici ed espressivi attuali (come, ad esempio, il partecipatissimo corso di rap che ha dato come frutto il brano “La famiglia per me è…” presentato da Marco Bricco di “DispariTeatro”), rendendo, grazie anche a una presenza costante e rassicurante da parte degli educatori e degli operatori socio-sanitari dell’”Equipe Family+”, i diversi interventi più partecipativi e accessibili anche alle famiglie con maggiori difficoltà relazionali o comunicative. Il progetto si è caratterizzato, inoltre, per la forte capacità di lavorare in rete: le segnalazioni provengono da una pluralità di soggetti – tutela minori, Servizi sociali (in proposito sono intervenute le assistenti sociali Roberta Barreca e Stefania Boiani), scuole (a portare la propria positiva esperienza sono state la dottoressa Maria Zeccato, Dirigente scolastica dell’Istituto comprensivo “Behar” di Trecate e l’insegnante della Scuola primaria “Rodari” di Trecate Teresa Peta), Parrocchie (il parroco di Galliate don Massimiliano Cristiano e la pedagogista del Cisa Ovest Ticino Grazia Fallarini hanno relazionato sulle attività svolte nell’ambito del progetto a livello locale) e altri attori territoriali – confermando il ruolo di “Family+” come punto di raccordo tra mondo istituzionale e comunità. Tra i risultati più apprezzabili emerge il dato sull’inclusione dei minori: circa il 61% dei partecipanti, infatti, ha avuto accesso ad attività sportive e culturali, progettate con realtà e mondo associativo territoriali, con benefici significativi in termini di partecipazione, socializzazione e benessere. Accanto ai risultati positivi, l’analisi dei dati evidenzia alcune sfide che saranno oggetto di ulteriori passi progettuali: la crescente complessità dei bisogni delle famiglie, la necessità di rafforzare la presenza nei contesti più periferici e il tema della sostenibilità nel medio periodo, anche in relazione al carico operativo delle équipe. “Family+” si sta confermando come un’esperienza significativa di welfare territoriale innovativo, capace di coniugare presa in carico personalizzata, lavoro di comunità e investimento sulla qualità delle relazioni. Un modello che, alla luce dei risultati finora raggiunti e che saranno raggiunti nel prossimo futuro, apre prospettive concrete di consolidamento e possibile replicabilità in altri contesti.

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