Un viaggio tra grafica e ricerca per valorizzare l’eredità del celebre architetto, nell’ambito del progetto avviato nel 2025 in occasione dei 150 anni dello Scurolo.
Il Comune di Ghemme, in collaborazione con Pro Loco Novara Aps e ISPG a.p.s., è lieto di annunciare l’inaugurazione della mostra dedicata ad Alessandro Antonelli, in programma per il prossimo 7 novembre 2026 presso la Sala Antonelli a Ghemme. L’esposizione rappresenta il coronamento di un ampio e articolato progetto culturale promosso dal Comune di Ghemme a partire dal 2025, nato in occasione delle celebrazioni per i 150 anni dello Scurolo della Beata Panacea, capolavoro dell’architetto Antonelli che sorge nel cuore della comunità ghemmese. La mostra si distingue per il forte valore formativo e la sinergia interscolastica, vedendo il coinvolgimento attivo di due importanti realtà didattiche del territorio attraverso un unico progetto dell’area formazione scuola-lavoro:
Il progetto nel suo complesso si realizza attraverso la convenzione tra Pro Loco Novara Aps e ISPG a.p.s. col Comune di Ghemme e la importante collaborazione con la Regione Piemonte e con l’Associazione Abbonamento Musei nell’ambito del progetto “Rete Antonelliana” - Cultura che unisce”. Valica quindi i confini locali per estendersi a una rete collaborativa istituzionale, che vede coinvolti diversi enti, istituti, archivi e città legate all’opera dell’architetto, tra cui doverosamente le città di Torino e Novara. I commenti delle IstituzioniMirko Barbavara, Sindaco di Ghemme:«Questa mostra nasce da un progetto pensato per offrire una nuova prospettiva sulla figura di Antonelli, in occasione del 150° anniversario della realizzazione dello Scurolo dedicato alla Beata Panacea, annesso alla Chiesa di Maria Vergine Assunta di Ghemme. Grazie alla preziosa collaborazione degli studenti e degli istituti scolastici coinvolti, il progetto ha saputo andare oltre la semplice realizzazione di una mostra, dando vita a un’esperienza di collaborazione tra enti e realtà diverse, tutt’altro che scontata, capace di valorizzare il contributo, le competenze e la creatività di ciascuno. L’auspicio è che questa mostra possa intraprendere un percorso itinerante attraverso i territori antonelliani, raggiungendo anche Torino e altri luoghi di prestigio, affinché il progetto e il lavoro condiviso possano essere conosciuti e apprezzati da un pubblico sempre più ampio. Un sincero ringraziamento e i complimenti a tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di questa importante iniziativa. »Federica Uglioni, Assessore alla Cultura del Comune di Ghemme:«Il progetto Antonelli e i giovani rappresenta un’importante occasione per avvicinare le nuove generazioni alla figura e all’opera di Alessandro Antonelli, uno dei protagonisti più significativi della storia e dell’architettura del nostro territorio. Desidero esprimere un sincero ringraziamento agli studenti del Liceo Artistico “Felice Casorati” di Romagnano Sesia e dell’Istituto “Bellini” di Novara, che hanno avuto l’opportunità di incontrarsi e lavorare insieme, mettendo in campo entusiasmo, creatività e spirito di collaborazione per realizzare i pannelli espositivi. Il risultato è uno sguardo originale e contemporaneo sulla figura dell’architetto Antonelli, reinterpretata attraverso la sensibilità e la visione delle giovani generazioni. Un ringraziamento particolare va anche agli insegnanti, la cui disponibilità, competenza e collaborazione sono state fondamentali per accompagnare i ragazzi in questo percorso e contribuire al raggiungimento di un risultato finale davvero bello, significativo e ricco di spunti di riflessione. Come Amministrazione comunale, crediamo fortemente nel valore di iniziative come questa, capaci di mettere in dialogo scuola, cultura e territorio. Dare spazio alla creatività dei giovani significa offrire loro l’opportunità di conoscere e reinterpretare il nostro patrimonio culturale, rendendoli protagonisti attivi della sua valorizzazione e della sua trasmissione alle generazioni future. »Marina Chiarelli, Assessore alla Cultura della Regione Piemonte:«Il Piemonte deve avere l’ambizione di trasformare la straordinaria eredità di Alessandro Antonelli in un grande progetto culturale capace di unire territori, istituzioni e nuove generazioni. Da Ghemme a Novara, fino a Torino, le sue opere rappresentano un patrimonio che supera i confini delle singole comunità e che merita di essere valorizzato attraverso una visione condivisa. In questo percorso, l’esperienza della Rete Antonelliana rappresenta un riferimento importante: fare sistema significa superare la frammentazione, costruire collaborazioni tra i luoghi legati al grande architetto e rafforzare la capacità del Piemonte di raccontare e promuovere la propria identità culturale anche oltre i confini regionali. La mostra dedicata al progetto dello Scurolo della Beata Panacea ci ricorda che dietro ogni grande opera architettonica c’è un’idea di futuro, una capacità di innovare e di lasciare un segno nella storia. Particolarmente significativo è il coinvolgimento degli studenti degli istituti Casorati di Romagnano Sesia e Bellini di Novara, che attraverso la ricerca storica e il lavoro grafico diventano protagonisti della valorizzazione di questa eredità. È un modello che dobbiamo sostenere, perché avvicinare i giovani al patrimonio culturale significa investire nella conoscenza, nelle competenze e nel futuro delle nostre comunità. La sfida è passare dalla valorizzazione delle singole opere alla costruzione di un sistema culturale riconoscibile, capace di generare nuove opportunità per i territori. Antonelli non è soltanto una pagina straordinaria della nostra storia: è un patrimonio attorno al quale continuare a costruire il futuro culturale del Piemonte».Marco Caccia, Presidente Provincia di Novara:«Avvicinare i giovani ad Alessandro Antonelli significa fare molto più che raccontare la figura di uno dei protagonisti dell’architettura italiana dell’Ottocento. Significa mostrare loro quanto dietro ogni grande opera ci siano studio, creatività, coraggio e, prima ancora, la capacità di immaginare ciò che ancora non esiste. Da architetto sento particolarmente vicino questo messaggio: progettare significa partire dalla realtà, comprenderla e provare a trasformarla attraverso una visione. Antonelli lo ha fatto lasciando nel nostro territorio un patrimonio straordinario, che ancora oggi ne definisce l’identità e continua a suscitare stupore. Il valore di “Antonelli e i Giovani” sta proprio nel non limitarsi a custodire questa eredità, ma nel consegnarla alle nuove generazioni, invitandole a studiarla, interpretarla e farla propria. Il patrimonio vive davvero quando riesce a parlare al presente e a diventare uno stimolo per chi costruirà il futuro. Ringrazio tutti i soggetti coinvolti e, soprattutto, gli studenti che hanno accettato questa sfida: guardare alle opere di Antonelli con occhi nuovi significa anche imparare che conoscere il proprio territorio è il primo passo per immaginarne il domani».Caterina Zadra, Presidente di Pro Loco Novara Aps:«Il progetto culturale dedicato ad Alessandro Antonelli è stato ideato, progettato, proposto e articolato fin da subito all'interno di una più ampia rete territoriale e regionale: rientra a pieno titolo all’interno del bel progetto Rete Antonelliana. Cultura che unisce, ed è pensato per riconnettere le opere di Antonelli al tessuto territoriale e all’immaginario giovanile. L'obiettivo di base è mostrare come il genio antonelliano sia nato da un dialogo profondo con la cultura materiale, politica e urbanistica del territorio ottocentesco per divenire oggi una vera e propria architettura di comunità: se l'Antonelli ha sollevato verso il cielo mattoni e intuizioni verticali, la straordinaria rete umana ha saputo fare lo stesso anche in orizzontale, unendo generazioni, competenze e passioni diverse sotto lo stesso cielo, trasformando il territorio in un'aula a cielo aperto per conservare l’ardore del sogno. Questo progetto è la dimostrazione che la cultura vibra là dove più voci si accordano per cantare la stessa bellezza. Più di cento persone ben coordinate hanno saputo disegnare una mappa nuova per il nostro territorio fatta di cura, di radici profonde e di slancio verso il futuro, realizzata attraverso lo sguardo attento dei più giovani. Il risultato di tanto lavoro è un percorso espositivo che ha l’ambizione di diventare itinerante. A nome di tutto il Consiglio Direttivo e di ISPG ringraziamo i soggetti che ci hanno dato fiducia e che hanno collaborato con noi nell’intento di trasformare la memoria architettonica in una leva di identità e sviluppo civico».