NOVARA – 23 OTTOBRE 2026 - Dieci anni fa nasceva a Novara Spazio Donna, un luogo pensato per accogliere, ascoltare e accompagnare le donne fuori dalla violenza. Da allora, quasi 900 donne hanno trovato nel Centro un punto di riferimento per chiedere aiuto e iniziare un percorso verso la sicurezza e l'autonomia. Dieci anni di storie, percorsi di rinascita e lavoro condiviso. Il decimo anniversario di Spazio Donna, il Centro Antiviolenza istituito dal Comune di Novara e gestito dall'associazione Liberazionee Speranza, è stato celebrato con un incontro che ha riunito istituzioni, forze dell'ordine, servizi sanitari, associazioni e imprese. Al centro della giornata, la firma del Manifesto “Formare per prevenire”, pe raffermare un principio fondamentale: la violenza non è un fatto privato, ma una ferita sociale cheriguarda tutti e che può essere contrastata attraverso la prevenzione, la formazione e la responsabilità condivisa. «Contrastare la violenza significa costruire una comunità capace di ascoltare, riconoscere i bisogni eattivare risposte concrete – ha affermato Davide Porta, Presidente della Cooperativa Nuova Assistenza- . La prevenzione coinvolge scuole, luoghi di lavoro e servizi: è una responsabilità condivisa».«In questi dieci anni Spazio Donna ha aggiunto è stato un luogo in cui tante donne hanno potuto trovare ascolto e iniziare un percorso verso una vita libera dalla violenza - ha aggiunto Elia Impaloni, Presidente della Cooperativa Liberazione e Speranza - . Al centro restano le persone e il loro diritto alla sicurezza, alla dignità e all'autonomia».«Quasi 900 donne seguite in dieci anni, quasi un terzo negli ultimi due: dietro ogni numero c'è una storia e il coraggio di chiedere aiuto - dichiara Marina Chiarelli, assessore alla Cultura, Pari opportunità ePolitiche giovanili della Regione Piemonte-. Spazio Donna è un punto di riferimento per Novara, un luogo di ascolto e protezione da cui ripartire. Come Regione Piemonte rafforziamo la rete dei centri antiviolenza e delle case rifugio, anche nel Novarese, con oltre 5 milioni di euro di nuove risorse statali. Il Manifesto "Formare per prevenire" coinvolge scuole, imprese e istituzioni: perché contrastare la violenza significa anche educare al rispetto e riconoscerne i primi segnali. Vogliamo che ogni donnasappia di non essere sola e possa costruire un futuro libero dalla violenza».In dieci anni, quasi 900 donne hanno trovato in Spazio Donna un luogo di ascolto, accoglienza esostegno per affrontare situazioni di violenza e intraprendere un percorso verso una nuova autonomia.Oltre i 70% di loro sono madri, a conferma di quanto la violenza coinvolga non soltanto le donne, ma anche i figli ei loro percorsi di crescita.girasole@liberazionesperanza.itcaseserene@liberazionesperanza.it
Centro antiviolenza SPAZIO DONNA3482695812
La maggioranza delle donne accolte è italiana, ma il Centro rappresenta un punto di riferimento anche persone provenienti da numerosi Paesi, tra cui Perù, Ecuador, Marocco, Albania, Nigeria, Turchia, Ucraina, Brasile, Camerun, Colombia, Egitto, El Salvador, Moldavia e Romania. In questo contesto, la mediazione interculturale svolge un ruolo essenziale per superare le barriere linguistiche e culturali e garantire a ogni donna un ascolto attento e un percorso adeguato alla propria storia e ai propri bisogni. La maggior parte delle donne che si sono rivolte al servizio rientrano nella fascia d'età tra i 20 ei 45 anni. Oltre il 60% hannosporto denuncia. Tra le forme di violenza più frequentemente riscontrate figurano quella psicologica equella fisica, spesso accompagnate da dinamiche di controllo e da altre forme di abuso. Per rispondere a situazioni così complesse, Spazio Donna offre un accompagnamento che comprende protezione, sostegno sociale e legale e percorsi di autonomia abitativa, lavorativa ed economica. Un lavoro quotidiano che mette al centro la dignità della persona e il diritto di ogni donna a vivere liberadalla violenza. All'incontro hanno partecipato, per il Comune di Novara, Teresa Armienti, assessore alle Politichesociali, Giulia Negri, assessore all'Istruzione, e Patrizia Spina, dirigente dei Servizi sociali; per la Provincia, Marina Grassani, delegata alle Pari opportunità; per la Procura, Silvia Baglivo, sostituto procuratore; Giulia Pace, Vice Prefetto aggiunto, per la Questura, Filippo Balducci, dirigente della Squadra Mobile; per l'Azienda Ospedaliero-Universitaria “Maggiore della Carità”, Lorella Perugini, Edit Shahi e Debora Marangon. Presenti anche Sergio Ferrarotti (Polisportiva San Giacomo), Milena Dura (Filos Formazione Novara), Fabio Leotardi (Global Wafers MEMC Electronic Materials), SergioScarafiotti (Confartigianato Novara) e Anna Caprino (Consorzio CISA Ovest Ticino), realtà che hanno affiancato Spazio Donna sostenendo iniziative di sensibilizzazione sul territorio e contribuendo a diffondere una maggiore consapevolezza sul tema della violenza di genere. Inoltre, Marilinda Mineccia, già procuratore della Repubblica di Novara e presidente dell'Associazione di Psicologia Giuridica, e Stefano Ciccone, sociologo, il funzionario del Comune di Novara Gianluca Pinissi e PaoloGranetto, pedagogista del Cuav (Centro uomini autori di violenza) di Novara, hanno contribuito ad arricchire il confronto con le proprie competenze ed esperienze. Una collaborazione che testimoniaquanto il coinvolgimento di imprese, associazioni, enti formativi e professionisti sia fondamentale per promuovere una cultura del rispetto e rendere la prevenzione una responsabilità condivisa. La firma del Manifesto “Formare per prevenire” rilancia l'impegno a promuovere la formazione nelleaziende, la sensibilizzazione nelle scuole e nuove opportunità di autonomia, coinvolgendo l'intera comunità nella costruzione di una cultura fondata sul rispetto e sulla parità. Chiedere aiuto è il primo passo. Le donne che vivono situazioni di violenza possono contattare il 1522, numero nazionale antiviolenza e stalking, gratuito e attivo 24 ore su 24, oppure rivolgersi ai servizi antiviolenza del territorio. Dieci anni di lavoro, un obiettivo comune: prevenire la violenza e non lasciare nessuna donna sola.
