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31 Jul
31Jul

La sezione del festival internazionale dei cortometraggi era sostenuta dall’Ordine, tra i membri della giuria

C’è anche un po’ di Ordine degli Architetti, Paesaggisti, Pianificatori e Conservatori delle province di Novara e Verbano-Cusio-Ossola nell’edizione 2026 di “Malescorto - Festival Internazionale dei Cortometraggi” che si è tenuto, appunto, a Malesco lo scorso 26 luglio.   All’interno della giuria che ha visionato i lavori presentati da una platea di registi internazionale c’era infatti, in rappresentanza dell’Ordine, il segretario Antonella De Martino, che è anche referente della Commissione Cultura del Vco.   <<Una grande emozione e un onore – commenta il segretario dell’Ordine – essere presenti nell’ambito di un evento che è divenuto un appuntamento di riferimento per il cinema breve a livello nazionale e internazionale. Anche quest'anno il Festival ha registrato un'importante partecipazione di pubblico durante tutte le serate di proiezione, con oltre novecento presenze, e ha confermato, oltre all’interesse per il cinema breve di qualità, quello per il nostro territorio, narrato visivamente e su diversi fronti in maniera originale e intensa>>.

Tra le diverse sezioni, da segnalare è, in paticolare, Il Premio "TrasmettereArchitettura”, <<sostenuto dall'Ordine – riferisce l’architetto De Martino – e che è stato assegnato a “Sulaimani”, corto francese e indiano di Vinnie Ann Bose. Si tratta di un’animazione, della durata di venti minuti, delicata e introspettiva che esplora l’attualissimo tema della multiculturalità nelle grandi capitali internazionali, che diventano meta per giovani decisi a ricostruire la propria vita lontano dai paesi d'origine e dagli affetti più cari diventando sfondo di percorsi personali. Il film si è distinto tra gli altri per l’abilità del regista nell'uso dello stop motion, tecnica utilizzata per ricreare minuziosamente l'ambiente urbano nel quale le vite delle due ragazze indiane protaoniste si sfiorano. L'architettura e il paesaggio valorizzano il contrasto tra background culturali complessi e distanti. “Sulaimani” – conclude l’architetto De Martino - costruisce un viaggio visivo ed emotivo che riconcilia il passato con il presente e che coniuga i sacrifici compiuti al piacere di vivere e al calore delle relazioni umane ritrovate>>.

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