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14 Oct
14Oct

Iniziativa organizzata dal Consiglio dell’Ordine degli Architetti Paesaggisti Pianificatori  e Conservatori di Novara e Vco su coordinamento della Commissione Cultura di Verbania 

Grande partecipazione, sabato 10 ottobre, a Casa Ceretti a Verbania, per l’evento “Architettura sostenibile. Gli architetti si raccontano” organizzato dal Consiglio dell’Ordine degli Architetti, Paesaggisti, Pianificatori e Conservatori delle province di Novara e Verbano Cusio Ossola su coordinamento della Commissione Cultura del Vco e in collaborazione con il Museo del Paesaggio di Verbania.Le organizzatrici architetto Antonella De Martino, segretario dell’Ordine, e l’architetto Elena Bertinotti, coordinatore della Commissione Cultura del Vco esprimono grande soddisfazione perché <<l’evento è riuscito nel suo intento: far incontrare e dialogare architetti progettisti con aziende, tecnici del settore e pubblico su un tema così importante come quello della sostenibilità ambientale>>. Si è parlato di case a consumo zero, capaci di utilizzare poca energia e contemporaneamente di produrne quasi quanto quella consumata, di spazi pubblici e verde urbano attenti ai sistemi di raccolta dell’acqua piovana e a pavimentazioni drenanti. Sono stati raccontati progetti di restauro, risanamento e riuso, realizzati con i materiali della bioedilizia e progetti di case e ampliamenti con strutture in legno e acciaio.Il presidente dell’Ordine Matteo Gambaro e il vicepresidente Mauro Vergerio sottolineano come questo evento sia stato <<di supporto a molti colleghi nel cercare di divulgare messaggi molto importanti per la nostra professione, e come, contemporaneamente, sia riuscito a creare una proficua condivisione tra colleghi e aziende cercando di fare rete sul nostro territorio>>.L’iniziativa era inserita nell’evento nazionale “Open studi aperti 2026” promossa dal Consiglio nazionale Appc, che ha invitato tutti gli architetti iscritti ad aprire i propri studi alla cittadinanza nelle giornate del 9 e 10 ottobre e a promuovere una riflessione sul tema "Architettura condivisa", mettendo in luce il valore dell’architettura come pratica aperta al dialogo, alla partecipazione e alla costruzione di relazioni, capace di coinvolgere cittadini, istituzioni e professionisti in un confronto sui luoghi del vivere contemporaneo.Quindici gli studi che hanno esposto i propri progetti: si tratta di APS Alessandro Perucatti Studio arch. Alessandro Perucatti arch. Manuela Bagnati; ARCHIstudio di Maurizio Forella e Alessandro Ciapponi architetti associati ; AreArchitettura, arch. Carlo Ghisolfi e Giancarlo Paolino; Architetto Elena Bertinotti; BIANCHETTIARCHITETTURA S.A., Fabrizio Bianchetti e Gabriele Medina architetti associati ; Architetto  Andrea Forni ; Architetto  Riccardo Gallone ; Studio Impronte, arch. Linda Rotondi, arch. Ilaria Porzio; Architetto Enrico Lavarini; Architetto Nicola Mattazzi Iunior; MMASS PROJECT di Montagna Mauro; Architetto  Riccardo Monte ; mps+s architettura, arch. Christian Maiello, arch. Arianna Pirazzi, arch. Andrea Scotton; Giacomo Pasini, Paola Montafia Architetti, Pietro Pasini Architetto Iunior; giancarlotonettoArchitetto.I loro progetti sono stati al centro dell’Open Talk interattivo tra professionisti, aziende e pubblico: tutti hanno avuto modo di discutere e confrontarsi rispetto ai contributi e al valore sociale delle scelte che possono essere compiute anche nel campo dell’architettura a favore dell’ambiente. L’obiettivo della sostenibilità, dunque, è stato trattato in maniera diretta e molto concreta attraverso tangibili azioni – ovvero gli stessi progetti – attraverso le quali può essere perseguito grazie a professionalità qualificate e moderna tecnologia, senza tralasciare soluzioni creative e innovazione.Con loro erano inoltre presenti le aziende Almar, Bionda Legnami, Celenit, Euroforniture, Neon Gallaratese, Prefa, Roefix e Tormet, “Architettura sostenibile. Gli architetti si raccontano” è proseguito con un dj set e un momento conviviale aperto a tutti <<perché – concludono Elena Bertinotti e Antonella De Martino – abbiamo voluto che l’evento fosse anche un modo di avvicinare il pubblico presente al lavoro degli architetti in un’atmosfera colloquiale e meno formale>>.

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