Sono stati circa ottanta i bambini di quattro classi della Scuola primaria “Rodari” dell'Istituto comprensivo “Rachel Behar” di Trecate, accompagnati da genitori, nonni e insegnanti, che hanno partecipato all'iniziativa “Passi di famiglia” organizzata dal Centro per le Famiglie del Consorzio intercomunale per la gestione dei Servizi socio-assistenziali dell'Ovest Ticino nell'ambito del progetto “Family+” dedicato alle azioni a favore della genitorialità positiva promosse dalla Regione Piemonte. A guidare e animare l'iniziativa sono stati educatori, operatori socio-sanitari e civilista del Cisa Ovest Ticino, insieme con l'esperto di teatro Marco Bricco e alla referente del Centro per le Famiglie Grazia Fallarini. A dare ufficializzare il via ai giochi sono stati il direttore del Cisa Ovest Ticino Valentina Bertone, il Vicedirettore e responsabile dell'Area adulti, minori e famiglie Anna Caprino. Presente anche l'assessore ai Servizi sociali della Città di Trecate Anna Uboldi.
Quattro le attività proposte a rotazione, per mettere alla prova movimento, fantasia, collaborazione e capacità di ragionare: dalla gimkana sportiva alla realizzazione di puzzle e indovinelli, dalla divertentissima “Quiz Zone”, con squadre e pulsanti per prenotare le risposte, fino alla sfida dei rebus. Giochi diversi, ma con un comune filo: imparare a stare insieme, rispettare tempi e regole, collaborare, aspettarsi, aiutarsi e scoprire che nel gioco ognuno può trovare il proprio spazio e dare il proprio contributo. Un modo semplice e concreto per promuovere inclusione, partecipazione e relazioni positive tra bambini e adulti. Dopo tante prove, risate e sfide, la condivisione di una merenda. <<Un grazie speciale – commenta il personale del Cisa Ovest Ticino - ai bambini, ai genitori e ai nonni che hanno accolto l'invito e, soprattutto, hanno giocato con noi. Un grazie sentito anche agli insegnanti della primaria “Rodari” per la disponibilità, la collaborazione e per aver condiviso con noi questa esperienza: la genitorialità positiva passa, infatti, anche dal tempo dedicato gli uni agli altri, dalla capacità di stare insieme, dal gioco come occasione di incontro e dalla possibilità di costruire contesti in cui ciascuno possa sentirsi accolto, partecipe e incluso>>.