Iniziativa del Consiglio dell'Ordine degli Architetti Paesaggisti Pianificatori e Conservatori di Novara e Vco con coordinamento della Commissione Cultura di Novara
Partecipato e ricco di emozioni l'evento legato al progetto “VEDERE < FARE - Fotografia e Architettura a dialogo”, iniziativa organizzata dal Consiglio dell'Ordine degli Architetti, Paesaggisti, Pianificatori e Conservatori delle province di Novara e Verbano-Cusio-Ossola e coordinato dalla Commissione Cultura di Novara che si è tenuto nel pomeriggio dello scorso 17 settembre, nella sede dell'Ordine. Il primo incontro di “VEDERE < FARE - Fotografia e Architettura a dialogo” ha visto, insieme con l'esposizione delle immagini realizzate dagli architetti del territorio che hanno aderito alla open call gratuita “SCATTA IL TUO LUOGO con un potenziale!” lanciata dall'Ordine lo scorso luglio tra gli architetti iscritti, ha visto la presenza del fotografo novarese Maurizio Faraboni. <<“SCATTA IL TUO LUOGO con un potenziale!” – ha ricordato nella sua introduzione il presidente dell'Ordine Matteo Gambaro – ci ha consentito di raccogliere tra i colleghi fotografie raffiguranti architetture e luoghi del territorio del Novarese e del Vco, antropizzati e non, ritenuti interessanti, ma non vissuti come meriterebbero o non progettati, ma che racchiudono possesso di un potenziale significativo racconto da suggerire o auspicare interventi futuri>>. L'architettura, dunque, <<al centro dello sguardo che diventa componente creativa di quello che sarà: “progettare” – ha osservato Romina Emili, referente della Commissione Cultura di Novara – significa infatti “gettarsi” in avanti, verso una direzione che è, di fatto, fine e futuro, perché l'occhio visita ciò che è per immaginare ciò che sarà. I luoghi, insieme con le persone, sono ciò che cambiamo e che ci cambia: ecco perché nell'ambito di “VEDERE < FARE - Fotografia e Architettura a dialogo” abbiamo invitato un fotografo novarese, Maurizio Faraboni, che ha la capacità di osservare i personaggi in un contesto preciso, anche sul piano architettonico, e raccontare storie attraverso l'immagine>>. Il contributo di Maurizio Faraboni, che vanta numerosi premi e riconoscimenti a livello internazionale, è stato particolarmente emozionante: illustrando la sua carriera e <<la “folgorazione” per la fotografia a seguito dell'incontro con Monty Shadow>>, ha riferito come <<negli anni mi sono secondo che il mio lavoro nel campo della moda, che è sicuramente molto remunerativo, non mi bastava più. Foto belle e impeccabili sul piano tecnico e creativo, ma… “Ma questo sono veramente io?”: questa era la domanda che mi sono posto e che mi ha fatto virare sull'esperienza del reportage>>. Ecco, dunque, il fotografo del mondo patinato mettere in primo piano l'etica (<<quella che dovrebbe regolare le nostre scelte e della quale nessuno dovrebbe mai scordarsi>>) e trasformarsi in fotoreporter, immortalando guerre, carestie, malattie e temi sociali di profondo spessore dei quali ha presentato ai partecipanti numerosi scatti.Tra i suoi lavori più conosciuti ci sono quello sulla lebbra durato quasi vent'anni (<<Ho conosciuto questa piaga, che la mentalità comune relega nel passato, grazie a un viaggio in Benin con alcuni medici volontari novaresi e grazie alla mia mamma africana, la novarese Celestina Fortina, che da anni si dedica agli ultimi in Senegal, nel lebbrosario di Sowane>>, ha riferito) e realizzato attraversando l'Africa decine di volte. Quindi i ragazzi delle fogne di Bucarest <<avvicinati grazie all'amicizia stretta con Miloud Oukili, ex-modello franco-agerino divenuto ambasciatore Unicef e fondatore della scuola circense “Fundatia Parada” dove si insegna l'arte circense ai ragazzi disagiati della capitale romena>>. Sono arrivati anche reportage sulla contaminazione ambientale e gli ultimi schiavi tagliatori di canna da zucchero nella Repubblica Dominicana e sugli effetti del Fentanyl negli Stati Uniti (sono stati presentati alcune immagini, di grande impatto, della realtà di Filadelfia), il woodoo ad Haiti, il viaggio attraverso la rotta balcanica (con un reportage per il giornale online “Gli occhi della guerra”, al quale hanno collaborato anche i giornalisti Fausto Biloslavo, inviato di guerra, e Tony Capuozzo) al seguito dei migranti, l'inferno del ghetto di Rignano Garganico (il lavoro di Faraboni ha contribuito alla chiusura di questo inferno nero) e tanti altri che lo portano in ogni continente. Non sono mancati quelli sui teatri di guerra come la ex-Jugoslavia, Albania, Libano, Siria e Ucraina <<dove sono tornati anche lo scorso mese di luglio>>. Proprio dell'Ucraina sono stati illustrati alcuni scatti della capitale Kiev. <<L'architettura – ha osservato a conclusione Faraboni – soprattutto quella distrutta, violentata o anche celebrativa ed esaltante diventa fondamentale per raccontare un contesto, ma al suo interno io scelgo sempre di inserire l'uomo che ne è il protagonista, nel bene e nel male>>. L'incontro si è concluso con numerose domande da parte del pubblico presente. <<Proseguiremo con “VEDERE < FARE - Fotografia e Architettura a dialogo” – ha detto infine l'architetto Emili – mantenendo questa modalità di dialogo partecipativo e interattivo: all'incontro con Maurizio Faraboni seguiremo quelli con gli altri fotografi professionisti coinvolti nel nostro progetto: il 24 settembre sarà nostro ospite Marco Introini, al quale seguirà Giovanni Hanninen il 1° ottobre>>.ex-modello franco-agerino divenuto ambasciatore Unicef e fondatore della scuola circense “Fundatia Parada” dove si insegna l'arte circense ai ragazzi disagiati della capitale romena>>. Sono arrivati anche reportage sulla contaminazione ambientale e gli ultimi schiavi tagliatori di canna da zucchero nella Repubblica Dominicana e sugli effetti del Fentanyl negli Stati Uniti (sono stati presentati alcune immagini, di grande impatto, della realtà di Filadelfia), il woodoo ad Haiti, il viaggio attraverso la rotta balcanica (con un reportage per il giornale online “Gli occhi della guerra”, al quale hanno collaborato anche i giornalisti Fausto Biloslavo, inviato di guerra, e Tony Capuozzo) al seguito dei migranti, l'inferno del ghetto di Rignano Garganico (il lavoro di Faraboni ha contribuito alla chiusura di questo inferno nero) e tanti altri che lo portano in ogni continente. Non sono mancati quelli sui teatri di guerra come la ex-Jugoslavia, Albania, Libano, Siria e Ucraina <<dove sono tornati anche lo scorso mese di luglio>>. Proprio dell'Ucraina sono stati illustrati alcuni scatti della capitale Kiev. <<L'architettura – ha osservato a conclusione Faraboni – soprattutto quella distrutta, violentata o anche celebrativa ed esaltante diventa fondamentale per raccontare un contesto, ma al suo interno io scelgo sempre di inserire l'uomo che ne è il protagonista, nel bene e nel male>>. L'incontro si è concluso con numerose domande da parte del pubblico presente. <<Proseguiremo con “VEDERE < FARE - Fotografia e Architettura a dialogo” – ha detto infine l'architetto Emili – mantenendo questa modalità di dialogo partecipativo e interattivo: all'incontro con Maurizio Faraboni seguiremo quelli con gli altri fotografi professionisti coinvolti nel nostro progetto: il 24 settembre sarà nostro ospite Marco Introini, al quale seguirà Giovanni Hanninen il 1° ottobre>>.ex-modello franco-agerino divenuto ambasciatore Unicef e fondatore della scuola circense “Fundatia Parada” dove si insegna l'arte circense ai ragazzi disagiati della capitale romena>>. Sono arrivati anche reportage sulla contaminazione ambientale e gli ultimi schiavi tagliatori di canna da zucchero nella Repubblica Dominicana e sugli effetti del Fentanyl negli Stati Uniti (sono stati presentati alcune immagini, di grande impatto, della realtà di Filadelfia), il woodoo ad Haiti, il viaggio attraverso la rotta balcanica (con un reportage per il giornale online “Gli occhi della guerra”, al quale hanno collaborato anche i giornalisti Fausto Biloslavo, inviato di guerra, e Tony Capuozzo) al seguito dei migranti, l'inferno del ghetto di Rignano Garganico (il lavoro di Faraboni ha contribuito alla chiusura di questo inferno nero) e tanti altri che lo portano in ogni continente. Non sono mancati quelli sui teatri di guerra come la ex-Jugoslavia, Albania, Libano, Siria e Ucraina <<dove sono tornati anche lo scorso mese di luglio>>. Proprio dell'Ucraina sono stati illustrati alcuni scatti della capitale Kiev. <<L'architettura – ha osservato a conclusione Faraboni – soprattutto quella distrutta, violentata o anche celebrativa ed esaltante diventa fondamentale per raccontare un contesto, ma al suo interno io scelgo sempre di inserire l'uomo che ne è il protagonista, nel bene e nel male>>. L'incontro si è concluso con numerose domande da parte del pubblico presente. <<Proseguiremo con “VEDERE < FARE - Fotografia e Architettura a dialogo” – ha detto infine l'architetto Emili – mantenendo questa modalità di dialogo partecipativo e interattivo: all'incontro con Maurizio Faraboni seguiremo quelli con gli altri fotografi professionisti coinvolti nel nostro progetto: il 24 settembre sarà nostro ospite Marco Introini, al quale seguirà Giovanni Hanninen il 1° ottobre>>.Proprio dell'Ucraina sono stati illustrati alcuni scatti della capitale Kiev. <<L'architettura – ha osservato a conclusione Faraboni – soprattutto quella distrutta, violentata o anche celebrativa ed esaltante diventa fondamentale per raccontare un contesto, ma al suo interno io scelgo sempre di inserire l'uomo che ne è il protagonista, nel bene e nel male>>. L'incontro si è concluso con numerose domande da parte del pubblico presente. <<Proseguiremo con “VEDERE < FARE - Fotografia e Architettura a dialogo” – ha detto infine l'architetto Emili – mantenendo questa modalità di dialogo partecipativo e interattivo: all'incontro con Maurizio Faraboni seguiremo quelli con gli altri fotografi professionisti coinvolti nel nostro progetto: il 24 settembre sarà nostro ospite Marco Introini, al quale seguirà Giovanni Hanninen il 1° ottobre>>.Proprio dell'Ucraina sono stati illustrati alcuni scatti della capitale Kiev. <<L'architettura – ha osservato a conclusione Faraboni – soprattutto quella distrutta, violentata o anche celebrativa ed esaltante diventa fondamentale per raccontare un contesto, ma al suo interno io scelgo sempre di inserire l'uomo che ne è il protagonista, nel bene e nel male>>. L'incontro si è concluso con numerose domande da parte del pubblico presente. <<Proseguiremo con “VEDERE < FARE - Fotografia e Architettura a dialogo” – ha detto infine l'architetto Emili – mantenendo questa modalità di dialogo partecipativo e interattivo: all'incontro con Maurizio Faraboni seguiremo quelli con gli altri fotografi professionisti coinvolti nel nostro progetto: il 24 settembre sarà nostro ospite Marco Introini, al quale seguirà Giovanni Hanninen il 1° ottobre>>.