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13 Jul
13Jul

Il  vino piemontese continua a dimostrare forza sui mercati internazionali, ma allo tempo deve fare i conti con una difficoltà che interessa numerose aziende e alcune delle principali denominazioni: questa la situazione del settore illustrata alla Terza Commissione del Consiglio regionale dal presidente della Regione  Alberto Cirio e dall'assessore all'Agricoltura  Paolo Bongioanni . Il presidente Cirio ha aperto la seduta sostenendo come la fase attuale sia caratterizzata  da “luci e ombre” : da un lato il fatto che il Piemonte nel primo trimestre 2026 è stato l'unica regione italiana a registrare un incremento dello 0,5% delle esportazioni di vino a fronte di una contrazione dell'8,2% su scala nazionale; dall'altro le difficoltà provocate dalle tensioni geopolitiche, dai dazi commerciali e dal rallentamento della domanda mondiale.“Questo risultato dimostra la  capacità delle imprese piemontesi di reagire a uno scenario internazionale particolarmente complesso , conquistando nuovi mercati grazie alla qualità delle produzioni e alla capacità di intercettare nuove opportunità commerciali”, ha sostenuto Cirio, ricordando che “la Regione ha complessivamente  destinat  al settore  vitivinicolo  oltre 100 milioni di euro : circa 80 per il miglioramento delle aziende agricole, 10 milioni per favorire la diversificazione delle attività tramite enoturismo e ospitalità, 18 milioni destinati alla promozione dei vini piemontesi sui mercati nazionali e internazionali, più uno stanziamento straordinario di 1,7 milioni per sostenere le produzioni maggiormente colpite dagli effetti della crisi internazionale e dei dazi”.L'assessore Bongioanni ha sottolineato come il Piemonte sia oggi la  seconda regione italiana per le esportazioni vitivinicole , alle spalle del Veneto, proprio grazie alla capacità di adattamenti ai cambiamenti del mercato mondiale: “Le guerre, i dazi, le crisi economiche e il cambiamento delle abitudini di consumo non possiamo modificarli, ma dobbiamo imparare a interpretarli”, ha spiegato, indicando nell'apertura verso nuovi mercati la principale strategia per il futuro. A sostenere questo percorso sarà il nuovo Osservatorio vitivinicolo del Piemonte, realizzato insieme all'Università di Torino e alla Fondazione Agrion, che si occuperà di monitorare l'evoluzione della domanda internazionale, individuare i mercati più promettenti, fornire alle aziende indicazioni sulle strategie commerciali e sugli investimenti più efficaci. Inoltre, Bongioanni ha ricordato inoltre che nel solo 2026 sono programmati  66 eventi di promozione in Italia e all'estero nei quali il vino rappresenta il principale ambasciatore dell'agroalimentare e del turismo piemontese. Parallelamente, sono stati ricostituiti il Tavolo verde con le organizzazioni professionali agricole e il mondo industriale, e il Tavolo vitivinicolo, al quale partecipano anche i Consorzi di tutela, per affrontare in modo strutturale e condiviso decisioni che toccano tutti i livelli, a partire dalla nuova programmazione europea Pac 2027-2035.

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