Mettere in rete le infrastrutture di ricerca, ampliare le opportunità di formazione permanente e rafforzare il ruolo del Piemonte nei circuiti internazionali della conoscenza e dell'innovazione. Sono gli ambizioni al centro dell'incontro che si è svolto lunedì 5 ottobre al Grattacielo della Regione Piemonte, tra la squadra di governo dell'Università di Torino e la Giunta regionale. L'incontro conferma la rilevanza della collaborazione e dei rapporti tra Ateneo e Regione, con il comune obiettivo di potenziare la collaborazione attraverso un programma di appuntamenti dedicati a temi specifici.Per Unito erano presenti: la Rettrice Cristina Prandi , il pro-rettore Gianluca Cuniberti , la Direttrice Generale, Giuliana Fenu , le vice rettrici Paola Cassoni (area medica), Luisella Celi (ricerca), Anna Maria Ferrero (edilizia), Carla Tinti (benessere, inclusività, pari opportunità), Elisa Giacosa (monitoraggio Piano Strategico e digitalizzazione), Daniela Robasto (life learning life, sviluppo e valutazione della didattica innovativa), i vice rettori Marco Pironti (innovazione e valorizzazione delle conoscenze), David Lembo (internazionalizzazione). Per la Regione gli assessori, i sottosegretari ei direttori generali.«L'incontro di oggi ha lo scopo di rinsaldare il rapporto istituzionale già in atto con l'Università di Torino – dichiara il presidente Alberto Cirio - Per la Regione la presenza dell'Università è fondamentale non solo per i giovani e il futuro, ma per aumentare l'attrattività del territorio e favorire l'insediamento di nuove imprese come è avvenuto di recente nel caso di Silicon Box. Abbiamo fatto un grande sforzo per le borse di studio superando i 114 milioni di fondi regionali per garantire la borsa di studio a tutti gli studenti idonei. Vogliamo che il Piemonte sia sempre di più una terra di talenti perché i talenti attraggono investimenti e gli investimenti creano le condizioni per la crescita e lo sviluppo di un territorio e della società. Siamo stati la prima Regione in Italia a lanciare Piemove che al momento ha superato le 81.000 adesioni e garantisce il trasporto gratuito su tutti i mezzi pubblici agli studenti universitari under 26, collaboriamo con le Università sui bandi di ricerca per le imprese e per la ricerca applicata, in ambito sanitario siamo impegnati insieme nella realizzazione del Parco della Salute di Torino e per la formazione di medici e infermieri grazie al consolidato rapporto con la Scuola di Medicina, per le Scuole di specializzazioni e le professioni sanitarie per reclutare personale a servizio delle strutture sanitarie».«L'incontro di oggi è un passo avanti nella collaborazione tra Università e Regione e apre a un metodo di lavoro condiviso che vogliamo portare a sistema attraverso incontri periodici su temi puntuali, dentro una visione comune del futuro del Piemonte – dichiara la Rettrice Cristina Prandi–.Le sfide globali hanno effetti diretti sul nostro territorio, dall'intelligenza artificiale alla sostenibilità dell'agricoltura e dei sistemi alimentari, dalla qualità dell'aria alla neutralità climatica, dall'efficienza energetica alla gestione delle risorse idriche, fino al biotech e alla salute. Affrontarle richiede scelte lungimiranti, fondate sulla conoscenza. L'integrazione tra saperi scientifici, umanistici e sociali può contribuire alla qualità delle politiche pubbliche e all'innovazione delle imprese. Rafforzare la collaborazione significa condividere le priorità e far convergere ricerca, formazione e programmazione regionale verso uno sviluppo che tenga insieme competitività, sostenibilità e coesione sociale. Il confronto con la Regione è essenziale anche per l'Università, perché le domande che emergono dal territorio partono nuove direzioni di ricerca e formazione. È su questo scambio che vogliamo costruire una collaborazione stabile, nel rispetto dei rispettivi ruoli e con obiettivi comuni».Per quanto riguarda la Regione, la collaborazione con Unito si concretizza anche i temi dell'ambiente e dell'agricoltura, ad esempio attraverso Agrion ei molti progetti per fronteggiare i cambiamenti climatici e le nuove specie di insetti e parassiti che danneggiano le coltivazioni.Nell'ambito del FESR 2021/2027 è stato pubblicato a luglio il bando "SWIch 2026” per ricerca, sviluppo e valorizzazione industriale dell'innovazione, con una dotazione finanziaria complessiva di 40 milioni di euro. Altri 40 milioni finanziano il bando STEP per il supporto alle attività di ricerca, sviluppo, innovazione e alle fasi di industrializzazione, in coerenza con quanto previsto nell'ambito della Piattaforma per le tecnologie strategiche per l'Europa.Risorse a cui si aggiungono altri 45 milioni di euro sempre del Fesr, per il bando Infra+, destinati a 27 progetti di sostegno alla ricerca, 14 dei quali vedono Unito capofila o direttamente coinvolto insieme ad altri atenei piemontesi con un contributo di 16 milioni di euro per l'acquisto di macchinari avanzati, l'ammodernamento e il potenziamento dei laboratori di ricerca.A questo sostegno si aggiunge anche il programma MATCHIN rivolto alle PMI che offre contributi a fondo perduto per favorire l'assunzione di ricercatori e figure altamente qualificate all'interno delle piccole e medie imprese piemontesi, con una dotazione sul bando lanciato nelle scorse settimane di 5 milioni di euro. UniTo conta oltre 800 progettisu bandi competitivi, 70 infrastrutture di ricerca aperte e 5 piattaforme scientifiche interdisciplinari dedicano a intelligenza artificiale, transizione energetica, aerospazio, plastiche sostenibili, sostenibilità delle risorse idriche. L'obiettivo è sviluppare una gestione coordinata delle infrastrutture mettendo a disposizione le competenze e facilitando l'accesso anche a soggetti esterni. Il confronto con la Regione può favorire l'utilizzo condiviso di queste risorse e rafforzare i legami con le reti scientifiche nazionali ed europee. L'internazionalizzazione attiva è un altro ambito di collaborazione. UniTo conta oltre 580 accordi di cooperazione in più di 90 Paesi, 29 corsi di studio interamente in inglese e guida l'alleanza europea UNITA. Collegare questi reti alle politiche regionali e alle relazioni internazionali delle imprese può favorire nuovi progetti oltre all'arrivo di studenti, ricercatori e professionisti, creando condizioni favorevoli anche agli investimenti e rafforzando il posizionamento internazionale del territorio.Accanto alla formazione delle studentesse e degli studenti, l'Ateneo intende inoltre ampliare le opportunità di apprendimento permanente per professionisti, lavoratrici e lavoratori, con percorsi flessibili, moduli brevi e certificazione delle competenze. Il dialogo con la Regione, le istituzioni locali e il mondo del lavoro servirà a individuare i fabbisogni formativi ea progettare percorsi coerenti con le trasformazioni delle professioni e del territorio. La presenza di UniTo, oltre che a Torino e nell'area metropolitana, ad Alba, Asti, Biella, Cuneo, Ivrea e Savigliano, può rendere queste opportunità diffuse e accessibili. In collaborazione con gli enti locali, le sedi decentrate possono infatti diventare punti di riferimento per la formazione continua e la crescita delle competenze nei diversi territori piemontesi.
La dimensione culturale completa questo percorso. Con 21 biblioteche distribuite su 32 sedi e circa 3 milioni di volumi, insieme ai musei, all'archivio storico e alle collezioni scientifiche, UniTo custodisce un patrimonio che alimenta nuove occasioni di accesso alla conoscenza. Il polo museale ha accolto oltre 833 mila visitatori dall'apertura nel 2007 e sono 40.000 i visitatori dell'Orto Botanico nel 2026, dati che testimoniano il valore strategico di questi luoghi e l'importanza di rendere le collezioni sempre più accessibili al pubblico, promuovendo iniziative di divulgazione e partecipazione delle comunità.