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27 Oct
27Oct

Affraversamenti è un progetto totografico composto da quattordici immagini cheriprendono la struttura simbolica della Via Crucis come percorso di meditazione sul corpo e sulla ferita. Ogni fotografia si configura come una stazione: una soglia in cui l'esperienza della caduta, della resistenza e della trasformazione si rende visibile. Le immagini ritraggono cicatrici reali, segni permanenti di ciò che il corpo haattraversato. Su queste linee interviene l'oro, secondo un gesto ispirato alla praticagiapponese del Kintugi, che non cancella la frattura ma la accompagna, rendendolaleggibile e custodendone la memoria.Il lavoro si colloca in uno spazio di risonanza tra pensiero orientale e tradizioneoccidentale. Se il corpo può essere inteso come un luogo sacro - un tempio checustodisce l'esperienza umana - allora la ferita non è soltanto un segno di perdita. La cicatrice diventa uno squarcio, un punto di apertura attraverso cui la luce può emergere. In questa prospettiva, Attraversamenti indaga il corpo come luogo di passaggio: uno spazio in cui il dolore non viene negato, ma attraversato fino a trastormarsi in traccia di senso. settecentesche del grande incisore Martin Engelbrecht, colorate a mano,una Via Crucis proveniente dalla collezione dell'Archivio Carlo Montanari.Il progetto Attraversamenti si connette ai temidella Cura Universale spostandol'attenzione sulla sacralità del corpo che resiste. Come scrive la filosofa francese Simone Weil,'"il limite èla forma dell'attesa" la cicatrice diventa qui quel limite che non chiude l'individuo, ma lo definisce e lo orienta. Il corpo smette di essere materia biologica per tarsiluogo di esperienza, punto di contatto tra la nostra finitezza e il desiderioai sensoIspirandosi alla tecnica del kintsugi, l'artista Elisabetta Di Sopra ripercorre con il pennello d'oro le tracce del trauma: l'oro non ripara né cancella la frattura, mala illumina, trasformando il limite in una soglia di attenzione. In questa selezione, assumono un significato fondamentale i corpi delle donne del gruppo Flat - Farfalle Libere. Collaborare con china vissutol'esperienza della mastectomia significa trasformare l'atto artistico e il contatto fsico in uno strumento di informazione e sostegno pubblico. Questo gesto di dipingere la ferita dell'altra è un attodi cura profonda che riconoscenel limite non una barriera, ma un prezioso bene comune. La cura diventa universale nel momento in cui la fragilità, abitata insieme con coraggio, si fa luce che orienta lo sguardo verso ciò che conta davvero.

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