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21 Apr
21Apr

Chiharu Shiota nasce a Osaka nel 1972 dai proprietari di una fabbrica di casse per il pesce, elemento visivo di accumulo seriale che influenzerà la sua successiva ricerca artistica. Nel 1992 si iscrive alla Seika University di Kyoto per studiare pittura; presto inizia a oensar che il medium pittorico sia un limite espressivo e così, nel 1994, durante un periodo di scambio universitario in Australia, realizza la performance Becoming painting. Traendo ispirazione da un incubo ricorrente, si cosparge di vernice industriale tossica rossa, divenendo tela ispirandosi all'espressionismo astratto americano. Nel 1996 si trasferisce in Germania, dove incontra Marina Abramović, di cui diviene allieva: grazie a lei inizia ad esplorare la resistenza fisica ei limiti del corpo, creando la performance Try and go home del '97: dopo un digiuno di quattro giorni, si cala nuda all'interno di una cavità in un pendio fangoso, in un simbolico ritorno al grembo materno. In seguito, l'incontro con le sculture in corda di Magdalena Abakanowicz, i cosiddetti Abakans, la porta a concepire l'opera d'arte come un'esperienza spaziale immersiva. Tra il 1999 e il 2003 studia con Rebecca Horn e lavora sulla memoria e sul simbolismo dei materiali. Le installazioni più celebri sono composte da fili rossi o neri intrecciati con lo scopo di creare strutture imponenti, avvolgendo gli spazi in cui sono collocate per trasformarne i volumi e guidare chi osserva in un'esperienza immersiva, in cui la fascinazione si alterna all'inquietudine, il movimento alla stasi. Nel 2015 partecipa alla Biennale nel padiglione del Giappone. Nel 2024 le viene nuovamente conferito il Premio per l'incoraggiamento artistico del Ministro dell'Istruzione, della Cultura, dello Sport, della Scienza e della Tecnologia del Giappone, che aveva già ricevuto nel 2008 come artista emergente. "Mi piace lavorare in modo molto fisico, usando l'intera stanza invece di una semplice tela o un foglio di carta. Voglio che le persone siano circondate dall'opera". #chiharushiota #fiberart#emozioni#lagrandebellezza

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