Cookie PolicyPrivacy Policy
14 Jul
14Jul

Glauco Cambon nasce a Trieste nel 1875. Dopo gli studi classici nel 1892 si iscrive all'Accademia di Monaco di Baviera, dove ottiene la menzione d'onore nel concorso di composizione a soggetto con il dipinto “La Musica”. Tre anni dopo torna a Trieste e nel 1897 partecipa alla seconda Esposizione Internazionale di Venezia, dove torna altre otto volte fino al 1924. Nel 1900 ottiene il "pensionato romano" che gli dà la possibilità di vivere cinque anni nella capitale. Ammiratore dei suoi concittadini Arturo Rietti e Umberto Veruda, è fortemente influenzato dal carattere impressionista della loro pittura, anche se conserva il gusto per la linea art nouveau, più funzionale alla sua attività di cartellonista, che porta avanti di pari passo a quella di pittore. Un rimando alle figure femminili dei manifesti di quegli anni è ravvisabile nel Velo azzurro del 1907, dove una giovane donna avvolta nel tulle fa inevitabilmente pensare – sia per la posa che per il taglio dell'immagine – alle immagini pubblicitarie della moda del tempo. "In quest'opera il triestino esprime equilibratamente la sua vena di colorista, in una composizione ricca di andamenti lineari e di trasparenze più funzionali alla resa in profondità dell'immagine che alla suggestione di insieme. Notevole appare anche il valore decorativo nell'incontro del nero, dell'azzurro e dell'oro con la plasticità della figura, rafforzata da macchie luminose e dal serpeggiare di curve e controcurve. Grazie a queste caratteristiche è possibile indicare Il velo azzurro come partecipe di certa convenzionalità negli effetti e negli atteggiamenti raffigurati, molto vicina alla produzione di altri artisti romani della sua generazione ed in particolare ai ritratti di Arturo Noci e di Camillo Innocenti". Assiduo lettore di D'Annunzio, rifiutando le proposte di Marinetti, che voleva introdurlo nel Futurismo, per rimanere fedele al proprio ideale passatista. Allo scoppio della guerra, si trasferisce a Milano con la moglie, la pittrice Gilda Pansiotti. Muore improvvisamente a Biella nel 1930. #glaucocambon #pittura#lagrandebellezza#emozioni 

Commenti
* L'indirizzo e-mail non verrà pubblicato sul sito Web.