Maria Grandinetti Mancuso nasce nel 1891 a Soveria Mannelli, in provincia di Catanzaro, in una famiglia della media borghesia: il padre Giovanni è ingegnere agrimensore, la madre Angelina Maruca casalinga. Nel 1902 la famiglia si trasferisce a Napoli e Maria inizia a studiare all'istituto Vittoria Colonna: è tra le prime donne a frequentare l'Accademia di Belle Arti a Napoli. Nel 1911 sposa l'avvocato Cesare Mancuso e lo segue a Bari, a New York e poi a Roma dal 1912. La sua casa romana è frequentata da personalità come De Chirico, Balla e Ungaretti. Nel 1914 allestisce due mostre personali a Roma, suscitando l'interesse dei rappresentanti dell'“avanguardia romana” e poi partecipa alla III esposizione della Secessione Romana nel 1915 e alla Secessione Romana del 1916-17. Nell'ambito delle esperienze espositive romane, si inserisce nel gruppo di artisti d'avanguardia come Pasquarosa e Deiva De Angelis; nel 1918 prende parte alla Mostra d'Arte indipendente pro Croce Rossa presso la Galleria del giornale «Epoca». Con l'avvento del fascismo, cui è avversa, diminuisce la sua attività e si avvicina alla pittura metafisica, con opere particolari come colore e soggetti. Nel 1930 è a Parigi dove incontra Maurice Utrillo e il critico Waldemar George, che scrive una monografia per lei in francese. Nel '31 viene organizzata una personale a Parigi, alla galleria Rosemberg: le tele però arrivano deturpate da alcuni tagli, forse per «una esplicita rappresaglia di carattere politico» (Grasso). Nello stesso anno pubblica una raccolta di testi critici e spunti autobiografici. Nel 1933 allestisce una personale alla galleria Sabatello di Roma, con un notevole successo di critica: lo Stato Italiano compra il Ritratto di Teresa Labriola. Sostenitrice della pace universale, fonda nel 1946 la rivista «Arte contemporanea (Arte-scienza-pace)», attiva fino al 1968. Trascorre gli ultimi anni della sua esistenza afflitta da disturbi psichici. Muore nell'Ospedale Psichiatrico Santa Maria della Pietà di Roma nel 1977. #mariagrandinettimancuso #pittura#emozioni#lagrandebellezza