Mariam Arshaki Aslamazian nasce ad Alexandropol nel 1907. Fin dalla prima infanzia, conosce architetti, storici e accademici che visitavano Bash-Shirak e le zone limitrofe per partecipare agli scavi archeologici. Il padre Arshak collabora a diversi scavi e stringe amicizia con i noti architetti Toros Toramanyan e Nikoghayos Buniatyan, l'orientalista e accademico Hovsep Orbeli e lo storico e linguista georgiano Nikolai Marr, che lei incontra in casa. Studentessa di Stepan Aghajanian e Petrov-Vodkin, diviene una rappresentante della scuola armena di dipinti e ritratti di nature morte, nonché un'abile ceramista. I colori saturi, lo spazio appiattito e i motivi decorativi dei suoi dipinti riflettono una varietà di influenze, tra cui quelle di Matisse e Cézanne e della precedente avanguardia armena che includeva pittori come Martiros Saryan. Dipinge anche opere apertamente socialiste, come richiesto agli artisti ufficiali dell'epoca, in particolare The Return of the Hero (1943) per il quale le viene assegnata la medaglia "Per la difesa del Caucaso". Grazie ai finanziamenti dell''Unione degli Artisti dell'URSS, viaggia in numerosi paesi del mondo, tra cui Algeria, Argentina, Belgio, Cina, Repubblica Democratica Tedesca, Francia, India, Italia, Giappone, Madagascar, Spagna, Svezia, Paesi Bassi, Egitto, Siria e Jugoslavia. Nel 1957, il governo sovietico la manda in un viaggio ufficiale in India per aiutare a stabilire legami diplomatici amichevoli tra i due paesi. Alla fine del suo viaggio viene allestita un'esposizione per mostrare i dipinti che aveva creato durante il suo periodo nel paese; alla mostra partecipa Indira Gandhi, che era apparsa anche in alcuni dei quadri. Nel 1965 viene riconosciuta come People's Artist of the Armenian SSR e nel 1990 come People's Artist of the Soviet Union. Muore a Mosca nel 2006 e viene sepolta nel Pantheon Komitas di Yerevan#mariamaslamazyan#lagrandebellezza#emozioni