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08 May
08May

Ottone Rosai nasce a Firenze nel 1895. Studia disegno ornato all'Istituto di Arti Decorative, continuando da autodidatta la sua formazione artistica. Nel 1913 entra a far parte del Movimento Futurista, avvicinandosi alle opere di Boccioni e diventando amico di alcuni esponenti del gruppo, come Soffici, Carrà, Severini. Conosceva anche Filippo Tommaso Marinetti, proprio in occasione della sua prima mostra avvenuta nel 1913 al banco di Pistoia, accanto al locale dove, contemporaneamente, si svolgeva la mostra L'esposizione di pittura futurista di Lacerba. In merito all'incontro dice: "La mostra fu molto visitata, molto discussa e l'onore più grande fu di vedere venirci in gruppo i Futuristi. Guardando, parlando, ammirarono e infine Marinetti, capo del movimento, espresse il desiderio di conoscermi. Fui presentato a lui da Papini e lui a sua volta mi presentò a Soffici, a Carrà ea Tavolato. M'invitarono con essi e da quel giorno divenni un militante futurista ed un frequentatore immancabile del caffè delle Giubbe Rosse". Inizia a collaborare con la rivista “Lacerba” e dopo la guerra elabora un proprio linguaggio pittorico, ispirandosi alle esperienze cubiste e metafisiche. I suoi soggetti prediletti sono nature morte, paesaggi, composizioni con figure, vedute dei quartieri popolari di Firenze. Nel 1933 firma il “Manifesto Realista”, che esalta la cultura e l'arte fascista, ma dipinge sempre ritratti antiretorici, trattenuti da un'umanità di “vinti”. Il suo temperamento ribelle per natura lo porta a rigettare le convenzioni e spesso ad assumere posizioni critiche anche in contesti poco tolleranti come quello dell'Italia fascista. I gerarchi, in risposta, fanno girare la notizia della sua omosessualità causandogli, per la mentalità dell'epoca, un danno di immagine, tanto che corre ai ripari sposando una amica d'infanzia. Nel 1939 diventa professore di figura disegnata presso il Liceo Artistico e in seguito ottiene la cattedra di pittura all'Accademia di Firenze. Muore a Ivrea nel 1957. #ottonerosai #pittura#emozioni#lagrandebellezza#

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