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07 May
È BIONDA E BELLA MA NON FATEVI INGANNARE: DIETRO DI LEI C’E’ UNA VECCHIA VOLPE

Odore, puzza e confusione nei pressi di Genova, c'è un'aria pesante che soffia tra i corridoi di Palazzo Turchi, un fumo che non viene dai sigari ma dalla cucina politica più cinica (e viva) degli ultimi decenni. Al centro della scena, pronta con la sua lista per le politiche, c'è la Salis, il sindaco di Genova prestata alla causa nazionale. Ma non fatevi ingannare dal volto in copertina, state attenti, pronti e siate vigili. Dietro la facciata, dietro i nomi ei programmi di facciata, si scorge l'ombra inconfondibile dell'unico, vera stratega dei palazzi: Matteo Renzi.Il “Mattatore della Toscana” è tornato a fare quello che gli riesce meglio: il grande giocoliere del parlamento. Senza un esercito vero, con un partito che oscilla pericolosamente sulla soglia del 3%, Renzi ha capito che per sopravvivere non serve il consenso, serve la paura.Perché lo fa? La risposta è di un pragmatismo brutale. Renzi sa che, da solo, rischierebbe l’estinzione parlamentare. Allora ecco la “mossa del cavallo”: lanciare la Salis per drenare voti a sinistra, per erodere quel bacino elettorale che oggi tiene in piedi il Nazareno. L'obiettivo è chirurgico: portare il PD sotto il 20%. Se il Partito Democratico scende sotto quella soglia psicologica, la segreteria di Elly Schlein entra ufficialmente in stato di fallimento. È un ricatto a cielo aperto, una manovra per mettere la dirigenza dem con le spalle al muro e costringerli a trattare, a garantirgli un posto al sole, a riconfermare la sua presenza in Parlamento a ogni costo.Renzi è il campione che gioca senza squadra. È l'erede degenerato di quella vecchia scuola DC che sapeva manovrare i fili del potere senza bisogno di avere le masse alle spalle. Come muoversi nelle zone d'ombra della politica, come trasformare una debolezza elettorale in una forza d'urto destabilizzante e gestire il potere. "Renzi non cerca il governo del Paese, cerca l'immobilismo degli altri per restare l'ago della bilancia." Ma a che prezzo? Mentre il “giocoliere” si diverte a far cadere i birilli dei suoi alleati-nemici, il Paese resta a guardare l'ennesimo teatrino di Palazzo. Matteo Renzi è indubbiamente un politico “vero”, nel senso più machiavellico del termine, ma è diventato anche il grande problema della politica italiana: un leader che preferisce regnare sulle macerie piuttosto che costruire.La domanda ora è: il PD accetterà il ricatto o avrà il coraggio di tagliare quel filo teso dall'ex Presidente del Consiglio?

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