
In un mondo travolto dagli scandali un giorno si e l’altro pure, c’è un fenomeno sociale – in Italia come in tutto l’Occidente – sempre più evidente, una sorta di elefante nella stanza visibile a chiunque abbia gli occhi aperti e la mente lucida. La diversa e sproporzionata distribuzione degli uomini e delle donne nei due tradizionali schieramenti politici, la destra e la sinistra, con gli uomini sempre più vicini alla prima e le donne sempre più vicine alla seconda, viene pressoché ignorata dal mainstream, o comunque sminuita; a maggior ragione è quindi degna di essere analizzata con attenzione.Tra coloro che si occupano dell’argomento c’è un acceso dibattito che vede l’avanzamento di svariate ipotesi: la canalizzazione dell’istinto materno – perpetuata dalla propaganda dei media e della politica – insito in tutte, o quasi tutte, le donne sia alla base della maggiore attenzione che quest’ultime hanno rispetto le condizioni di vita delle cosiddette “minoranze” (omosessuali, neri, ecc.), il fatto che le donne sarebbero tendenzialmente più vulnerabili – e perciò più manipolabili – a causa della loro maggiore emotività, il ruolo delle politiche woke e globaliste (tra cui è presente anche l’ideologia femminista) che tendono alla santificazione delle donne e alla demonizzazione degli uomini, offrendo vantaggi alle prime e scaturendo rancore nei secondi; argomentazioni che, come scrive Roberto Pecchioli nel suo articolo La guerra dei sessi diventa politica (ariannaeditrice.it), sono “tutte parziali, benché ognuna contenga un pezzo di verità.” Il tema infatti è complesso, specialmente in una società che si riempie di parole di cui non indaga e non conosce il significato, a cominciare dal termine “diritto”. Comunque, se sia alquanto difficile arrivare all’origine di questo fenomeno, non lo è vederne il risultato, cioè riconoscere come la “guerra dei sessi” – politica, sociale, economica – non sia che l’ennesima applicazione della tecnica del Divide Et Impera. Una tecnica vecchia come il mondo in cui tuttavia gli esseri umani continuano a cascare. Chi finanzia e controlla quel mainstream che porta avanti narrazioni in grado di generare conflitti? Qualcuno che ha interesse a farlo. E perché avrebbe il suddetto interesse? Per mantenere il proprio potere. È logico che se gli schieramenti sono impegnati ad azzannarsi a vicenda non si accorgeranno di chi sta sopra di loro, e di chi sta rovinando le vite di tutti.