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25 Feb
FAR WEST A ROGOREDO: GLI SLOGAN SALVINIANI DANNEGGIANO LA DESTRA SERIA

Esiste un limite sottile che separa la vicinanza alle istituzioni dal servilismo elettorale, e Matteo Salvini sembra averlo smarrito da tempo. La sua ultima uscita, quel mantra trito e ritrito del “io sto con il poliziotto senza se e senza ma”, non è solo un esercizio di retorica stantia; è un errore politico e civile di una gravità inaudita. È l’uscita dello “stupidotto del bar” che, tra un caffè e un tweet, pretende di governare la complessità sociale con la profondità di un sottobicchiere.Partiamo da un presupposto che dovrebbe essere ovvio, ma che il chiasso populista rende necessario ribadire: la stragrande maggioranza delle donne e degli uomini in divisa è composta da servitori dello Stato integerrimi. Persone che rischiano la vita per stipendi spesso inadeguati, agendo con professionalità e umanità. Ma proprio per rispetto verso questa maggioranza sana, la politica non può permettersi il lusso dell’indulgenza cieca.Affermare di stare con qualcuno “senza se e senza ma” significa, di fatto, firmare un assegno in bianco all’impunità. In ogni gruppo sociale, in ogni struttura gerarchica, esiste la “mela marcia”. È statistica, è natura umana. Tuttavia, quando la mela marcia indossa una divisa, porta con sé un’arma e detiene il monopolio della forza legittima, il danno non è solo individuale: è un cancro che divora la credibilità dello Stato.Un politico serio sa che difendere le Forze dell’Ordine significa prima di tutto pretendere da esse il massimo rigore. Chi sbaglia indossando la divisa tradisce non solo il cittadino, ma i suoi stessi colleghi. Al contrario, la retorica salviniana crea una zona d’ombra dove il prepotente di turno si sente autorizzato a credersi al di sopra della legge, forte di una copertura politica che santifica l’errore invece di sanzionarlo.Cavalcare l’onda emotiva per racimolare qualche punto percentuale nei sondaggi è il segno distintivo di un leader scadente. È una strategia miope che non pensa alle conseguenze: esaspera il clima sociale, crea fazioni tra “buoni” e “cattivi” e, paradossalmente, indebolisce proprio quelle Forze dell’Ordine che dice di voler proteggere, esponendole al sospetto e alla sfiducia dei cittadini.Per il bene del Governo, e per la sopravvivenza di un centrodestra conservatore, serio e credibile, figure che ragionano per slogan binari dovrebbero essere relegate all’irrilevanza. Lo Stato non ha bisogno di tifosi da curva sud, ma di statisti capaci di distinguere il valore del servizio dall’abuso di potere. Chi non comprende questa distinzione fondamentale non è un difensore dell’ordine: è solo un ostacolo sulla strada della giustizia.

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