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14 Mar
GESÙ È VERAMENTE RISORTO. ECCO COSA CI DICE LA SINDONE

La Sindone di Torino è probabilmente l’oggetto più studiato della storia dell’umanità. Sebbene la scienza non possa “provare” la Risurrezione (che resta un evento fuori dalla portata del metodo galileiano), i dati fisici impressi su quel lino offrono una coincidenza impressionante con i racconti evangelici, rafforzando l’idea che quella tomba non fu solo “svuotata”, ma teatro di un evento unico.Punti chiave dove la scienza incontra il Vangelo:Nel 1898, Secondo Pia fotografò la Sindone e scoprì che l’immagine sul telo si comporta come un negativo fotografico. Ma c’è di più, negli anni ’70, gli scienziati della NASA (progetto STURP) analizzarono la Sindone con il computer VP8, scoprendo che l’immagine contiene informazioni tridimensionali. Un normale dipinto o una fotografia non hanno questa caratteristica.L’immagine non è fatta di vernice, inchiostro o coloranti. È il risultato di una ossidazione disidratante superficiale delle fibre di lino, profonda solo pochi micron. La Sindone non mostra una generica crocifissione, ma ricalca esattamente i dettagli unici della passione di Gesù descritta dai Vangeli, che differivano dalle normali procedure romane: i condannati a morte non venivano incoronati. L’uomo della Sindone presenta ferite da punta su tutto il cuoio capelluto, compatibili con un “casco” di spine. Il corpo presenta oltre 120 colpi inferti da un flagrum romano (frustino con palline di piombo), distribuiti con precisione anatomica.Sul lato destro è visibile una ferita da cui è uscito sangue e siero (il “sangue e acqua” di Giovanni 19:34).A differenza dell’iconografia medievale che ritraeva i chiodi nei palmi, l’uomo della Sindone ha i chiodi nei polsi (spazio di Destot), l’unico punto che può reggere il peso di un corpo. L’aspetto più sconcertante per i medici legali riguarda il modo in cui il corpo è uscito dal lenzuolo, nessun segno di trascinamento. Se il corpo fosse stato rimosso fisicamente (rubato), le croste di sangue si sarebbero strappate o sbavate. Invece, le macchie di sangue sulla Sindone sono intatte, nitide, “decidue”.Molti scienziati ipotizzano che l’immagine sia stata prodotta da una brevissima ed intensissima emissione di energia (simile a un lampo di luce ultravioletta o a una scarica di corona). Il corpo sembra essere diventato “trasparente” o aver emesso una radiazione che ha proiettato la sua forma sul telo. Unendo i dati archeologici (la pietra di Pilato, l’ossario di Caifa), i dati storici (la trasformazione dei discepoli) e i dati scientifici (la Sindone), emerge un quadro coerente:l’uomo è esistito ed è morto esattamente come dicono i Vangeli.Il suo corpo è sparito lasciando tracce fisiche inspiegabili.La logica suggerisce che, se qualcuno avesse rubato il corpo, non si sarebbe preso la briga di “estrarlo” dal lenzuolo senza rovinare le macchie di sangue, né avrebbe potuto lasciare un’immagine prodotta da un’energia che ancora oggi non sappiamo replicare perfettamente.

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