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19 Mar
L’ EUROPA VIRA A DESTRA. ECCO LA STRATEGIA PER CAMBIARE L’ UE

Non è più solo un’onda, ma un riassetto tettonico. Se le elezioni municipali francesi dello scorso fine settimana hanno confermato che l’asse tra Marion Maréchal, il Rassemblement National e i nuovi Repubblicani è ormai una realtà strutturata e pronta per l’Eliseo, lo sguardo degli osservatori si sposta ora inevitabilmente verso la Germania.Il ragionamento politico che sta emergendo è chiaro: la caduta dei vecchi “cordoni sanitari” in Francia e l’ascesa inarrestabile di AfD (Alternative für Deutschland) in Germania potrebbero essere gli ultimi tasselli di un puzzle che ridisegnerà completamente l’Unione Europea. Il successo della “Grande Destra” francese non nasce nel vuoto. C’è un precedente illustre: l’Italia di Giorgia Meloni. Come sottolineato più volte da Vincenzo Sofo, marito di Maréchal e profondo conoscitore delle dinamiche romane, l’Italia ha dimostrato che una coalizione di destra coesa non solo può vincere, ma può governare con stabilità, dialogando con i mercati e le istituzioni internazionali senza rinunciare alla propria identità.È questo “Modello Italia”, una destra di governo, organizzata e non più solo di protesta, che Marion Maréchal sta esportando in Francia e che ora agita i sonni della politica tedesca.In Germania, i sondaggi e i recenti risultati regionali mostrano una AfD stabilmente sopra il 20-25%, seconda forza del Paese e, in alcune regioni dell’Est, prima forza assoluta. Se il tabù della collaborazione tra la CDU (i conservatori tradizionali) e la destra di AfD dovesse cadere, seguendo proprio l’esempio di quanto fatto da Marion Maréchal con i Repubblicani in Francia, il cuore economico dell’Europa cambierebbe rotta.“Se la Germania svolta, cade l’ultimo pilastro del vecchio status quo europeo. Con l’Italia saldamente a destra, la Francia in procinto di diventarlo e la Germania che normalizza l’opposizione al sistema, le carte in tavola a Bruxelles verrebbero totalmente rimescolate.” Analizziamo la nuova mappa del potere che si sta delineando:Italia: Giorgia Meloni come punto di equilibrio e guida del modello di coalizione.Francia: Il fronte Le Pen-Maréchal pronto alla conquista dell’Eliseo nel 2027, con un radicamento locale senza precedenti.Germania: AfD che punta a scardinare il sistema dei partiti tradizionali, rendendo impossibile governare senza di loro.Spagna: La crescita costante di Vox, che continua a tallonare il Partito Popolare spingendolo verso posizioni più identitarie. Questa non sarebbe più l’Europa della “Grosse Koalition” perenne tra socialisti e popolari. Sarebbe un’Europa che inizia a ragionare su basi diverse: sovranità condivisa, controllo rigido dei confini, difesa delle radici culturali e una revisione pragmatica del Green Deal.Il progetto di Marion Maréchal, sostenuto dalla visione strategica di Sofo, non punta più alla distruzione dell’UE, ma alla sua occupazione politica. Non più “uscire dall’Europa”, ma “cambiare l’Europa dall’interno”, forti di un asse Roma-Parigi-Berlino che per la prima volta nella storia recente parlerebbe la stessa lingua politica.

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