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14 Mar
L’ EVANGELISMO AL SERVIZIO DEL MALE. ECCO I FALSI PROFETI – PARTE PRIMA

C’era una volta il “porgi l’altra guancia”. Oggi, nelle mega-church americane che fungono da centraline elettriche per la propaganda di Donald Trump, quel precetto è stato sostituito da un più pragmatico “stermina l’avversario (politico)”. Il paradosso è servito: mentre i pastori evangelici ungono il magnate di New York come il nuovo “prescelto”, il messaggio cristiano originale viene calpestato sotto gli stivali del nazionalismo cristiano.È un ritorno alle origini più oscure, quelle di un Antico Testamento piegato a usi e consumi bellici. Se un tempo lo sterminio dei popoli era giustificato dalla narrazione biblica come necessità storica per proteggere la stirpe del Messia, l’era di Cristo avrebbe dovuto segnare il punto di non ritorno. Il passaggio dalla legge del taglione alla fratellanza universale non è solo un’evoluzione teologica, ma una realtà confermata persino dalla scienza.La ricerca sulla cosiddetta Eva Mitocondriale ci ricorda che siamo tutti rami dello stesso albero, figli di un’unica madre genetica. Una verità che dovrebbe rendere il “non uccidere” un imperativo biologico, oltre che morale. Eppure, per i pastori del MAGA (Make America Great Again), la fratellanza si ferma al confine con il Messico o alla porta di un seggio elettorale. Da George W. Bush a Donald Trump, la musica non è cambiata, è solo diventata più assordante. Questi leader religiosi, che banchettano ai tavoli del potere di Washington, incarnano perfettamente l’identikit dei “falsi profeti” contro cui i Vangeli avevano messo in guardia.Predicano la teologia della prosperità mentre il loro leader di riferimento taglia le tasse ai miliardari.Sostituiscono la carità verso l’ultimo con il culto della forza.Trump non è più un politico, ma un’icona sacra intoccabile, nonostante una condotta di vita che farebbe arrossire i Farisei. Non è più religione, è marketing elettorale. Si usa il nome di Dio per giustificare l’invio di armi, la chiusura dei porti e l’odio sociale. Il risultato è una religione “muscolare” che ha perso l’anima, dimenticando che il cristianesimo è nato come un messaggio di amore universale, non come un ufficio stampa per la Casa Bianca.Mentre i pastori invocano lo Spirito Santo sui palchi elettorali, il sospetto resta uno solo: che tra le pagine della Bibbia e i programmi di Trump, questi moderni profeti abbiano scelto di leggere solo il numero di conto corrente.

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