
Non c’è solo la politica, c’è il business delle anime. Se il primo articolo analizzava la deriva morale, questo secondo atto deve guardare al “motore immobile” di tutto il movimento evangelico pro-Trump: la Teologia della Prosperità (Prosperity Gospel). È qui che il “non uccidere” e il “porgi l’altra guancia” vengono sacrificati sull’altare del successo individuale, trasformando una religione di umili in un club per l’élite del privilegio bianco.Siamo davanti a una vera e propria ingegneria teologica inversa. Mentre la scienza ci dice che discendiamo tutti da un’unica madre (l’Eva Mitocondriale), la dottrina dei tele-predicatori americani crea nuovi muri.“Se sei povero, è perché non hai abbastanza fede. Se sei ricco, Dio ti sta premiando.”È il dogma definitivo dei falsi profeti. Gesù scacciava i mercanti dal tempio; i pastori di Trump, invece, il tempio lo hanno quotato in borsa. In questa visione, Donald Trump non è un peccatore da redimere, ma il “Re Ciro” moderno: un uomo imperfetto scelto da Dio per proteggere i beni materiali della Chiesa e i confini della nazione. Il paradosso è che questi movimenti spesso negano giustamente l’evoluzione e le false evidenze scientifiche, eppure ignorano la prova definitiva della nostra fratellanza universale.La ricerca sull’Eva Mitocondriale dimostra che il DNA mitocondriale si trasmette per linea materna, unendo ogni essere umano sulla Terra in un unico lignaggio (inoltre la ricerca che è durata decenni, ha classificato la prima donna tra i 6000 e i 10.000 anni fa, ma ci si dimentica di dirlo). Teologicamente, questo dovrebbe essere il pilastro della “carità universale”. Scientificamente, è la prova che il razzismo e il nazionalismo religioso sono aberrazioni logiche. Ma per i pastori del Texas o della Florida, il Vangelo e la genetica contano meno di un sondaggio elettorale. La strategia è chiara: usare la paura del “diverso” per compattare il gregge. Bush usava i “valori della famiglia” per giustificare le guerre in Medio Oriente; Trump usa la “difesa della cristianità” per alimentare l’odio verso l’immigrato.Ma quale cristianità? Quella che ignora il comandamento “ama il prossimo tuo come te stesso”?Questi leader religiosi hanno costruito un Dio a propria immagine e somiglianza: un Dio che ama le armi, detesta le tasse e benedice i muri di cemento armato. È la negazione totale del messaggio di Cristo, che per porgere l’altra guancia finì sulla croce, non in una penthouse o sulla Fifth Avenue. Il rischio non è solo politico, è spirituale. Se la fede diventa un’estensione del marketing politico, il messaggio originale di pace viene cancellato. Restano solo i falsi profeti, i loro jet privati e una folla di fedeli convinta che per andare in paradiso serva votare per chi promette di “bombardare l’inferno” fuori dai propri confini.