
La storia del delitto di Garlasco non finisce mai e ci ha regalato tanti colpi di scena da far dire davvero che la realtà ha superato anche la più fervida fantasia di qualunque sceneggiatore di serie TV. C’è un interesse mediatico senza precedenti in Italia e, senza dubbio, si tratta del caso più seguito di sempre. La gente si divide tra innocentisti e colpevolisti, giustizialisti e garantisti, a favore e contro Stasi o Sempio e viceversa. È un caso che si presenta come una novità assoluta anche dal punto di vista processuale. Abbiamo Stasi condannato in via definitiva in carcere mentre la Procura di Pavia ritiene che il colpevole sia un altro e vuole processarlo. Anche il metodo di indagine è stato singolare sia nei confronti di Stasi che di Sempio : prima si è cercato il profilo del colpevole e poi si sono cercate le prove facendo una sorta di pesca a strascico. Abbiamo ascolti da record per i salotti televisivi, ma non una bella pagina per il nostro sistema giudiziario. In questo caos indescrivibile sono molto dubbioso rispetto alla possibilità di trovare alla fine un colpevole oltre ogni ragionevole dubbio. La situazione si è verificata anche a causa di norme sbagliate. Stasi è stato assolto due volte e poi condannato. Gli è stato consentito di fare l’abbreviato, eppure il processo nei suoi confronti è durato quasi dieci anni con nuove indagini fatte dopo la sentenza assolutoria. Una persona che è già stata già assolta in un processo, peraltro, difficilmente può essere poi considerata colpevole al di là di ogni ragionevole dubbio. La inappellabilità delle sentenze di assoluzione è una regola di civiltà giuridica (da noi è stata introdotta solo per alcuni reati) e avrebbe evitato la condanna e la carcerazione di Stasi, oggi contestata dalla stessa Procura di Pavia.La uscita di scena di Stasi, assolto, dal processo avrebbe anche consentito agli inquirenti di riaprire prima il caso, magari cercando prove e non suggestioni. Buona domenica e buona settimana.