
Sono strutturalmente di centrodestra ed ammetto di essere sempre stato filoamericano. Quando è stato eletto Trump, pur essendo perplesso rispetto ad alcune caratteristiche del personaggio, ho sperato in una svolta rispetto all’immobilismo di Biden. Alcune cose che stanno succedendo negli Stati Uniti, però, mi sconvolgono. In particolare, l’approccio rispetto alla pena di morte, lo dico proprio in occasione della ricorrenza della giornata mondiale contro la pena di morte (il 10 ottobre). La pena di morte non dovrebbe esistere. Niente può giustificare la soppressione di una vita umana e una giustizia che uccide, non può essere giustizia. Però oggi negli Stati Uniti sta succedendo di peggio rispetto alla presenza nell’ordinamento della pena di morte: c’è l’ostentazione di questo strumento di barbarie. Una cosa da medioevo. Quanto è accaduto con l’esecuzione non riuscita di Christa Pike, non ha portato ad una riflessione collettiva, anzi. La decisione del Pentagono di trasmettere in diretta streaming la esecuzione di Nidal Hasan, lo psichiatra militare responsabile dell’omicidio di 13 persone (e del ferimento di 32) è qualcosa di straordinariamente triste e negativo. Questo incrina davvero quel modello di democrazia e di punto di riferimento per l’Occidente che comunque, pur con mille imperfezioni, gli Stati Uniti hanno sempre rappresentato. Buona domenica e buona settimana.