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11 May
Quando il Ministro confonde la cultura con il potere: la lezione che Giuli non vuole imparare

La polemica con Buttafuoco non è un incidente di percorso, ma il sintomo di una destra di governo che, priva di radicamento, cerca legittimità attaccando i propri custodi identitari. Mentre il Secolo d'Italia prova a salvare il Ministro incastrando la Biennale dentro la dicotomia Occidente-Oriente, sfugge la questione vera: la destra italiana non deve scegliere tra Washington e Mosca, ma riscoprire il suo terzo polo — l'Europa come civiltà.

a polemica tra il ministro della Cultura Alessandro Giuli e Pietrangelo Buttafuoco, presidente della Biennale di Venezia, è qui letta come segnale di crisi profonda della destra di governo italiana, incapace di costruire una propria egemonia culturale e ridotta ad attaccare i propri custodi identitari (Buttafuoco, Veneziani). L'articolo replica al pezzo di Spartaco Pupo apparso sul Secolo d'Italia il 10 maggio 2026, contestando la dicotomia Occidente-Oriente e proponendo una terza via fondata sull'Europa come civiltà autonoma e sul comunitarismo come visione antropologica, opposta tanto all'individualismo atlantista quanto al dirigismo eurasiatico.

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