
a polemica tra il ministro della Cultura Alessandro Giuli e Pietrangelo Buttafuoco, presidente della Biennale di Venezia, è qui letta come segnale di crisi profonda della destra di governo italiana, incapace di costruire una propria egemonia culturale e ridotta ad attaccare i propri custodi identitari (Buttafuoco, Veneziani). L'articolo replica al pezzo di Spartaco Pupo apparso sul Secolo d'Italia il 10 maggio 2026, contestando la dicotomia Occidente-Oriente e proponendo una terza via fondata sull'Europa come civiltà autonoma e sul comunitarismo come visione antropologica, opposta tanto all'individualismo atlantista quanto al dirigismo eurasiatico.