
Ma esiste una differenza tra donne di destra e di sinistra? La vulgata del mainstream ha polarizzato la questione in maniera progressiva alla polarizzazione politica della società, il momento Meloni, seguito dal ben più radicale momento Vannacci, ha portato tale divario all’estremo. Ma riguardo al tema in esame, già il ventennio Berlusconiano aveva portato ad una frattura (apparente) tra donne di destra e di sinistra. Oggi, in ambito conservatore, sono in molte le donne a dire di volere proteggere la società occidentale dall’attacco dell’Islamizzazione conseguente all’immigrazione fuori controllo. Le donne di “destra” si distinguono da quelle di sinistra per opporsi al fenomeno dell’Islam che rischia di mettere in pericolo la sopravvivenza della società occidentale. Ma attenzione: per le donne, quando si parla di salvaguardia del “nostro stile di vita”, intendono esclusivamente il loro. Ciò che temono di una colonizzazione musulmana è infatti la perdita di diritti conquistati in quella sciagurata e devastante stagione sessantottina: emancipazione sessuale, libertà di divorzio e di aborto. La loro vera paura è che milioni di musulmani allupati e retrogradi riportino indietro le lancette della storia, quando l’unico diritto/dovere concesso alle donne era quello di procreare e occuparsi della famiglia. Chiedete infatti ad una donna di destra, paladina dei valori e principi cristiani se rinuncerebbe al diritto al divorzio? Avete idea di dove vi manderebbe? Per non parlare del diritto all’aborto, alla libertà sessuale. Anche la donna che si dice cristiana non farebbe un minimo passo indietro rispetto a quelle conquiste ottenute durante le stagioni di lotta della rivoluzione sessuale. Della maggioranza delle donne “conservatrici” e cristiane quante di loro arrivano vergini al matrimonio? L’1% sarebbe una percentuale ultra-ottimistica. Eppure la Chiesa ha sempre predicato la castità pre matrimoniale, l’ indissolubilita’ del matrimonio e la ferma condanna all’ aborto.. Trovare donne che dicano di essere cristiane solo prendendo in considerazione questi tre parametri sarebbe più difficile di trovare acqua su Marte.Ma prima di essere lapidato con insulti, di essere rimasto al medioevo e di essere un fanatico maschilista, chiedo al gentil sesso in cosa consista il loro credo se non ne rispettano i principi basilari. Sarebbe come continuare a dirsi cattolici praticanti anche se non si osservano i sacramenti. Detto in parole più semplici: o si pratica un certo credo religioso con una condotta personale in accordo con i principi che esso richiede, oppure si guadi altrove. Il problema di molte donne moderne, e specie aderenti al mondo “conservatore” (ma non troppo) è quello di volere la botta piena e ( in questo caso ) il marito ubriaco. Da un lato ci si spende per la difesa dell’Occidente cristiano (concetto molto sfuggente) dalle orde selvagge del Medio Oriente venute a riportare la donna in uno stato di schiavitù, dall’altro ci si erge a novelle Giovanna d’Arco senza pero’ rifiutare nulla delle conquiste del femminismo.Troppo comodo verrebbe da dire alle femministe di destra che pensano di non esserlo! Ed anche a voler essere permissivi, a stare al passo con i tempi, ad abbracciare una visione post-conciliare e accomodante della Chiesa cattolica, anche passando sopra tutti quei capisaldi che rendono una donna cristiana e realmente tradizionale, in cosa si distinguono le donne di destra da quelle di sinistra se entrambe condividono una visione solipsistica dell’esistenza? Se le prime temono cosi’ tanto per la sopravvivenza e la sicurezza della nostra civiltà, perché non fanno più figli? Perché lasciano che l’Europa venga invasa e colonizzata da musulmani che figliano a più non posso mentre loro decidono di condurre uno stile di vita emancipato che da’ la precedenza a carriera e divertimento, per poi entrare puntualmente nel panico al giro di boa dei trenta, lamentandosi di non trovare un compagno ( non un marito, si badi bene, perche’ non si vogliono nemmeno sposare ) all’altezza delle loro aspettative?Sappiamo che la tematica a questo punto diventa complessa e che molte altre variabili entrano in gioco, ma se una donna dice voler difendere il cosiddetto “Occidente ed il suo stile di vita”, le libertà civili e le conquiste liberali, non può defezionare anche in questo. Mi verrebbe da dire: rinunciate alle pantomime, alle parole d’ordine, alla difesa delle nostre Chiese e tutto il resto se non siete in grado nemmeno di garantire la nostra riproduzione. Perché vedete, non basta darsi un’aura nobilitante di cristianità, magari per vendere quella purezza e quell’onestà che non avete più, per salvare quell’Occidente a cui tanto tenete; servono azioni, opere, scelte che richiamino ad un responsabilità personale. A tal proposito come precedentemente detto, la differenza tra donne di destra o di sinistra non esiste perché entrambe hanno abbracciato quei diritti/privilegi che le hanno anche esonerate da qualsiasi vincolo politico e comunitario. Oggi, se la differenza tra destra e sinistra è più rinvenibile in fenomeni di costume perché entrambe all’interno del paradigma liberale, tale differenza viene totalmente a mancare quando si parla di comportamenti e di scelte femminili. La stragrande maggioranza delle donne, oggi nel 2026, senza timore di smentita, possono essere considerate femministe non potendo ammantarsi nemmeno di quella copertura cosmetica di cui possono ancora godere i partiti conservatori e progressisti.La donna moderna ha rotto il patto socialeL’obiettivo di questo articolo non è di ricostruire la genesi di tutti quegli eventi che dal dopoguerra ad oggi, hanno condotto allo stato attuale. Di sicuro quello che possiamo dire con buona dose di certezza è che la donna moderna ha rotto un patto sociale. E ciò che fa scalpore è che non senta il minimo senso di colpa o responsabilità, complice una mainstream giornalistico e televisivo che le ripete ossessivamente di essere vittima dell’oppressione “patriarcale”.Per decostruire questa menzogna basta dare uno sguardo ai figli per coppia che in Europa ed in Occidente viaggiano al di sotto del livello di sostituzione. Nell’arco di 50 anni o poco meno, la popolazione Europea sarà superata da popolazione non autoctona, di origine nordafricana e subsahariana. Attribuire a questo fenomeno semplicemente delle cause legate alla geopolitica dei flussi migratori ed alle guerre che l’Occidente ha mosso destabilizzando il sud del mondo, spiega una parte del fenomeno, non tutto. Non quello appunto di un inverno demografico che vede uomini e donne responsabili,ma in maggior modo la donna moderna che ha deciso di distruggere l’Istituto della famiglia tradizionale, di dare la priorità alla carriera ed al divertimento, al sesso libero e disimpegnato, alla prospettiva di procreare e di costruire una famiglia.A tutte coloro che cercano di bollare questa constatazione come maschilista, invitiamo a dare un’occhiata un po’ agli indici di divorzi, da chi tra i due sessi nella stragrande maggioranza sono richiesti, ed al fatto che la stessa stragrande maggioranza delle donne oggi non scelga la monogamia nei primi 20 anni, riducendo in modo drammatico le possibilità di fare più di un figlio per coppia. La donna ha un ruolo fondamentale nella comunità che è quello di procreare, il compito dell’uomo, oltre ad esso, è stato sempre quello di provvedere e di difendere la propria compagna e la propria prole. Dal momento in cui la donna si è sentita liberata dall'”onere” di avere figli, grazie alla pillola, all’aborto ed al divorzio, questo patto sociale è andato progressivamente sgretolandosi. Tali “conquiste” sociali hanno fuorviato direttamente la donna, spesso influenzata da una propaganda femminista che l’ha illusa di emanciparsi da chissà quali catene e vincoli, di poter scegliere ciò che era meglio per lei. Nel farlo però ha dimenticato quelle responsabiltà e quei vincoli sociali che danno una “gravitas” alle nostre azioni e alle conseguenze che esse portano con sé.Nel vocabolario femminista più codino ed ipocrita quando declinato a destra, difendere l’Occidente declinante e sotto attacco dai barbari islamici, non vuol dire difendere il destino e la sopravvivenza della Civiltà Cristiana, ma quello di continuare a fare i propri comodi, emancipazione sessuale in primis, e che non arrivi nessuna cultura beduina a mettere loro la Niqba o il Burqa, od impedire di indossare la minigonna. La religione cristiana che negli anni 50-60 era vista come retrograda ed oppressiva, ora ritorna utile nella versione “light” e permissiva per sventolare e rivendicare quelle libertà che oggi l’Islam minaccia. Ecco quindi in cosa consiste li conservatorismo delle femministe di destra, o “tradcons” come vengono chiamate in America. Un tentativo furbo quanto ipocrita di preservare i propri diritti/privilegi, rivestendoli di una patina di sacralità cristiana, esigendo da quegli uomini a cui non danno nemmeno più figli, il “dovere di “difenderle”, ovvero di preservare il loro stile di vita edonista e deresponsabilizzato che di cristiano e tradizionale non possiede assolutamente nulla. Alla fine il paradigma femminista ritorna in piena regola anche nel campo liberal-conservatore: estrarre il massimo vantaggio dalla società dando poco o nulla in cambio. Le femministe, di destra o di sinistra, tali sono.