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13 Oct
SUPPLETIVE REGGIO CALABRIA. UNO SGUARDO OLTRE LE TIFOSERIE

L’illusione delle suppletive e il crollo dell’affluenzaLe elezioni suppletive non sono mai state, e mai saranno, un test rappresentativo del consenso nazionale. Storicamente vi partecipa una frazione minima del corpo elettorale (in questo caso appena il 22,34%, dato per altro in linea con altre elezioni di questo tipo degli ultimi anni ). In contesti con un’astensione vicina all’80%, il dato misura solo la capacità di mobilitazione delle macchine di partito, non l’orientamento generale del Paese.La specificità calabrese: voto clientelare contro voto d’opinioneLa Calabria poi non è un laboratorio politico sovrapponibile al resto d’Italia. Il territorio è caratterizzato da un voto fortemente clientelare e di apparato, legato a reti di potere e preferenze personali consolidate negli anni. Il voto d’opinione — su cui fa leva un partito di protesta o di recente fondazione — viene quasi annullato in un’elezione a bassissima affluenza dominata dai potentati locali. Basti solo pensare al fatto che a Reggio Calabria e dintorni Forza Italia ottenga da anni percentuali altissime rispetto alla media nazionale.L’errore tattico di Vannacci sulla “Sassonia”L’ unico vero errore imputabile al Generale è stato dichiarare che Reggio Calabria sarebbe stata la sua “Sassonia”, con riferimento alla storica vittoria di Afd. Il tenore delle dichiarazioni ha quindi fissato un’asticella irrealistica, offrendo ai media un gancio perfetto per costruire la narrazione del “flop”. A sinistra come a destra erano in molti ad aspettare al varco Vannacci, sperando in un passo falso per poterlo attaccare. Detto fatto: a spoglio appena iniziato, con le prime proiezioni che davano Futuro Nazionale al 7%, diverse testate non hanno perso tempo a proclamare con soddisfazione la “netta sconfitta” di Vannacci. I numeri realiMa se si spoglia il dato dalla retorica e dai proclami fuori misura, i numeri dicono altro. Con i sondaggi nazionali che accreditano Futuro Nazionale attorno all’8%, chiudere sfiorando l’11% (10,94%) in un contesto a forte trazione clientelare è un risultato rivendicabile come una crescita sul dato di partenza, non come una sconfitta.Ma come detto prima, la specificita’ del voto calabrese non permette di inquadrare correttamente il risultato. Quanti voti ha portato in dote il candidato Giannetta e quanti sono invece ascrivibili al consenso di Vannacci? Cdx, attenzione ai trionfalismi: non è tutto oro quel che luccicaForza Italia e il centrodestra festeggiano sul palco, ma stappare spumante per una vittoria ottenuta con il 77% dei cittadini che è rimasto a casa è una leggerezza. Il consenso della coalizione regge solo grazie alle truppe camellate d’apparato, mentre l’elettorato reale si stacca sempre di più dalle urne.L’ esultanza del centrodestra e soprattutto di Forza Italia appare spropositata, per non parlare della narrazione sull’ irrilevanza di Vannacci.Purtroppo per il cdx, a livello nazionale la partita è tutt’ altro che in discesa e il partito di Vannacci rischia seriamente di danneggiare la tenuta elettorale della coalizione.Insomma, Cdx e Vannacci devono trovare la quadra. Perche’ la prossima volta potrebbe esserci ben poco da festeggiare.

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