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09 Apr
TREGUA, O FORSE NO. COSA SAPPIAMO DELL’ ACCORDO USA – IRAN

Dopo aver minacciato attacchi devastanti sulle infrastrutture civili iraniane, il Presidente Trump ha sorpreso molti accettando di considerare una proposta in 10 punti inviata da Teheran tramite la mediazione del Pakistan. uno dei punti forti è l’impegno immediato per il passaggio sicuro delle navi (vitale per l’economia mondiale) oltre a un “periodo di raffreddamento” per finalizzare i dettagli.L’Iran chiede che gli USA accettino il suo programma nucleare civile sotto sorveglianza e la richiesta di revocare i blocchi economici in cambio della de-escalation regionale.Trump ha definito la proposta una “base praticabile” su cui negoziare, segnando un netto cambio di rotta rispetto alla retorica del “collasso totale” delle ore precedenti. Il fronte eurasiatico è stato decisivo. Cina e Russia hanno agito come scudo diplomatico e supporto strategico per Teheran: veto all’ONU. Proprio ieri, Pechino e Mosca hanno posto il veto a una risoluzione del Consiglio di Sicurezza che mirava a autorizzare azioni più dure contro l’Iran, svuotando di fatto l’iniziativa diplomatica occidentale. La Cina ha continuato a garantire uno sbocco per l’energia iraniana, rendendo meno efficaci le minacce di isolamento totale.L’accettazione (seppur parziale o temporanea) del piano iraniano da parte di Trump ha colto Israele di sorpresa, creando una frizione evidente tra i due storici alleati.L’ufficio di Netanyahu ha subito precisato che l’accordo tra USA e Iran non include il fronte libanese, sottolineando che Israele continuerà le sue operazioni contro Hezbollah indipendentemente dai colloqui di Washington. Gerusalemme teme che i 10 punti siano una trappola diplomatica per permettere all’Iran di riorganizzarsi dopo i danni subiti dai recenti raid israeliani. Mentre l’Iran ha dimostrato resilienza strategica con l’appoggio dei suoi partner globali, Trump ha scelto la via del “Deal” pragmatico per evitare un conflitto che avrebbe portato il prezzo del petrolio a livelli insostenibili per l’economia americana e mondiale.

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